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DPP e ESPR: come funziona il passaporto digitale lungo la filiera



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Con l’entrata in vigore dell’ESPR, il Digital Product Passport diventa un’infrastruttura digitale vincolante per i dati di prodotto. Dalla progettazione al fine vita, il DPP abilita tracciabilità, circolarità e controlli pubblici in tempo reale. Progetti UE e piattaforme di filiera anticipano l’operatività dal 2026

Aggiornato il 3 mar 2026

Antonella Petrillo

LAPIS spin off accademico – start up innovativa Università degli Studi di Napoli "PARTHENOPE" Dipartimento di Ingegneria



Digital Product Passport

Con l’entrata in vigore del Regolamento Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), il Digital Product Passport (DPP) esce definitivamente dalla dimensione di principio regolatorio per entrare in una fase di attuazione concreta e vincolante.

Il DPP non è più solo uno strumento di trasparenza, ma si configura come una infrastruttura digitale dei dati di prodotto, destinata a incidere profondamente sui processi industriali, sui sistemi di vigilanza del mercato e sulle politiche pubbliche basate sui dati.

Iter operativo del Digital Product Passport e costruzione del passaporto digitale

Uno degli aspetti più critici e spesso meno chiari riguarda l’iter operativo del DPP, ovvero come il passaporto digitale viene creato, alimentato e mantenuto lungo il ciclo di vita del prodotto. Il DPP nasce già in fase di progettazione del prodotto. Il produttore è responsabile della creazione iniziale del passaporto e dell’associazione dell’identificatore digitale.

In questa fase vengono inseriti i dati “by design”, coerenti con i requisiti ESPR ovvero materiali, prestazioni ambientali, informazioni di conformità e riferimenti a eventuali certificazioni o dichiarazioni ambientali. Una volta immesso sul mercato, il DPP accompagna il prodotto lungo tutta la supply chain. Importatori, distributori, riparatori e riciclatori possono contribuire all’aggiornamento delle informazioni, secondo ruoli e responsabilità definiti. Il passaporto digitale diventa così uno strumento dinamico, che evolve nel tempo e riflette le trasformazioni del prodotto. Invece, nella fase di fine vita, il ruolo del DPP è quello di fornisce informazioni essenziali per il corretto trattamento del prodotto dalla composizione dei materiali, alla presenza di sostanze critiche alla modalità di smontaggio e riciclo.

In questo modo è possibile monitorare e migliorare l’efficienza dei processi in ottica di economia circolare e di supportare modelli di riuso, rigenerazione e seconda vita.

E’ bene precisare che affinché il DPP possa funzionare su scala europea, l’ESPR punta su un’architettura federata e interoperabile, evitando la creazione di un database centralizzato unico. I dati restano presso gli operatori che li generano, ma sono accessibili attraverso standard comuni. Dal punto di vista della Pubblica Amministrazione, il DPP rappresenta un cambio di paradigma nei meccanismi di controllo e vigilanza. I controlli non si basano più solo su documenti dichiarativi, ma su dati digitali strutturati, accessibili in tempo reale.

Digital Product Passport verso l’attuazione concreta

Sebbene l’adozione obbligatoria del Digital Product Passport entri pienamente in vigore a partire dal 2026, diversi use case già operativi o in fase avanzata di sperimentazione anticipano l’impianto previsto dal Regolamento ESPR. Progetti europei come CIRCTHREAD, CIRPASS e CIRPASS-2 mostrano come il DPP possa essere utilizzato concretamente per supportare la tracciabilità dei prodotti, la circolarità e la vigilanza del mercato attraverso la gestione strutturata delle informazioni lungo l’intero ciclo di vita. Nel settore delle batterie, gli use case si concentrano sulla necessità di garantire la disponibilità di informazioni affidabili su origine delle materie prime, prestazioni, stato di salute e possibilità di seconda vita, elementi fondamentali sia per gli operatori economici sia per le autorità di controllo.

Mentre, nel comparto tessile, il DPP viene sperimentato come strumento per abilitare trasparenza e circolarità, permettendo di collegare il prodotto a dati su fibre, trattamenti chimici, istruzioni di manutenzione e riciclabilità, a beneficio di consumatori, riparatori e riciclatori. Per l’elettronica, le principali sperimentazioni mostrano come il passaporto digitale possa supportare la riparabilità, la gestione dei ricambi e il corretto trattamento a fine vita, riducendo l’asimmetria informativa lungo la filiera. In questo quadro, le esperienze già avviate a livello europeo consentono di ricondurre il Digital Product Passport a una serie di use case (Tabella 1), che ne anticipano le modalità di utilizzo operativo, gli attori coinvolti e il valore abilitato lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.

Tabella 1. Principali use case del Digital Product Passport

SettoreUse case principaleInformazioni chiave nel DPPAttori coinvoltiValore abilitato
BatterieTracciabilità e gestione del ciclo di vitaComposizione chimica, origine delle materie prime, carbon footprint, stato di salute, numero di cicli, possibilità di seconda vita e ricicloProduttori, importatori, operatori logistici, riciclatori, autorità di vigilanzaConformità ESPR, supporto alla seconda vita, controlli più efficaci, riduzione dei rischi ambientali
TessileTrasparenza e circolarità del prodottoTipologia e origine delle fibre, sostanze chimiche utilizzate, processi produttivi, istruzioni di manutenzione, riciclabilitàProduttori, brand, consumatori, riparatori, riciclatori, autorità pubblicheTrasparenza verso i consumatori, supporto all’economia circolare, contrasto al greenwashing
ElettronicaRiparabilità e fine vitaComponenti, disponibilità dei ricambi, istruzioni di riparazione, durata prevista, smontaggio e trattamento a fine vitaProduttori, centri di riparazione, riciclatori, autorità di controlloEstensione della vita utile, riduzione dei rifiuti elettronici, semplificazione dei controlli
Supply chain multi-settoreScambio dati interoperabile lungo la filieraIdentificatori univoci di prodotto, eventi del ciclo di vita, aggiornamenti di statoTutti gli operatori economici della filieraInteroperabilità, riduzione asimmetrie informative, tracciabilità end-to-end
Vigilanza del mercato e doganeControllo della conformitàDati di conformità normativa, certificazioni, dichiarazioni ambientali, provenienzaAutorità di vigilanza, dogane, organismi di controlloControlli più rapidi e mirati, riduzione frodi, coordinamento transfrontaliero
Politiche pubblicheAnalisi e monitoraggio basati sui datiDati aggregati su flussi di materiali, prestazioni ambientali, fine vitaPubbliche Amministrazioni, decisori pubbliciSupporto a politiche ambientali data-driven, valutazione impatti ESPR

Il quadro applicativo del Digital Product Passport si fonda, come anticipato, anche su un insieme articolato di progetti ed iniziative a livello europeo che ne stanno definendo architettura, governance e interoperabilità. Una sintesi dei principali progetti ed iniziative è riassunta in Tabella 2.

Tabella 2. Principali progetti europei sul Digital Product Passport (DPP)

Progetto / IniziativaSettore / AmbitoUse case principaleElementi chiave del DPPRilevanza per ESPR e 2026
CIRPASS / CIRPASS-2 (Horizon Europe)Multi-settore (batterie, tessile, elettronica)Definizione del modello europeo di DPPArchitettura federata, requisiti informativi, livelli di accesso, interoperabilitàProgetto di riferimento della Commissione UE per l’attuazione del DPP
Battery Passport (Global Battery Alliance)Batterie (mobilità elettrica, accumulo)Tracciabilità e sostenibilità delle batterieOrigine materie prime, carbon footprint, stato di salute, seconda vitaBase operativa per il DPP batterie previsto dall’ESPR
CIRCTHREAD (Horizon Europe)Tessile ed elettronicaCircolarità e gestione del ciclo di vitaComposizione materiali, sostanze chimiche, riparazioni, ricicloAnticipa requisiti informativi e governance del DPP
Trace4ValueTessileTrasparenza e tracciabilità di filieraOrigine fibre, processi produttivi, certificazioniSupporta i futuri obblighi DPP nel tessile
TextileGenesis (iniziativa industriale UE)TessileTracciabilità delle fibreIdentità digitale delle fibre, dati di filieraCaso industriale già operativo, allineabile al DPP
iFixit / Right to Repair pilotsElettronicaRiparabilità e durata del prodottoManuali di riparazione, disponibilità ricambi, smontaggioCoerente con i requisiti ESPR su durabilità e riparabilità
Catena-XAutomotiveData sharing di prodotto e componentiIdentificatori di prodotto, eventi del ciclo di vitaModello avanzato di data space compatibile con DPP
European Data Spaces (Manufacturing, Circular Economy)TrasversaleInfrastruttura dati federataScambio dati sicuro, accessi differenziatiAbilitanti per la scalabilità del DPP
Digital Building Logbook (EU initiative)CostruzioniTracciabilità e sostenibilità degli edificiMateriali, prestazioni energetiche, manutenzioneAnalogo concettuale del DPP applicato al costruito

Use case del Digital Product Passport tra sperimentazione e applicazioni reali

L’adozione del Digital Product Passport si innesta su esperienze già operative, sviluppate negli ultimi anni da grandi gruppi industriali, consorzi di filiera e attori istituzionali che mostrano come il passaporto digitale possa funzionare nella pratica e quali benefici concreti “abiliti”.

Economia circolare e gestione del ciclo di vita: l’esperienza ABB “Perfect Circle”

Un esempio particolarmente rilevante è il progetto Perfect Circle di ABB, che rappresenta un esempio avanzato di applicazione dei principi del DPP alla economia circolare. Il passaporto digitale viene utilizzato per tracciare prodotti industriali complessi lungo più cicli di vita, includendo fasi di riutilizzo, rigenerazione e ricondizionamento. In termini operativi, il DPP è abilitato tramite l’associazione di un identificatore digitale univoco ai singoli asset industriali, che collega il prodotto a dati strutturati lungo l’intero ciclo di vita; in occasione di attività di refurbishing o remanufacturing, il passaporto viene aggiornato con le informazioni sugli interventi effettuati e sulla nuova configurazione del prodotto.

Il DPP diventa così uno strumento operativo per gestire informazioni su componenti, manutenzione, prestazioni e idoneità alla seconda vita, consentendo ad ABB e ai partner di filiera di ottimizzare l’uso delle risorse e prolungare la durata dei prodotti. Appare evidente che questo tipo di “applicazione” è pienamente coerente con la logica dell’ESPR, che mira a superare il modello lineare produzione–uso–smaltimento e a favorire modelli industriali basati su durabilità, riparabilità e recupero di valore.

Tracciabilità, sostenibilità e fiducia: il caso DedaGroup – MyLime

Un’applicazione particolarmente significativa è rappresentata dalle soluzioni sviluppate da DedaGroup, in collaborazione con MyLime, che utilizzano tecnologie di blockchain e identità digitale di prodotto per costruire passaporti digitali orientati alla sostenibilità e alla trasparenza.

In questo modello, il DPP non è concepito come un semplice contenitore di informazioni statiche, ma come un registro dinamico e verificabile che accompagna il prodotto lungo il suo ciclo di vita. Il passaporto digitale consente di collegare il prodotto a dati su origine delle materie prime, processi produttivi, certificazioni ambientali e indicatori ESG, garantendo l’immutabilità delle informazioni più sensibili e la loro consultabilità da parte di attori diversi, con livelli di accesso differenziati. Questo approccio anticipa uno degli elementi centrali dell’ESPR: la necessità di rendere affidabili e verificabili i dati di sostenibilità, riducendo il rischio di greenwashing e facilitando i controlli da parte delle autorità pubbliche.

Identità, sicurezza e ruolo pubblico: il Digital Product Passport dell’IPZS

Un’esperienza particolarmente significativa, soprattutto in ottica di Pubblica Amministrazione, è quella sviluppata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS). In questo caso, il Digital Product Passport viene interpretato come infrastruttura di fiducia, fondata sulle competenze storiche dell’IPZS in materia di identità, sicurezza e certificazione.

Il modello proposto integra identità digitale del prodotto, tracciabilità e garanzia dell’autenticità, rendendo il DPP uno strumento idoneo non solo alla trasparenza informativa, ma anche alla tutela del mercato, alla lotta alla contraffazione e al supporto dei controlli pubblici.

L’esperienza IPZS dimostra come il DPP possa essere adottato anche in contesti regolati e istituzionali, fungendo da ponte tra imprese e autorità di vigilanza, e rafforzando il ruolo della PA come abilitatore di ecosistemi digitali sicuri e interoperabili. Tale approccio risulta particolarmente rilevante in vista dell’ESPR, che attribuisce al DPP una funzione chiave nei meccanismi di controllo, nelle dogane e nella vigilanza del mercato, richiedendo soluzioni affidabili, certificate e scalabili.

Batterie e mobilità elettrica: il Battery Passport come precursore normativo

Nel settore delle batterie, il lavoro svolto dalla Global Battery Alliance sul Battery Passport rappresenta uno dei precursori più diretti del DPP previsto dall’ESPR. Il passaporto digitale delle batterie raccoglie informazioni su origine delle materie prime critiche, impronta di carbonio, prestazioni, stato di salute e possibilità di seconda vita, rispondendo a esigenze industriali, ambientali e regolatorie.

Tessile ed elettronica: trasparenza, riparabilità e coinvolgimento del consumatore

Anche nei settori del tessile e dell’elettronica stanno emergendo use case concreti che anticipano l’uso del DPP. Nel tessile, numerosi brand europei stanno sperimentando passaporti digitali basati su QR code o NFC per fornire informazioni su fibre, processi produttivi, trattamenti chimici e istruzioni di manutenzione. Nel settore elettronico, il DPP viene utilizzato per supportare la riparabilità e la gestione dei ricambi, rendendo accessibili dati tecnici e istruzioni di smontaggio, in linea con le politiche europee sul diritto alla riparazione.

Infrastrutture digitali per il Digital Product Passport di filiera

Le esperienze più avanzate mostrano che il valore del Digital Product Passport emerge pienamente quando è supportato da piattaforme in grado di aggregare, strutturare e governare i dati di filiera in modo continuativo. Pertanto, l’attenzione si sposta a soluzioni orientate alla tracciabilità end-to-end che consentono di superare la frammentazione informativa tipica delle catene di fornitura globali, abilitando una visione unitaria e aggiornata del prodotto lungo l’intero ciclo di vita. In questa prospettiva, la piattaforma DPP non serve solo a “pubblicare” informazioni finali, ma diventa uno strumento operativo per raccogliere dati dai fornitori, validarli, aggiornarli nel tempo e renderli accessibili secondo ruoli e diritti differenti. Allo stesso tempo, la disponibilità di dati strutturati e tracciabili consente alle imprese di migliorare la gestione dei rischi di filiera, rafforzare le strategie ESG e prepararsi a schemi emergenti come l’Eco-score di prodotto.

Una tale impostazione consente di declinare il Digital Product Passport come infrastruttura trasversale, capace di supportare una pluralità di finalità che vede da un lato la conformità regolatoria dall’altro la rendicontazione ambientale, la trasparenza informativa, il supporto dei controlli pubblici, fino all’abilitazione di modelli di economia circolare e gestione estesa del ciclo di vita. In questo quadro, le piattaforme a supporto del DPP assumono il ruolo di livello abilitante del sistema, consentendo di trasformare il passaporto digitale da adempimento informativo a meccanismo strutturato di governo dei dati di prodotto, a servizio di industria, Pubblica Amministrazione e mercato.

La Tabella 3 mostra alcuni esempi di piattaforme digitali già riconosciute come strumenti operativi per la gestione di Digital Product Passport di filiera (con criteri chiari: data space, tracciabilità strutturata, interoperabilità tecnica e riconoscibilità nel contesto ESPR).

Tabella 3. Piattaforme digitali europee per il Digital Product Passport di filiera

PiattaformaSettorePaese di sviluppo / governanceRuolo nel DPP di filieraLink ufficiale
Catena-XAutomotiveGermaniaCondivisione dati di prodotto e componenti lungo la supply chain, tracciabilità end-to-end, modello federato compatibile con ESPRhttps://catena-x.net
Battery Passport PlatformBatterieSvizzeraGestione dati obbligatori su composizione, carbon footprint, stato di salute e seconda vita delle batteriehttps://www.globalbattery.org/battery-passport
TextileGenesisTessilePaesi BassiIdentità digitale delle fibre e tracciabilità dei flussi di filiera, base dati per DPP tessilehttps://www.textilegenesis.com
RetracedTessile / FashionGermaniaRaccolta, validazione e pubblicazione dati di filiera per passaporti digitali di prodottohttps://www.retraced.com
IPZS DPP PlatformTrasversale / PAItaliaIdentità digitale del prodotto, autenticità, supporto a controlli pubblici e vigilanza del mercatohttps://www.ipzs.it/it/soluzioni/tracciabilita/passaporto-digitale-di-prodotto

Nota

  • Tutte le piattaforme elencate possono ospitare o alimentare dati DPP, ma non tutte sono “DPP-native”
  • I Data Space europei e Catena-X rappresentano l’architettura più coerente con il modello ESPR
  • Le piattaforme settoriali (batterie, tessile, elettronica) sono oggi le più mature dal punto di vista operativo

Conclusioni

Il valore del Digital Product Passport (DPP) emerge quando viene progettato come un’infrastruttura di scambio dati affidabile e interoperabile, capace di connettere l’industria, i consumatori e la Pubblica Amministrazione. Le esperienze già esistenti dimostrano che, a partire dal 2026, il passaggio all’operatività del DPP non richiederà la creazione di modelli completamente nuovi, ma piuttosto la messa a sistema di pratiche già mature, che il Regolamento ESPR è chiamato a rendere coerenti, scalabili e obbligatorie.

In altre parole, le basi per l’adozione del DPP sono già in essere e ciò che serve è una standardizzazione che garantisca l’interoperabilità tra i vari attori. Un altro aspetto fondamentale è che il DPP stimola la creazione di nuovi modelli di business, come il leasing di prodotti o la creazione di mercati per i ricambi, che favoriscono una transizione verso un’economia circolare. Questi modelli non solo riducono l’impatto ambientale, ma creano anche nuove opportunità economiche per le imprese, aprendo nuovi scenari per il mercato. Questo rende il DPP uno strumento non solo di sostenibilità, ma anche di innovazione economica.

Inoltre, il DPP non solo supporta la sostenibilità e la responsabilità sociale, ma contribuisce anche a rafforzare la governance aziendale, avendo un impatto positivo su tutti i criteri ESG (ambientale, sociale e di governance). Implementando una piattaforma DPP, le aziende possono ottimizzare le loro operazioni e, allo stesso tempo, comunicare in modo più trasparente il loro impegno verso la sostenibilità. In altre parole, il Digital Product Passport si configura come uno strumento fondamentale per le aziende che desiderano allinearsi agli obiettivi ESG, rendendo la loro produzione e gestione dei prodotti più trasparente, sostenibile e responsabile. L’adozione del DPP, pertanto, non solo facilita il raggiungimento di obiettivi ambientali e sociali, ma permette alle aziende di essere più competitive e responsabili, migliorando così la loro posizione sui mercati globali.

Bibliografia

Carla Lopes, João Barata, Digital Product Passport: A Review and Research Agenda, Procedia Computer Science, Volume 246, 2024, Pages 981-990,

CWA 18186:2025 – Digital Product Passport Framework and System Requirements, CEN Workshop Agreement.

GS1, Digital Product Passport: enabling interoperability and trusted product data, GS1 Global Office.

ISSN 1877-0509ISO, ISO 14025 – Environmental labels and declarations – Type III environmental declarations

Psarommatis, F.; May, G. Digital Product Passport: A Pathway to Circularity and Sustainability in Modern Manufacturing. Sustainability 2024, 16, 396. https://doi.org/10.3390/su16010396

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