Il co-flow sta ridefinendo il modo in cui si pensa all’inclusione a scuola: non più come correzione delle differenze, ma come proprietà strutturale dell’ambiente. Un recente studio applicato ai videogiochi in classe mostra come il gioco condiviso generi stati di coscienza plurali — flow, assorbimento, trance leggera — che convivono senza gerarchia, aprendo una strada nuova alla didattica inclusiva.
inclusione
Videogiochi a scuola: la classe diventa spazio di co-flow
Il co-flow rende la classe uno spazio dove più studenti vivono insieme, ma diversamente, gli stati di coscienza indotti dal gioco. Assorbimento, flow e trance leggera coesistono senza gerarchia, rendendo l’ambiente scolastico inclusivo per costruzione, non per correzione delle differenze
Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Adleriano, esperto in psicologia dei videogiochi

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