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Non il lavoro ma la mente: il vero rischio dell’AI è la dipendenza



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Una ricerca ITIR dell’Università di Pavia su 5.294 dipendenti italiani rivela che la principale preoccupazione legata all’AI non è più la perdita del lavoro, ma la dipendenza cognitiva. Pesano anche sicurezza dei dati, questioni etiche e bias, soprattutto nello scaling

Pubblicato il 29 giu 2026

Stefano Denicolai

Professore ordinario di management dell’innovazione, Università di Pavia Direttore del centro di ricerca ITIR (Institute for Transformative Innovation Research), Università di Pavia



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È ormai chiaro a tutti come l’Intelligenza Artificiale stia modificando in profondità il funzionamento delle organizzazioni. Tuttavia, rimangono ancora aperti numerosi interrogativi sulle forme concrete attraverso cui questa trasformazione prende corpo e viene governata. Per approfondire queste e altre questioni, il centro di ricerca ITIR dell’Università di Pavia ha realizzato la ricerca “Oltre la linea rossa? Governo e diffusione dell’intelligenza artificiale”, basata su 5.294 osservazioni relative a dipendenti di imprese italiane di medio-grande dimensione, appartenenti a diversi livelli gerarchici e inseriti in un campione cross-settoriale bilanciato.

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