TIM e Fastweb+Vodafone hanno da poco annunciato un accordo non vincolante per la costituzione di una joint venture paritaria destinata a costruire e gestire fino a seimila nuove torri per la telefonia mobile. L’obiettivo dichiarato: accelerare il rollout del 5G e ridurre i costi operativi, allineandoli alla media europea. La reazione del mercato per INWIT, principale tower operator nazionale con circa 25.500 siti, è stata immediata e violenta: il titolo è crollato fino al 24 per cento in una sola seduta, per poi stabilizzarsi intorno a un calo del 15,6 per cento. Un crollo proseguito anche il giorno successivo, con un ulteriore ribasso del 7,9 per cento ai minimi dal 2018.
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Inwit, Tim, Fastweb: che succede al mercato torri 5G in Italia
L’annuncio di una joint venture per fino a seimila nuove torri scuote INWIT e apre uno scontro sui contratti. Tra costi, vincoli e tempi autorizzativi, l’ipotesi più credibile sembra quella di una mossa negoziale per rivedere i canoni. Vediamo le prospettive che interessano il mercato e gli utenti
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