Per anni il quantum computing è rimasto confinato in una narrazione accademica: potente, promettente, ma distante dai bisogni reali delle aziende. Il 2026 sta però segnando un cambio di passo. Non perché sia improvvisamente arrivato il “computer quantistico definitivo”, ma perché il paradigma è maturato: il valore può nascere da approcci ibridi, in cui il quantum può lavorare insieme all’infrastruttura classica, generando benefici in ambiti chiave dell’innovazione industriale.
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Quantum computing: non è ancora pronto, ma aspettare è già un errore
Il quantum computing nel 2026 non è più solo una promessa accademica. Approcci ibridi, integrazione con l’AI, urgenza sulla cybersecurity e primi risultati industriali segnalano una svolta strutturale. Le aziende devono iniziare a presidiarlo ora, non quando sarà già evidente
Business Unit Director Innovation Cefriel

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