giurisprudenza

Diritto all’oblio digitale, gli equilibri da rispettare secondo la Cassazione



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La Cassazione, con sentenza 14488/2025 e ordinanza 34217/2025, supera l’idea di un oblio “assoluto” e impone un bilanciamento strutturato: non conta solo il tempo, ma l’interesse pubblico attuale, la verità complessiva del dato e il rischio di stigmatizzazione. E va anche relativizzata l’annotazione. Facciamo il punto

Pubblicato il 12 gen 2026

Federica Giaquinta

Consigliere direttivo di Internet Society Italia

Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu



diritto oblio digitale

Le due pronunce della Prima Sezione civile della Cassazione – la sentenza 30 maggio 2025, n. 14488, resa nel caso C.R. c. Google, e l’ordinanza 26 dicembre 2025, n. 34217, che interpreta l’art. 64-ter disp. att. c.p.p. – si collocano in un punto di snodo particolarmente significativo nell’evoluzione del diritto all’oblio digitale.

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