sicurezza delle reti

Huawei apre il 5G, Colajanni: “Non è garanzia di sicurezza, continuare a vigilare”

Huawei vuole dissipare le preoccupazioni su tecnologie spia aprendo il proprio codice e modalità implementative del 5G. Ma bisognerà vedere meglio i dettagli. Tenendo conto anche che la partita della sicurezza non riguarda solo il 5G

Pubblicato il 16 Set 2019

Michele Colajanni

Università di Bologna

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Huawei apre il 5G, Colajanni: “Non è garanzia di sicurezza, continuare a vigilare”

Fantastica, almeno a livello di dichiarazioni, la mossa di Huawei. Taglia la testa al toro: propone di vendere il know-how del 5G, il codice e le modalità di implementazione alle aziende occidentali. Come a dire: vedete voi stessi, non ci sono e non ci possono essere tecnologia spia, le vostre paure sono infondate. “Gli utenti – riferisce Huawei –  saranno liberi di guardare il codice del software e fare cambiamenti”.

Un approccio “open” al 5G è davvero antidoto alle preoccupazioni geopolitiche della security occidentale? Chissà: bisognerà vedere se e come verrà realizzata questa fantastica idea.

E c’è molta ignoranza, superficialità su questi argomenti. Mica c’è solo il 5G; mica il 5G spazza via tutto quello già installato.

Qualcuno si è mai chiesto su quale tecnologia si basano le antenne 4G di Telecom? Indovinato: Huawei.

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