Nella prassi quotidiana delle organizzazioni, la gestione dell’esercizio dei diritti ex artt. 15-22 GDPR continua a essere percepita come un’attività marginale, residuale, spesso “smistata” a funzioni interne (HR, customer care, segreteria) prive di reale consapevolezza delle implicazioni giuridiche connesse. Questo atteggiamento genera un rischio sistemico che si manifesta, con regolarità crescente, nella forma più insidiosa: il reclamo al Garante per mancata o tardiva risposta all’istanza del titolare di diritti.
rischio sanzione
Diritti GDPR senza risposta: perché ignorare un’istanza può costare caro
La mancata o tardiva risposta alle istanze ex artt. 15-22 GDPR può generare un reclamo al Garante e aprire un’istruttoria formale. Il ruolo del DPO, la cooperazione con l’Autorità e la tracciabilità interna diventano elementi decisivi per limitare rischi sanzionatori e reputazionali
Responsabile Protezione dei Dati – DPO Consulente Privacy

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

La vera sfida dell’AI in azienda non è cercare, ma ricordare bene
18 Ago 2026 -

Quali competenze per portare la physical AI nello spazio: il caso Sitael
22 Lug 2026 -

AI in azienda, perché gestire il cambiamento è anche una questione di sicurezza
10 Lug 2026 -

Data center, quanto cresce l’Italia: ma attenzione al thermal management
06 Lug 2026 -

Ecosistemi travel-tech: startup, AI e nuovi modelli per il turismo
15 Giu 2026









