infrastrutture

GreenMed, il cavo che trasforma l’Adriatico in corridoio digitale



Indirizzo copiato

Il sistema sottomarino GreenMed di Sparkle collegherà l’Adriatico a Croazia, Montenegro, Albania, Grecia e Turchia. Integrato con BlueMed e Blue & Raman, punta a diventare corridoio digitale strategico tra Europa, Balcani e Mediterraneo orientale, con finanziamenti europei CEF-Digital

Pubblicato il 11 giu 2026

Antonio Deruda

Docente, analista e consulente



shutterstock_1085652248 (1)
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


C’è un’immagine molto concreta che aiuta a capire perché un cavo sottomarino non è più soltanto un’infrastruttura per operatori telefonici. È quella di un container che arriva in un porto, mentre le informazioni sul suo contenuto, sulla posizione della nave, sul terminale di destinazione e sulle emissioni generate lungo il tragitto viaggiano in tempo reale attraverso diversi sistemi digitali.

GreenMed, la visione di Sparkle per connettere l’Adriatico

È dentro questa immagine che va letta la rilevanza di GreenMed, il nuovo sistema sottomarino di Sparkle destinato ad attraversare l’Adriatico e a collegare l’Italia con Croazia, Montenegro, Albania, Grecia e Turchia, con possibili ulteriori estensioni nel Mediterraneo centro-orientale. Annunciato nel dicembre 2023, GreenMed è entrato in una fase più concreta nel 2026, quando, durante l’ultimo appuntamento di Capacity Middle East a Dubai, Sparkle ha annunciato che il sistema sarà progettato e realizzato dall’azienda leader mondiale Alcatel Submarine Networks (ASN) e installato da Elettra Tlc. Secondo il comunicato ufficiale, i primi segmenti dovrebbero entrare in servizio entro la fine del 2028.

Capacità digitale e competitività portuale: un legame sempre più stretto

GreenMed non solo aggiunge un’altra rotta di connettività nel Mediterraneo, ma è destinato a portare nell’Adriatico capacità e velocità di trasmissione che oggi sono sempre più strategiche per il posizionamento degli hub portuali. Per decenni la competitività dei porti è stata misurata soprattutto su tre variabili: posizione geografica, capacità infrastrutturale ed efficienza operativa. Queste dimensioni restano decisive, ma non bastano più. Nei grandi corridoi globali contemporanei, la capacità di elaborare e scambiare dati in modo sicuro sta diventando un fattore di competitività portuale e industriale. L’Associazione dei Porti del Nord-Adriatico, composta da Trieste, Venezia, Ravenna, Koper e Rijeka, sta già lavorando su sistemi di gestione data-driven, cybersecurity, digital twin e intelligenza artificiale. GreenMed può diventare l’infrastruttura abilitante di questa evoluzione tecnologica, perché collegherà la dimensione fisica del porto con quella digitale delle catene logistiche.

Il corridoio in fibra ottica e il ruolo strategico di Milano

L’annuncio originario di Sparkle definiva GreenMed come un corridoio in fibra ottica capace di connettere, attraverso una rotta diversificata e a bassa latenza, Europa centrale, Balcani e Paesi del Mediterraneo centro-orientale. Dalla costa adriatica italiana il sistema sarà collegato via terra al digital hub di Milano e, da lì, agli altri principali nodi Internet e cloud europei. Il collegamento terrestre con Milano è un elemento chiave perché trasforma GreenMed da semplice infrastruttura marittima a corridoio digitale integrato tra le coste adriatiche e il cuore dell’interconnessione europea. Milano, infatti, non è solo un punto di approdo tecnico: è uno snodo strategico dove si concentrano grandi operatori, carrier, data center e interconnessioni con i principali hub cloud del continente, rendendo più rapido l’accesso ai servizi digitali per i Paesi serviti dal sistema.

In questa prospettiva, il tratto onshore verso Milano aumenterà il valore del cavo e consoliderà il ruolo dell’Italia come porta d’ingresso verso l’Europa centrale, spostando parte della capacità di interconnessione dal solo asse tirrenico a una geografia più bilanciata. Le previsioni di crescita del mercato digitale balcanico, pari al 25% di CAGR fino al 2029, rafforzano ulteriormente questa lettura. Se la domanda continuerà a crescere a questo ritmo, un collegamento terrestre diretto verso Milano permetterà di scalare rapidamente verso mercati in espansione, rendendo GreenMed un’infrastruttura con una valenza non solo regionale ma continentale.

Geopolitica, resilienza e l’architettura integrata BlueMed–GreenMed

Gli attuali scenari di instabilità geopolitica amplificano inoltre il significato di questa infrastruttura in chiave di diversificazione e resilienza dei collegamenti tra Europa e Medio Oriente.

Un sistema pensato per ridurre i colli di bottiglia

La rotta toccherà gateway strategici come Creta e Sicilia e, lungo il percorso, connetterà i Paesi balcanici. Il progetto GreenMed non nasce isolato, ma è inserito all’interno di un’architettura infrastrutturale molto più ampia disegnata da Sparkle e che vede il punto di forza nell’integrazione con BlueMed e Blue & Raman. Il primo collega l’Italia con Francia, Grecia e altri Paesi del Mediterraneo ed è parte del più ampio sistema Blue & Raman, sviluppato con Google e altri operatori, destinato a estendersi fino a Mumbai, in India.

Il nodo di Creta e la rete ridondante nel Mediterraneo

Nel maggio 2024 Sparkle ha annunciato l’approdo di BlueMed sull’isola di Creta, nel data center di Chania, una landing station collegata alle reti terrestri dell’isola e alla rete MedNautilus. Questo hub è pensato per ospitare altri sistemi di cavi sottomarini, incluso GreenMed, con la prospettiva di diventare il punto di raccordo strategico di un sistema che vede da un lato BlueMed svilupparsi lungo il Tirreno e il Mediterraneo orientale e dall’altro lato GreenMed lungo l’Adriatico e i Balcani. Insieme, questi sistemi possono non solo offrire maggiore capacità, ma creare una rete più ridondante tra Europa e Medio Oriente, riducendo la dipendenza da percorsi concentrati su pochi colli di bottiglia, sempre più esposti alle crescenti tensioni internazionali.

Finanziamenti europei e priorità CEF-Digital: GreenMed nella politica digitale dell’UE

Per questa ragione entrambi hanno ricevuto finanziamenti dall’Unione europea e sono allineati con il programma Connecting Europe Facility, in particolare nel filone CEF-Digital, dedicato alle dorsali di connettività strategica. La loro funzione coincide con alcune priorità ormai centrali della politica digitale dell’Unione: rafforzare la resilienza delle infrastrutture sottomarine, diversificare le rotte internazionali e garantire collegamenti sicuri tra l’Europa e le regioni strategiche del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’Asia. La Commissione europea ha infatti indicato le reti backbone, inclusi i cavi sottomarini, come infrastrutture essenziali per assicurare connettività ad alta capacità e migliorare sicurezza e resilienza della connettività digitale europea. Nel 2024 la Commissione aveva già portato a 420 milioni di euro i finanziamenti del primo programma di lavoro CEF-Digital per progetti di backbone connectivity. Nel marzo del 2026 Bruxelles ha poi aperto nuove call CEF per 200 milioni di euro dedicate alle reti ad alta capacità, inclusi i cavi sottomarini, con una componente specifica per il monitoraggio in tempo reale e gli aggiornamenti “smart” delle infrastrutture critiche.

GreenMed e l’IMEC: l’Adriatico nella nuova geografia dei flussi digitali

L’importanza che il progetto GreenMed sta assumendo potrebbe aiutare l’Adriatico a diventare un’area chiave nel nuovo scenario digitale del Mediterraneo allargato, anche in vista dell’implementazione dell’India–Middle East–Europe Economic Corridor (IMEC). Descritto spesso come un progetto logistico composto da una rete di porti, ferrovie e infrastrutture energetiche, l’iniziativa annunciata nel settembre del 2023 durante il Summit G20 a Nuova Dehli va in realtà letta come un corridoio multimodale, nel quale merci, energia e dati si rafforzano a vicenda. GreenMed può diventare un’estensione funzionale dell’IMEC digitale, non necessariamente come “cavo IMEC” in senso formale, ma come infrastruttura coerente con la logica del corridoio: diversificazione geografica, bassa latenza, connessione tra Mediterraneo orientale, Balcani, Italia settentrionale e mercati europei. Per i porti adriatici significherebbe poter rivendicare non solo una funzione logistica, ma anche una posizione nella geografia dei flussi digitali tra Europa, Medio Oriente e India.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x