È dal 2022 che l’Intelligenza artificiale gioca un ruolo dominante nel catalizzare il capitale di rischio, per il mondo occidentale, e drena risorse istituzionalizzate nella Repubblica Popolare Cinese.
Il lancio di versioni aggiornate di ChatGPT, Gemini, lato USA o DeepSeek V4, Kimi k2.6, Mimo-V2-5, Qwen 6-6 Max Preview, lato Cina, ha riconfigurato l’indirizzo competitivo dei venture capitalists-VC-, in un caso, e vivacizzato l’offerta di modelli open-source, nell’altro. Il VC può sintetizzarsi come l’erogazione di capitale a imprese nuove o in crescita con un potenziale di espansione percepito a lungo termine.
Indice degli argomenti
Gli investimenti venture capital nell’IA e il peso degli Stati Uniti
A livello globale, nel 2025, le imprese impegnate nella costruzione delle infrastrutture di calcolo e nella elaborazione di applicazioni di IA hanno raccolto quasi 259 miliardi di dollari di capitali dai VC, con una quota crescente indirizzata verso l’IA generativa. Indicativamente sono le aziende americane a polarizzare la raccolta di finanziamenti, segnando il 75% delle operazioni globali, pari a 194 miliardi di dollari, con un saldo attivo degli investimenti in entrata, rispetto a quelli in uscita. Questo dato è perfettamente simmetrico con l’incidenza dell’IA sulla crescita del PIL degli USA, stimata, per il 2030, pari al 21%.
Le tendenze registrate evidenziano un’alta incidenza dei mega-round sulla raccolta totale, accordi di finanziamento superiori ai 100 milioni di dollari, traducibile in una concentrazione delle risorse verso pochi player che stanno guidando gli sviluppi futuri dell’IA e della machine learning, Open AI, Anthropic e Scale AI, e nella capacità di queste organizzazioni di attirare i migliori talenti, in barba ai finanziamenti pubblici in dottorati di ricerca con 100 step burocratici.
Di questi mega-accordi, quelli superiori a 1 miliardo di dollari rappresentano quasi la metà del valore di tutti gli investimenti di venture capital nel 2025. Gli investimenti si sono concentrati negli stadi più avanzati di maturità tecnologica e aziendale, perlopiù su mega round di
Late stage-serie B- e Growth Capital-serie C. Ha suscitato clamore la raccolta centrata da Anysphere, rispettivamente due round di 2,3 miliardi e 900 milioni di dollari, titolare della start-up e piattaforma-lab aperta, dedita alla programmazione agentica di software, chiamata Cursor.
Startup europee di IA e mercato italiano dei VC
Le start-up europee di IA hanno ottenuto il 6% del valore totale delle operazioni, pari a 15,8 miliardi di euro, un mercato legato a vincoli normativi che vive una profonda trasformazione sulle strategie di exit e sulla sostenibilità dei rendimenti.
Volendo porre un faro sull’Italia, l’ecosistema dei VC vede la presenza player istituzionalmente accreditati come CDP Venture Capital SGR, un General partner, titolare del Fondo per l’IA, e l’Associazione italiana di VC-AIFI- che gestisce la piattaforma VentureUP, insieme a una coorte di Business Angels e altri investitori Lead.
Incrociando i dati del report annuale di EY -2025 (EY Venture Capital Barometer Rendiconto annuale 2025), con il Venture Capital Monitor, si rileva che nel corso del 2025 sono state realizzate 232 nuove operazioni, una raccolta complessiva pari a €1.488m, il Deep tech è il primo settore d’investimento, 413 milioni raccolti e 47 round, con un forte orientamento verso l’IA e le data platform.
Cosa indicano i capitali sull’economia digitale
Se il mercato dei VC potesse parlare ai policy maker, potrebbe disvelare diversi sintomi dello stato di salute dell’economia digitale di un Paese. Genericamente dove è richiesto il sostegno pubblico e, nel particolare, quale è il bilanciamento tra infrastrutturazione hardware e software e l’adeguamento dell’una verso l’altra; quali imprese sono a rischio acquisizione da parte di player esteri; quali sono i settori con maggiore potenziale di crescita, abilitati dall’IA, perché presentano una domanda potenziale di servizio più alta di altri, in base agli indici demografici o alla struttura produttiva della Nazione.
Cina, venture capital e distribuzione dei finanziamenti IA
La differenza tra il principio di disintermediazione e quello di distribuzione, tra il dominio digitale e il Neng-Zhi del modello occidentale rispetto a quello cinese, si riproduce anche nella distribuzione dei finanziamenti di VC. Le aziende cinesi hanno attirato circa 14 miliardi di dollari e le quote di investimento sono state ripartite nei servizi di pubblica utilità, nel settore energetico, delle materie prime, nonché nella mobilità e nella costruzione di veicoli autonomi, ecosistemi abilitati dall’IA.
DeepSeek V4 e sovranità digitale cinese
La performance migliore è stata registrata dalla start-up DeepSeek che ha continuato ad attrarre ingenti investimenti da Alibaba, Tencent e il fondo governativo cinese “Big Fund”, oltre a influenzare la crescente autonomia nella produzione di chip. 45 miliardi di valutazione giustificano la caratterizzazione ingegneristica di DeepSeek-V4: un modello di IA open-source appena rilasciato, multiagentico, capace di generare output con costi e oneri computazionali, decisamente inferiori rispetto a tutti gli altri competitor cinesi, e con accuratezza nella generazione di codice o sulla rilevazione di bug (difetto del programma) e capacità di debug, concorrenziale rispetto ai competitor americani. L’elemento caratterizzante è l’evoluzione dell’architettura di elaborazione del codice o del ragionamento, denominata Mixture-of-Experts, che consente a una comunità aperta di coder di lavorare su un numero di componenti targetizzato e per stack di upgrading consolidati. Teoricamente interpreta la stessa filosofia della blockchain: tecnologia distribuita.
DeepSeek -V4, conferma che la Cina ha accelerato la corsa alla sovranità digitale, simboleggiando il principio alla base della Legge di Kasparov, secondo cui le prestazioni ibride uomo-macchina dipendono più dal protocollo di interazione che dalla potenza dei singoli attori. Non solo progresso della macchina ma evoluzione della persona in relazione con la macchina, tanto da restituire un modello di interconnessione sostenibile da un punto di vista sociologico e tecnologico. Non è tutto, la sfida si gioca anche sulla disarticolazione in materia di regolamentazione e preparazione all’IA dell’occidente. Made in China 2050, il 2050 è l’anno del centenario della Repubblica popolare Cinese, delinea il quadro strategico del dragone come superpotenza tecnologica autonoma, in grado di influenzare il mercato mondiale della manifattura e della difesa, avendo raggiunto la piena autonomia energetica e nelle catene di approvvigionamento dei materiali rari.
AI Plus Education e formazione della persona nell’IA
Non solo Made in China 2025, il New Generation Artificial Intelligence Development Plan del 2017, l’inclusività della persona dentro i nuovi paradigmi è stata pianificata con la riforma del sistema educativo e della formazione, meglio nota con il nome AI Plus Education. Già dal 2017, con il New Generation Artificial Intelligence Development Plan, la Cina individuava l’IA come la tecnologia abilitante per la modernizzazione del Paese.
Dopo il compimento delle cities brain, metodologia di sviluppo urbano basata su standard tecnologici di IA, reti 5G, data center, cloud computing da esportare a livello globale, già applicati a Hangzhou, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen, la modernizzazione socialista del Paese si è concentrata sulla penetrazione dell’IA nella sua materia prima, sull’uomo, così da garantire progresso comune e stabilità sociale. L’investimento governativo per la formazione delle persone nel rapporto con l’intelligenza artificiale è dentro l’AI Plus Education: inclusione e capacità metacognitive del singolo sono la chiave di lettura del programma presentato ad aprile 2026. Non integrazione in ossequio ai principi UNESCO, ma inclusione come prospettiva formativa di lungo termine, che vedo lo sviluppo delle capacità individuali – educative- e sociali -extra-educative- lo strumento per consentire alle persone di esercitare la mediazione tecno-fisica nel quotidiano.
Il modello aggredisce e risolve alla base uno dei problemi sociali più imminenti scatenati dall’IA: la dipendenza alla soluzione immediata e l’emarginazione del singolo rispetto all’ascensore sociale mobilitato dal lavoro, che le data economy rischiano di attivare in tutte le fasce generazionali. Gli assi portanti dell’AI Plus Education abbracciano tutto il ciclo curriculare ed extracurriculare della persona in relazione con il sistema di appartenenza.
Curriculum, alfabetizzazione e certificazione degli insegnanti
- Introduzione obbligatoria dell’IA nel Curriculum della scuola primaria e secondaria, a partire dai 6 anni gli studenti cinesi avranno come materia di studio l’IA;
- Contenuti dei Curricula, le materie di insegnamento saranno declinate per ambiti di applicazione, come robotica, sviluppo di modelli di LLM, e allenamento del ragionamento critico, come pensiero laterale, etica dell’IA;
- Alfabetizzazione universale, attraverso l’istituzione di scuole secondarie per l’IA, verosimilmente ITS, specializzati in apprendimento automatico e scienza dei dati, sia nelle aree urbane, Pechino ne conta già 180, che nell’area occidentale, prettamente rurale;
- Apprendimento personalizzato e potenziato con l’uso degli strumenti di IA per il tutoraggio personalizzato degli allievi e la semplificazione del carico di lavoro per gli insegnanti.
- Certificazione degli insegnanti, il piano prevede una formazione obbligatoria sull’IA per tutti gli insegnanti e l’integrazione delle competenze in IA negli esami di abilitazione all’insegnamento.
Conclusione
Esplorando i dati del 2025, il target potenzialmente interessato, sommando dalle nuove iscrizioni di studenti alle scuole primarie ordinarie, fino alle immatricolazioni di studenti a dottorati di ricerca e master, si aggira intorno a 1/3 di una popolazione stimata pari a 1,4 miliardi di persone nel 2030.
È plausibile che nel 2040, quando la popolazione sarà di 1,3 miliardi, circa 300 milioni di persone saranno altamente qualificate nella intermediazione tecnologica IA-ambiente biologico. E nel Global North? A oggi, l’embodies intelligence, i sistemi di intelligenza artificiale “incarnati” nelle macchine, avranno capacità “cognitive” e di azione per interagire direttamente con il mondo fisico, senza intermediazione dell’uomo.















