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Audit e intelligenza artificiale: come cambia per i revisori legali



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Gli effetti dell’intelligenza artificiale nella revisione legale esaminati da ASSIREVI. L’adozione di tecnologie avanzate amplia le capacità analitiche ma richiede framework normativi aggiornati. I revisori devono sviluppare competenze tecnologiche senza compromettere indipendenza e rigore metodologico

Pubblicato il 2 feb 2026

Gianmario Crescentino

Presidente di ASSIREVI



legal tech (1) ai e revisorei legali

Le nuove tecnologie stanno trasformando radicalmente il modo di fare revisione legale, ma non ne alterano i fondamenti.

Al contrario, rafforzano la centralità del ruolo del revisore e del professional judgment che questi è chiamato a esercitare, nonostante le significative modifiche che potranno interessare le modalità di svolgimento dell’audit e l’organizzazione del lavoro.

Nuove competenze e team multidisciplinari nelle società di revisione

In risposta a questo scenario le società di revisione stanno rimodulando la composizione dei propri team, introducendo nuove competenze digitali, di programmazione e di data analytics.

È in atto una trasformazione dell’attività del revisore, che è chiamato a comprendere il funzionamento dei sistemi tecnologici usati dalle aziende, valutare l’affidabilità e la gestione dei dati, interagire con le strutture IT e interpretare output sempre più complessi, compresi quelli prodotti da applicazioni di intelligenza artificiale.

Un’esigenza che ha portato alla nascita all’interno delle società di revisione di centri di eccellenza tecnologica a supporto dei team di audit, composti da professionisti specializzati nell’estrazione e nell’analisi dei dati. Si tratta di modelli organizzativi multidisciplinari che stanno aprendo le porte all’ingresso di nuovi profili, generando interessanti opportunità professionali, soprattutto per i giovani.

Investimenti in capitale umano e formazione continua

Questa trasformazione richiede ingenti investimenti non solo in strumenti tecnologici, ma anche – e soprattutto – in capitale umano.

Oltre ad assumere nuove figure STEM, le società stanno potenziando i programmi di formazione continua, con un focus su data analytics, automazione e intelligenza artificiale.

Qualità dell’audit: i vantaggi dell’approccio data-driven

L’adozione di tool avanzati e l’innesto di nuovi profili a più spiccato orientamento tecnologico rappresentano una leva strategica per la qualità della revisione.

Sarà infatti in tal modo possibile analizzare una quantità di dati significativamente superiore rispetto al passato, includendo anche informazioni non strutturate come contratti, e-mail e documentazione testuale, identificare anomalie e segnali di rischio con maggiore tempestività, superare approcci basati esclusivamente su campioni casuali e selezionare in modo più efficace le transazioni da sottoporre ad analisi approfondita.

Il ruolo insostituibile del professional judgment del revisore

Questo più ampio supporto tecnologico non sostituisce il giudizio del revisore, ma ne rafforza piuttosto le basi informative. L’innovazione, se correttamente governata, amplia il perimetro dell’analisi e migliora la qualità degli elementi probativi, ma la responsabilità finale resta in capo al professionista, che deve interpretare, valutare e contestualizzare i risultati ottenuti.

È proprio da questa consapevolezza che nasce la monografia “Gli impatti dell’evoluzione tecnologica sull’attività di revisione – Prime considerazioni sull’uso dell’intelligenza artificiale“, redatta da ASSIREVI, l’Associazione italiana delle società di revisione legale. Il documento, elaborato da un gruppo di lavoro coordinato da Massimiliano Vercellotti, Assurance Leader di EY Italia, e da Giuseppe Savoca, Audit Partner e COO di EY Italia, al quale hanno fornito il loro contributo professionisti delle diverse società di revisione associate, offre una lettura strutturata di un cambiamento ormai irreversibile, mettendo a fuoco opportunità, rischi e implicazioni professionali.

Tecnologia e revisione: cambia il metodo, non i principi fondamentali

Un punto sul quale la monografia di ASSIREVI insiste con fermezza è che il rischio non è l’adozione di nuovi strumenti, ma un loro utilizzo acritico.

Un eccessivo affidamento sull’automazione può generare una fiducia sproporzionata nelle decisioni prese dagli algoritmi, indebolire la capacità di valutazione indipendente e ridurre lo scetticismo professionale, ovvero quell’atteggiamento critico e dubitativo che i revisori devono sempre mantenere. Per questo motivo la crescita delle competenze tecnologiche deve procedere di pari passo con il rafforzamento dei presidi metodologici, etici e formativi.

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’attività di audit

All’interno di questa sfida, l’intelligenza artificiale rappresenta la frontiera più avanzata, e più complessa da gestire, dell’innovazione nell’ambito dell’audit. Le applicazioni al momento più diffuse sono i sistemi di natural language processing (NLP), in grado di analizzare documenti testuali come contratti, verbali e comunicazioni aziendali, e gli algoritmi di machine learning, capaci di identificare pattern anomali o segnali di rischio all’interno di dataset complessi.

Questi strumenti possono supportare il revisore nell’individuazione di aree critiche, nella valutazione della coerenza delle informazioni (finanziarie e non) e nella formulazione di giudizi più informati.

L’IA nei processi aziendali: una nuova area di controllo

Gli impatti dell’intelligenza artificiale non si esauriscono peraltro nel suo utilizzo a supporto delle attività di audit, ma si estendono anche alla necessità per il revisore di valutare le modalità con le quali le imprese adottano e governano tali applicazioni nei propri processi.

Le previsioni indicano che un numero sempre più elevato di organizzazioni utilizzerà in futuro la GenAI nei processi di amministrazione, finanza e controllo e nella predisposizione dell’informativa finanziaria. Sarà dunque sempre più importante per il revisore conoscere il funzionamento di questi strumenti per svolgere adeguati controlli.

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la qualità dei dati utilizzati per l’addestramento dei modelli di IA.

La provenienza, la completezza e l’accuratezza di questi dati possono influenzare significativamente l’affidabilità degli output generati, introducendo rischi di bias, errori sistematici e potenziali violazioni normative. Il revisore sarà pertanto chiamato a valutare con la giusta attenzione anche la governance dei dati e dei modelli di IA adottati dalle organizzazioni sottoposte a revisione.

Verso un framework normativo coerente con l’innovazione

In questo senso, le nuove tecnologie non determinano una semplificazione dell’attività di revisione, ma ne accrescono la complessità e la rilevanza. Affinché l’innovazione possa tradursi in un reale miglioramento dell’audit, a beneficio degli investitori e dei mercati, sarà tuttavia necessario individuare un percorso di confronto costruttivo con gli standard setters, le authorities e tutti gli stakeholders coinvolti per realizzare un framework normativo, regolamentare e tecnico-professionale coerente con i cambiamenti e consentire alle società di revisione di operare in un ambito che valorizzi l’innovazione senza compromettere l’integrità dei processi di audit e la loro conformità agli standard professionali di riferimento.

Gli standard devono essere in grado di accompagnare il cambiamento senza inseguirlo in modo reattivo, ma fornendo riferimenti chiari e coerenti. La sfida che abbiamo di fronte non è soltanto tecnologica, ma è soprattutto culturale e professionale: siamo tutti chiamati a governare l’innovazione con l’obiettivo di rafforzare la qualità dell’audit, la fiducia dei mercati e il ruolo del revisore come presidio essenziale della trasparenza e dell’interesse pubblico.

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