diritto d'autore

Come funziona l’equo compenso per i giornali online: il Regolamento AGCOM

Il Regolamento pubblicato pochi giorni fa da Agcom è centrale per l’avvio e lo svolgimento delle negoziazioni con i soggetti prestatori di servizi della società dell’informazione. Ecco i dettagli sui criteri individuati per l’equo compenso dei giornali online

Pubblicato il 31 Gen 2023

Isabella Splendore

Responsabile Area giuridica e internazionale FIEG

giornali intelligenza artificiale

L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, con Delibera n. 3/23/CONS del 19 gennaio 2023, pubblicata sul sito dell’Autorità il 25 gennaio 2023, ha approvato il Regolamento in materia di individuazione dei criteri di riferimento per la determinazione dell’equo compenso per l’utilizzo online di pubblicazioni di carattere giornalistico di cui all’articolo 43-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633.

Equo compenso, l’importanza del regolamento Agcom

Con l’approvazione del suddetto Regolamento, si completa il quadro tecnico e sistematico della disciplina di attuazione del c.d. diritto connesso degli editori di giornali, introdotto nel nostro ordinamento dal decreto legislativo numero 177 dell’8 novembre 2021, che ha recepito la Direttiva Ue 790/2019 sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale (“Direttiva c.d. Copyright”).

Si ricorda che l’Italia è stato il primo tra gli Stati membri ad aver recepito il diritto connesso degli editori di giornali inserendolo in un contesto procedurale dai tempi e le modalità certi: il meccanismo della c.d. negoziazione assistita ivi previsto è finalizzato a rendere effettivamente esercitabile il diritto connesso, tutelando la parte più debole del rapporto, ossia le imprese editoriali, e in particolare quelle che incontrano maggiori difficoltà ad intavolare una negoziazione equa con i prestatori di servizi della società dell’informazione, tipicamente piccoli e medi editori, che avranno anche la possibilità, ove interessati, di affidarsi ad organismi di gestione collettiva dei diritti, quali loro mandatari.

Equo compenso del giornalismo in rete, la sfida oltre le linee guida Agcom

In particolare, il sopra citato decreto legislativo n. 177 prevede che le negoziazioni si svolgano in maniera trasparente e nel rispetto dell’obbligo di buona fede, nel solco di criteri per la determinazione dell’equo compenso elencati in via di prima esemplificazione dalla legge e definiti dall’Autorità di settore (AGCOM) con apposito Regolamento. La stessa Autorità potrebbe essere chiamata a stabilire la misura dell’equo compenso, in caso di mancato accordo fra le Parti, utilizzando come parametri di valutazione gli stessi criteri del Regolamento; è comunque fatta salva in ogni momento e per ciascuna delle Parti la facoltà di ricorrere all’autorità giudiziaria.

Il Regolamento pubblicato pochi giorni fa dall’AGCOM è, dunque, centrale per l’avvio e lo svolgimento delle negoziazioni con i soggetti prestatori di servizi della società dell’informazione.

La sintesi del regolamento su equo compenso giornali online

Si riporta di seguito una sintesi dei contenuti del Regolamento:

Articolo 1

L’articolo 1 disciplina le Definizioni rilevanti ai fini del Regolamento: lato soggetti attivi titolari del diritto, risulta confermato l’impianto generale della normativa comunitaria con una definizione di editori di giornali che insiste sull’elemento oggettivo della pubblicazione e, in quanto tale, ricomprende quotidiani, periodici e agenzie di stampa.

Lato soggetti passivi, il Regolamento si rivolge ai prestatori di servizi della società dell’informazione – quali (in via esemplificativa e non esaustiva) motori di ricerca, social media, aggregatori di notizie – e alle imprese di media monitoring e rassegna stampa.

Articolo 2

L’articolo 2 disciplina Finalità e ambito di applicazione del Regolamento: viene specificato che il provvedimento detta i criteri e le procedure per l’intervento dell’Autorità ai fini della determinazione dell’equo compenso dovuto da parte dei prestatori di servizi della società di informazione agli editori per l’utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico destinate al pubblico italiano e disciplina altresì gli obblighi di informazione e comunicazione e le conseguenti funzioni di vigilanza. Tutto ciò a garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione nonché della libertà dell’iniziativa economica e del principio di libera concorrenza.

Trova conferma la non applicabilità del diritto connesso agli utilizzi privati o non commerciali delle pubblicazioni di carattere giornalistico da parte di singoli utilizzatori, ai collegamenti ipertestuali e all’utilizzo di singole parole o di estratti molto brevi, dando di questi ultimi una definizione (al precedente articolo 1) solo qualitativa, ossia come “qualsiasi porzione di pubblicazione di carattere giornalistico che non dispensi dalla necessità di consultazione dell’articolo giornalistico nella sua integrità”.

È, infine, precisato che i diritti contemplati dal Regolamento si estinguono due anni dopo la pubblicazione dell’opera di carattere giornalistico, calcolando tale termine a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo alla data di pubblicazione dell’opera stessa.

Articolo 3

L’articolo 3, nel recare i Principi generali, richiama il nuovo articolo 43-bis della legge sul diritto d’autore (LDA), secondo cui agli editori di pubblicazioni di carattere giornalistico è ora riconosciuto “un equo compenso per l’esercizio dei diritti di riproduzione e comunicazione delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico da parte dei prestatori, comprese le imprese di media monitoring e rassegne stampa”; di questo, una quota, il cui valore  deve essere compreso tra il 2% e il 5%, spetta anche ai giornalisti.

L’Autorità, inoltre, si impegna a  promuovere la massima diffusione dell’offerta legale delle opere digitali, nonché forme di autoregolamentazione, anche per favorire la cooperazione tra i soggetti interessati ai fini della determinazione dell’equo compenso.

Articolo 4

L’articolo 4 apre il Capo II del Regolamento, dedicato espressamente alla disciplina dell’Utilizzo online di pubblicazioni di carattere giornalistico da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione diversi dalle imprese di media monitoring e rassegne stampa. Esso stabilisce, in altre parole, i criteri per la determinazione dell’equo compenso nella negoziazione con i c.d. Over The Top (OTT).

L’equo compenso dovuto agli editori dagli OTT è calcolato sulla base dei ricavi pubblicitari del prestatore derivanti dall’utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico dell’editore, al netto dei ricavi dell’editore attribuibili al traffico di reindirizzamento generato sul proprio sito web dalle pubblicazioni di carattere giornalistico utilizzate online dal prestatore. Le modalità di determinazione della base di calcolo tengono conto dei meccanismi di funzionamento dei servizi del prestatore e del relativo modello di business. Alla base di calcolo si applica un’aliquota fino al 70% determinata sulla base dei seguenti criteri, considerati cumulativamente e con rilevanza decrescente:

  1. a) numero di consultazioni online delle pubblicazioni di carattere giornalistico dell’editore sui servizi del prestatore, espresse in termini di visualizzazioni e interazioni degli utenti e rilevate in conformità a criteri di correttezza metodologica, trasparenza e verificabilità;
  2. b) rilevanza dell’editore sul mercato, espressa in termini di audience online e rilevata su base periodica da organismi dotati della massima rappresentatività dell’intero settore di riferimento anche alla luce dei processi di convergenza multimediale, ovvero da fonti terze accreditate, le cui metodologie di rilevazione siano corrette, trasparenti e verificabili e la cui organizzazione risponda altresì a princìpi di terzietà, autonomia e indipendenza;
  3. c) numero di giornalisti, inquadrati ai sensi di contratti collettivi nazionali di categoria, impiegati dall’editore per la realizzazione delle pubblicazioni di carattere giornalistico diffuse online;
  4. d) costi comprovati sostenuti dall’editore per investimenti tecnologici e infrastrutturali destinati alla realizzazione delle pubblicazioni di carattere giornalistico diffuse online;
  5. e) costi comprovati sostenuti dal prestatore per investimenti tecnologici e infrastrutturali dedicati esclusivamente alla riproduzione e comunicazione delle pubblicazioni di carattere giornalistico diffuse online;
  6. f) adesione e conformità, dell’editore e del prestatore, ciascuno per la propria parte, a codici di condotta, ivi inclusi i codici deontologici adottati dal Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti italiani, codici etici e standard internazionali in materia di qualità dell’informazione e di fact-checking maggiormente riconosciuti;
  7. g) anni di attività dell’editore anche in relazione alla storicità della testata in ambito nazionale e locale.

Articolo 5

L’articolo 5 prevede specifici Obblighi di  comunicazione e informazione a carico degli OTT, i quali sono tenuti a mettere a disposizione – su richiesta della parte interessata, anche tramite gli organismi di gestione collettiva o entità di gestione indipendenti, qualora mandatari, o dell’Autorità – i dati necessari ad applicare i criteri per determinare la misura dell’equo compenso, pena – in caso di mancata comunicazione delle informazioni e impregiudicata la possibilità di acquisirle tramite ispezione – l’applicazione da parte di AGCOM di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del soggetto inadempiente fino all’uno per cento del fatturato realizzato sul mercato nazionale nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notifica della contestazione.

Articolo 6

L’articolo 6 apre il Capo III del Regolamento che disciplina l’Utilizzo online di pubblicazioni di carattere giornalistico da parte di imprese di media monitoring e rassegne stampa (di seguito, anche IMMRS).

L’equo compenso per l’utilizzo online di pubblicazioni di carattere giornalistico dovuto agli editori dalle IMMRS è calcolato sulla base del fatturato rilevante dell’impresa di media monitoring e rassegna stampa derivante dalle attività comunque connesse a quelle di media monitoring e rassegne stampa, tenendo conto altresì dei seguenti criteri, considerati cumulativamente e con rilevanza decrescente:

  1. numero di articoli riprodotti all’interno della rassegna stampa anche tramite collazione degli articoli o del servizio di media monitoring, nell’anno di riferimento;
  2. numero effettivo degli utenti finali contrattualizzati per iscritto;
  3. benefici derivanti dalla rilevanza dell’editore sul mercato di riferimento valutati in relazione agli interessi del contraente;
  4. numero dei giornalisti, inquadrati ai sensi dei contratti collettivi nazionali di categoria, impiegati dall’editore;
  5. anni di attività dell’editore anche in relazione alla storicità della testata in ambito nazionale e locale.

Articolo 7

L’articolo 7 applica i medesimi Obblighi di  comunicazione e informazione previsti per gli OTT anche alle IMMRS, le quali sono tenute a mettere a disposizione – su richiesta della parte interessata, anche tramite gli organismi di gestione collettiva o entità di gestione indipendenti, qualora mandatari, o dell’Autorità – i dati necessari ad applicare i criteri per determinare la misura dell’equo compenso, pena – in caso di mancata comunicazione delle informazioni e impregiudicata la possibilità di acquisirle tramite ispezione – l’applicazione da parte di AGCOM di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del soggetto inadempiente fino all’uno per cento del fatturato realizzato sul mercato nazionale nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notifica della contestazione.

Articoli 8-12

Gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 disciplinano la Procedura per la richiesta di intervento dell’Autorità ai fini della determinazione dell’equo compenso, attivabile in caso di mancato accordo tra le Parti, fermo restando il diritto, per ciascuna di esse, di adire l’autorità giudiziaria ordinaria. Nel corso della negoziazione i prestatori di servizi della società dell’informazione  non devono limitare la visibilità dei contenuti degli editori nei risultati di ricerca.

L’intervento dell’Autorità può essere invocato da ciascuna Parte vi abbia interesse tramite una istanza, inoltrata a mezzo PEC, qualora non sia stato raggiunto un accordo sull’ammontare del compenso entro trenta giorni dalla richiesta di avvio del negoziato, richiesta quest’ultima che deve essere stata inoltrata alla controparte mediante posta elettronica certificata o con qualsiasi altro mezzo che garantisca la prova della ricezione da parte dei destinatari. L’istanza che chiama in causa l’AGCOM può essere presentata entro i successivi sessanta giorni, compilando un apposito modello informatico reso disponibile sul sito internet dell’Autorità. La procedura dinanzi all’Autorità non può essere promossa qualora per gli stessi diritti e tra le stesse Parti sia già pendente un procedimento dinanzi all’autorità giudiziaria. Se nel corso della procedura il richiedente decide di adire l’autorità giudiziaria per la medesima fattispecie, è tenuto ad informarne tempestivamente l’Autorità che dispone l’archiviazione dell’istanza in via amministrativa.

Se, entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione dell’istanza, l’Autorità non ne dispone l’archiviazione per ragioni di irricevibilità, improcedibilità o inammissibilità (archiviazione contro la quale l’istante ha comunque facoltà di opposizione, entro 10 giorni lavorativi dalla relativa comunicazione), l’istanza viene trasmessa alla Parte convenuta con l’indicazione del responsabile del procedimento.

La Parte convenuta, entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione, comunica all’Autorità e alla Parte istante le informazioni e i dati necessari alla determinazione dell’equo compenso e formula la propria proposta economica di equo compenso.

Segue l’incontro tra le Parti, coordinato dall’Autorità stessa: infatti, il responsabile del procedimento, entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione della Parte convenuta, comunica la data dell’incontro che si svolge, preferibilmente per via telematica, non oltre dieci giorni dalla convocazione. Se le Parti raggiungono l’accordo durante l’incontro, viene redatto verbale che, sottoscritto dalle Parti, assume carattere vincolante ai sensi dell’articolo 1321 cod. civile e vale come ritiro dell’istanza.

In caso di mancato esito positivo dell’incontro, ciascuna delle Parti  può formulare, entro cinque giorni dall’incontro, indicazioni o proposte integrative che sono comunicate al responsabile del procedimento e all’altra Parte. In questa fase, tutti i termini previsti possono essere sospesi fino a un massimo di venti giorni, nel caso siano necessari approfondimenti istruttori.

Dopo di che spetta all’Autorità deliberare, con proprio provvedimento, sulla base dei criteri di cui all’articolo 4 o all’articolo 6, quale delle proposte economiche formulate risulti conforme ai suddetti criteri; oppure, qualora non ravvisi tale conformità in nessuna delle due proposte, stabilire con proprio provvedimento l’ammontare dell’equo compenso. Qualora una delle Parti non partecipi all’incontro o, comunque, non formuli una proposta di equo compenso, l’Autorità delibera sulla proposta formulata dall’altra Parte o sull’ammontare dell’equo compenso.

In ogni caso, tutto il procedimento deve concludersi entro sessanta giorni lavorativi dalla iniziale presentazione della istanza.

Articoli 13-15

Gli articoli 13 e 14 chiudono il Regolamento con Disposizioni finali relative alle procedure di comunicazione e alle clausole di rivedibilità insieme all’articolo 15 che fissa l’entrata in vigore del Regolamento al trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sul sito dell’Autorità (pubblicazione avvenuta in data 25 gennaio 2023).

Il commento FIEG

Il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, ha definito l’approvazione del Regolamento AGCOM sui criteri di determinazione dell’equo compenso in favore degli editori di giornali “un risultato importante e molto atteso, che completa il quadro della disciplina di attuazione della Direttiva Copyright, recepita nel nostro ordinamento più di un anno fa. In un contesto procedurale con tempi e modalità certe, sarà finalmente possibile, anche nell’ecosistema digitale, avviare e concludere negoziazioni eque, garantendo il dovuto riequilibrio nella distribuzione del valore del prodotto, senza pregiudicare la libera espressione degli utenti della Rete. L’auspicio è che si apra ora una fase di confronto costruttivo tra tutte le Parti coinvolte, nella comune condivisione di una riforma necessaria al riequilibrio dell’intero sistema digitale.”

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 3