SCUOLA DIGITALE

La scuola senza voti, ecco i tool della nuova didattica

Dal giudizio sui contenuti assimilati a una “indicazione di percorso” che mette in gioco condivisione, trasparenza del docente, coinvolgimento. Così la “rubrica di valutazione”, supportata dall’uso di software ad hoc, consente il passaggio all’istruzione del XXI secolo

23 Gen 2020
Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino


La valutazione degli apprendimenti nella didattica del XXI secolo si trova a fare i conti con un passato ingombrante e dalla forte connotazione storica e dall’altro con le nuove tendenze della scuola digitale, che puntano a valorizzare e potenziare le competenze, piuttosto che i contenuti. In questo breve contributo si vuole scoprire come i docenti possono modificare le prospettive della valutazione, dalla docimologia alle competenze, fino alla valutazione autentica e alle rubriche, anche grazie al supporto di software specifici.

A livello normativo i documenti che governano la valutazione sono numerosi: vale la pena citare  l’articolo 1, comma 2, del DPR 122/2009, dove si legge “La valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche”. Il docente si trova di fronte dunque ad indicazioni teoriche pedagogicamente alte e corrette, ma con una realtà quotidiana, quella del “voto” che riduce i termini del processo valutativo a numeri e codici; spesso la richiesta è quella di dover abbandonare la comodità di norme e prescrizioni da tempo in uso, in favore di altre pratiche che pongono l’attenzione su prodotti didattici diversi, più complessi, per esempio quelli che si definiscono come artefatti, digitali se connessi all’inserimento delle TIC nella didattica (Codetta, Maurizio, Porta, 2019).

Scuola digitale, l’abbandono del voto

La valutazione poi pone al docente altri problemi annosi, quali, tra gli altri, la difficoltà a trovare criteri di trasparenza nella formalizzazione dei giudizi e la significatività circa il processo valutativo dei contenuti insegnati (Ruberto 2016). La valutazione tradizionale scrive Castoldi, (Castoldi, 2006), crea in primo luogo problemi di attendibilità, puntando tutto sulla misurazione, a scapito della significatività, con attenzione assoluta ed esclusiva alla prestazione.

Per questo in ambito didattico e pedagogico si parla da qualche anno di valutazione autentica. Ciò che distingue soprattutto la valutazione tradizionale da quella autentica è la sua tendenza a cercare la misura non solo della comprensione ‘scolastica’ di un contenuto o dell’acquisizione di un’abilità da parte dello studente e quindi della capacità con la quale lo studente stesso dà senso ai problemi di vita quotidiana o risolve problemi reali utilizzando le conoscenze che possiede. (Castoldi, 2014).

Anche altri autori si sono soffermati a lungo sul tema, per esempio Comoglio, che afferma che la valutazione tradizionale italiana, pur essendo molto variegata e diversificata, ha lo scopo di “verificare l’apprendimento da parte dello studente di una conoscenza trasmessa dall’insegnante” (Comoglio, 2002). Questo sistema valutativo, il cui scopo iniziale è stato quello di constatare soltanto il successo oppure l’insuccesso dell’apprendimento è diventato poi un sistema di giudizio selettivo. E già’ dal 1993 Wiggins propone come alternativa la valutazione autentica (Wiggins, 1993), come un vero accertamento della prestazione perché da essa si capisce se gli studenti sono in grado di usare in modo intelligente ciò che hanno appreso. Si passa ad una verifica attraverso una prestazione e non attraverso un test, con una prospettiva più inclusiva.

Il quadro disegnato da DigCompEdu

Nel 2018 è stato pubblicato il framework DigCompEdu che vuole identificare quali siano le competenze digitali del cittadino europeo, utilizzato anche come fonte nell’#Azione 14 del Piano Nazionale Scuola Digitale, nella parte in cui riguarda l’education. Il documento pone al centro delle numerose indicazioni proprio le modalità di valutazione in era digitale, DigCompEdu infatti propone sei aree, ognuna articolata in diverse competenze, per un totale di 23 e prevede sei livelli di acquisizione delle competenze, identificati con le combinazioni di lettere e numeri, da A1 a C2 (Fini, 2017; in particolare l’area 4 riguarda l’uso di strumenti digitali per la valutazione formativa e sommativa: (4.1 Assessment formats); le competenze relative alla metodologia della ricerca didattica attraverso la raccolta e l’analisi di dati per valutare l’efficacia degli interventi didattici (4.2 Analysing evidence); l’uso delle tecnologie digitali per fornire feedback agli studenti, per adattare e individualizzare l’insegnamento (4.3 Feedback and Planning). (vedi Figura1)

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(figura 1)

La valutazione è un momento essenziale della formazione e mette in gioco i livelli cognitivi e meta cognitivi più importanti dell’apprendimento ed è essa stessa uno dei traguardi strategici dell’apprendimento e di quella forma prioritaria di apprendimento che è l’apprendere ad apprendere. Tuttavia, perché la valutazione possa esprimere al meglio le sue potenzialità deve essere fatta oggetto di esplicita trattazione ed uscire dall’arbitrio e dalla fumosa distinzione tra “formativa” e “sommativa”.

A questo fine è necessario dotare l’operare valutativo di strumenti atti a renderne chiari i criteri, trasparente l’attuazione, inter-soggettive le procedure e le finalità. (Marini, G. 2016) . In questo quadro si collocano le rubriche valutative, una modalità di valutazione innovativa, che integra diversi paradigmi pedagogici e che se supportate dall’uso di software specifici, rendono efficace la valutazione nella scuola del XXI secolo.

La definizione di “rubrica di valutazione”

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Ecco una possibile definizione di rubrica di valutazione-RdV: la rubrica di valutazione è uno strumento utilizzabile per prove a “costruzione di risposta” (contrapposte a quelle a “selezione di risposta”) e si costruisce scomponendo un compito complesso in elementi essenziali e individuando per ciascuno di essi una serie di descrittori delle azioni richieste, con i valori ordinali o numerici con cui tradurre il giudizio in un punteggio grezzo o in un voto da apporre sul registro ed è costruita come tabella a doppia entrata in cui i criteri per valutare un prodotto, una prestazione complessa o una competenza, vengono declinati in livelli di qualità, con termini chiari e inequivocabili (da Glossario, Nuova Didattica, Morcelliana Scholè).

La RdV è pertanto uno strumento che consente di valutare prestazioni complesse e il livello di padronanza di una o più competenze, e consente di valutare l’interconnessione tra conoscenze e abilità (Scorzoni, 2015). Può essere olistica, di sviluppo e analitica: quest’ultima valuta le singole abilità e conoscenze, per esempio la progettazione, la correttezza grammaticale, il layout, per arrivare la prodotto finale. La RdV è costruita su indicatori, che a seconda del tipo di prestazione, età dei discenti, coerenza con il lavoro svolto, analisi dei bisogni possono essere adattati, ponderati, arricchiti. La rubrica olistica serve ad assemblare le varie voci che venivano analizzate in quella analitica, per dare una valutazione conclusiva della prestazione. Ecco in sintesi come è fatta e da cosa è composta una RdV:

  • Dimensioni o tratti: indicano le caratteristiche peculiari che contraddistinguono una determinata prestazione.
  • Criteri: possono essere considerati “gli strumenti di misurazione” con i quali si monitora la prestazione; essi sono riferiti alle dimensioni della prestazione.
  • Descrittori: esplicitano che cosa si deve osservare di una prestazione, riguardo ai criteri stabiliti.
  • Indicatori: esplicitano azioni concrete, esempi definiti di una prestazione; essi precisano i descrittori individuati.
  • Ancore o punti di ancoraggio: rappresentano esempi concreti, scelti tra i molti disponibili, che hanno lo scopo di precisare ulteriormente gli indicatori o i descrittori.

Didattica più flessibile con il digitale

E’ possibile costruire rubriche di valutazione utilizzando software specifici e ne vedremo in particolare alcuni. Esistono anche numerose risorse – in inglese e in italiano – per cominciare a familiarizzare con le rubriche, anche in versione offline e stampabile. L’uso di supporti digitali consente al docente una maggiore flessibilità, risparmio di tempo e promuove le competenze digitali, non da ultimo le rubriche create su piattaforma sono condivisibili, favoriscono il coinvolgimento degli studenti e possono diventare uno strumento da utilizzare a livello di classe, di istituto, ma anche per scambio di buone pratiche. Per cimentarsi con le rubriche si può anche cominciare a scaricare template stampabili, di cui la rete offre numerose versioni, che potranno poi in un secondo momento diventare il punto di partenza per utilizzare con maggiore autonomia i software rubric maker.

Ecco allora alcuni dei principali strumenti per creare rubriche in rete, tenendo conto che spesso i materiali esplicativi sono solo in inglese (ma con la funzione “traduci” di Google si ottengono risultati accettabili).

E ancora:

  • Google Moduli, sempre nella famiglia Google, si può provare a costruire una rubrica, utilizzando Google moduli, e di utilità può essere il tutorial in italiano che si trova al seguente link
  • For All rubric https://www.forallrubrics.com/ è un app compatibile con IPad, che offre – in inglese per ora, ai docenti numerose risorse per valutare e condividere in itinere le prestazioni della classe.
  • My Rubrics https://apps.apple.com/us/app/my-rubrics/id682332482 , è un’app gratuita compatibile con numerosi dispositiv,i che consente la facile compilazione di rubriche dalla scuola primaria a prestazioni accademiche. Per ora sola in inglese, ma può facilmente ssere personalizzata anche nella lingua
  • Su IMPARI, https://www.youtube.com/watch?v=MqnP4QdoV3I, totalmente in italiano, è possibile trovare diverse soluzioni e strumenti per la didattica, tra cui la possibilità di creare rubriche. Si può accedere facilmente al tutorial, al link di riferimento indicato, per poter cominiciare a disegnare le prime rubriche
  • NOVA SOFTWARE http://www.rubrichedivalutazione.it/, è un’app free fino a 30 studenti, in italiano, facile e intuitive, create sia per l’autovalutazione, sia per prouovere la condivisione e per feedback immediati
  • Rubric Maker, https://www.rubric-maker.com/, solo in inglese, oltre ad essere di uso facile e immediate, con un’interfaccia semplice e comunicativo anche per chi è alle prime armi, offre anche dei template già pronti.

Reference

Antichi, L., Valutazione autentica, in https://www.slideshare.net/lantichi/valutazione-autentica-rubriche-valutative-e-compiti-realt

Castoldi M., Valutazione autentica e apprendere per competenze, http://www.italianostraeducazione.org/wp-content/uploads/2019/01/006_Castoldi_Valutazione-autentica-e-apprendere-per-competenze.pdf

Codetta A. Maurizio C., Porta M., Valutazione nell’era digitale, una riflessione sull’uso di software specifici per la valutazione, in Bricks, settembre 2019, http://www.rivistabricks.it/2019/09/13/valutazione-nellera-digitale-una-riflessione-sulluso-di-software-specifici/

Cox, J., Rubric template samples for teachers, in ThoughtCo, ottobre 2019, https://www.thoughtco.com/rubric-template-2081369

Fini A, Che cos’è DigCompEdu, https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/che-cose-digcompedu-per-le-competenze-digitali-di-docenti-e-educatori/, 2017

Marini, G, Le rubriche di valutazione, un percorso in tre passi percapire cosa sono, a cosa servono e come si usano, https://gianfrancomarini.blogspot.com/2016/03/le-rubriche-di-valutazione-un-percorso.html

Ruberto A., La valutazione autentica e e rubriche di valutazione, 2016, https://icfelino.gov.it/wp-content/uploads/sites/87/la_valutazione_autentica.pdf

Scorzoni P., La rubrica di valutazione, 2015, https://www.youtube.com/watch?v=GZESjkBXsOY

http://nuovadidattica.lascuolaconvoi.it/glossario/rubrica-di-valutazione/ [ 16/11/2019: 18,00]

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