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DORA, obblighi per banche e PA: perché serve orchestrare gli agenti AI



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Il Digital Operational Resilience Act impone alle istituzioni finanziarie e alla PA una gestione strutturata del rischio ICT. L’orchestrazione degli agenti AI trasforma alert isolati in insight azionabili, garantendo conformità normativa e tempi di ripristino ridotti

Pubblicato il 10 feb 2026

Antonio Burinato

Direttore Generale di Innovaway



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L’orchestrazione degli agenti AI sta emergendo come risposta tecnologica strategica alla crescente complessità dei sistemi IT e ai nuovi obblighi normativi.

Con l’entrata in vigore di DORA, questa soluzione diventa essenziale per trasformare requisiti stringenti in processi automatizzati e sostenibili.

DORA: il nuovo standard europeo per la resilienza digitale

Il Digital Operational Resilience Act è entrato pienamente in vigore, con obblighi pienamente vincolanti, il 17 gennaio 2025: una delle normative più complesse e pervasive che l’Unione Europea abbia mai prodotto per il settore finanziario e, per estensione, per tutti i comparti critici dell’economia digitale.

Con DORA, l’Unione Europea non si limita a chiedere alle istituzioni finanziarie di dotarsi di capitale sufficiente per coprire i rischi operativi, ma impone un cambio radicale nella gestione della resilienza digitale.

Il regolamento impone una gestione strutturata e documentata del rischio ICT, con capacità di identificare, proteggere, rilevare, rispondere e ripristinare i servizi, segnalazione tempestiva degli incidenti, test obbligatori di resilienza operativa e rigorosa supervisione dei fornitori ICT critici.

Per aziende private come le banche, significa garantire presidi permanenti di monitoraggio e controllo. Per la Pubblica Amministrazione, comporta l’obbligo di mantenere operativi servizi essenziali per cittadini e imprese in qualsiasi circostanza: dall’erogazione delle prestazioni sanitarie attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico ai pagamenti verso fornitori e dipendenti pubblici, fino all’accesso ai certificati anagrafici digitali o alla riscossione delle imposte.

Il paradosso della complessità nei sistemi IT moderni

Proprio mentre le normative richiedono maggiore resilienza, la complessità dei sistemi IT continua ad aumentare. Le architetture moderne sono distribuite su cloud ibridi, affidate a decine di fornitori terzi, composte da microservizi che comunicano attraverso API. Gli incidenti non sono più eventi isolati ma si propagano rapidamente attraverso catene di dipendenze difficili da mappare.

Il monitoraggio tradizionale, basato su alert isolati e intervento umano reattivo, diventa inadeguato di fronte a questa complessità. Una sfida che può essere vinta grazie agli agenti AI, sempre più diffusi nei sistemi di monitoraggio moderni: agenti che analizzano i log dei database, altri che scrutano il traffico di rete, altri ancora che identificano pattern di accesso anomali.

Ma qui emerge un secondo paradosso: più agenti specializzati si introducono, più complessità si genera. Immaginiamo uno scenario concreto: alle 3:30 del mattino, un agente rileva un’anomalia nelle query di un database critico, con tempi di risposta improvvisamente triplicati. Quasi contemporaneamente, un secondo agente segnala un incremento anomalo del traffico di rete verso uno specifico data center. Pochi minuti dopo, un terzo agente identifica una serie di tentativi di accesso falliti da indirizzi IP geograficamente dispersi.

Il risultato? Tre alert, tre sistemi diversi, tre dashboard separate. E in mezzo, un team già sovraccarico che deve rispondere ai requisiti DORA che impongono segnalazioni tempestive. E ogni minuto di ritardo nella comprensione del quadro complessivo può tradursi in danni operativi o sanzioni normative.

La vera svolta: orchestrazione degli agenti AI

La vera svolta non sta quindi nell’adottare più agenti AI, ma nel passare a un’orchestrazione degli agenti AI: un cambio che trasforma agenti isolati in un sistema collaborativo e intelligente. L’orchestrazione degli agenti AI rappresenta infatti un livello superiore di automazione in cui molteplici agenti specializzati non operano più in silos separati, ma comunicano, collaborano e si coordinano attraverso un “cervello centrale” che gestisce flussi di lavoro complessi end-to-end.

Invece di generare tre alert separati che richiedono intervento umano per essere correlati e interpretati, un sistema orchestrato collega automaticamente gli eventi provenienti da fonti diverse (sicurezza, infrastruttura, applicazioni) identificando relazioni causa-effetto che sfuggirebbero all’analisi isolata. Contestualizza gli incidenti incrociando dati storici, configurazioni di sistema, dipendenze tra servizi e impatti potenziali sul business, e genera raccomandazioni precise e prioritizzate basate non solo sulla gravità tecnica, ma anche sull’impatto operativo, sui requisiti normativi e sulle risorse disponibili. Un sistema orchestrato stima tempi di intervento realistici considerando la complessità delle minacce, le competenze necessarie e il carico di lavoro attuale del team, e adatta dinamicamente le azioni in base all’evoluzione della situazione.

Trasformare dati frammentati in insight azionabili

Questa capacità di trasformare dati frammentati in insight azionabili permette alle imprese e agli enti di rispondere alle sfide legate alla combinazione tra complessità crescente dei sistemi e requisiti normativi sempre più stringenti come quelli imposti da DORA.

L’abilitatore della resilienza operativa richiesta da DORA

Nel contesto specifico della resilienza operativa richiesta dal Digital Operational Resilience Act, l’orchestrazione degli agenti AI offre vantaggi decisivi che vanno oltre la semplice efficienza operativa:

Conformità automatizzata ai requisiti di reporting

DORA impone la classificazione e notifica degli incidenti ICT entro tempistiche precise (da poche ore per gli incidenti gravi a 72 ore per quelli intermedi). Un sistema orchestrato può automaticamente classificare gli incidenti secondo i criteri normativi, preparare la documentazione richiesta e attivare i flussi di escalation verso le autorità competenti, riducendo drasticamente il rischio di mancata compliance per ritardi o errori umani.

Visibilità end-to-end sui legami critici

DORA richiede una mappatura dettagliata delle relazioni tra sistemi, servizi e fornitori terzi. L’orchestrazione permette di mantenere questa mappa costantemente aggiornata e, soprattutto, di valutare in tempo reale l’impatto a cascata di un disservizio, identificando immediatamente quali funzioni critiche potrebbero essere compromesse.

Testing di resilienza continuo e adattivo

Invece di simulazioni periodiche e statiche, l’orchestrazione consente di implementare scenari di testing dinamici che evolvono in base alle configurazioni reali dei sistemi, alle minacce emergenti e ai pattern di incidente osservati, garantendo che i piani di continuità operativa siano sempre allineati alla realtà operativa.

Riduzione dei tempi di ripristino (RTO/RPO)

Coordinando automaticamente le azioni di recovery tra sistemi diversi, attivando procedure predefinite e mobilitando le risorse appropriate senza ritardi decisionali, l’orchestrazione comprime significativamente i tempi necessari per il ripristino dei servizi critici, un requisito centrale della resilienza operativa.

Audit trail automatico e completo

Infine, ogni azione, decisione e comunicazione del sistema orchestrato viene registrata in modo strutturato e immutabile, creando la documentazione probatoria che gli auditor richiederanno per verificare la conformità ai requisiti DORA, senza oneri aggiuntivi per i team operativi.

Una soluzione sostenibile e scalabile per il futuro

In sintesi, l’orchestrazione degli agenti AI si prepara a essere la soluzione tecnologica che rende sostenibile e scalabile la resilienza operativa richiesta da DORA, trasformando un insieme articolato e dettagliato di obblighi normativi su ecosistemi IT sempre più complessi in processi automatizzati, tracciabili e continuamente migliorabili.

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