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Algoritmo antifrode e privacy: perché il caso Poste fa scuola



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Il caso Poste Italiane riaccende il conflitto tra sicurezza antifrode e tutela della privacy. Il Garante interviene con una sanzione rilevante e impone limiti chiari. Emergono criticità tecniche ma anche opportunità per ripensare modelli di protezione più equilibrati

Pubblicato il 23 apr 2026

Gerardo Costabile

Executive Vice President Dinova



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Il panorama normativo europeo dei pagamenti digitali si trova oggi in un momento di singolare tensione dialettica. Da un lato, l’evoluzione dalla Direttiva (UE) 2015/2366 (PSD2) verso il nuovo pacchetto legislativo composto dalla PSD3 e dal Payment Services Regulation (PSR) riflette la necessità di intercettare le trasformazioni tecnologiche indotte dalle BigTech e dal ciclo “dati-rete-attività”. Dall’altro, la privacy dei cittadini vive in quell’equilibrio sempre complesso, dove ci sembra sempre necessario cedere un pezzo dei propri diritti per la nostra sicurezza.

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