Il Giappone da quasi otto anni ormai, sul rapporto tra Intelligenza artificiale e copyright va in una direzione opposta e controcorrente rispetto a tutti gli altri Stati. Era infatti il 2018 quando, l’introduzione dell’art. 30-4 nella legge sul copyright – entrato in vigore nel 2019 – stabiliva che è consentito l’utilizzo di un’opera, in qualsiasi modo e nella misura ritenuta necessaria, nei casi in cui l’obiettivo non sia quello di godere personalmente o far godere a terzi i pensieri o i sentimenti espressi in tale opera; a condizione, tuttavia, che tale utilizzo non pregiudichi irragionevolmente gli interessi del titolare del copyright alla luce della tipologia e dell’oggetto dell’opera nonché della modalità del suo utilizzo.
il caso
Copyright e AI, il modello giapponese divide autori e governo
Il Giappone ha adottato una disciplina sul copyright considerata favorevole al machine learning, consentendo l’uso tecnico delle opere per l’addestramento dell’IA. L’art. 30-4 prevede però limiti, salvaguardie per gli autori e zone d’ombra applicative
Avvocata

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