l’analisi

Garanzie di sicurezza nel trattamento dei dati personali: obblighi e pratiche per i titolari



Indirizzo copiato

Le garanzie di sicurezza nel trattamento dei dati personali, come richiesto dal Regolamento UE 2016/679, sono cruciali. Il Garante privacy impone sanzioni per inadempienze. Le certificazioni come ISO 27001 e la normativa per infrastrutture digitali e servizi cloud sono fondamentali. È essenziale un approccio sostanziale nella scelta dei partner di trattamento

Pubblicato il 10 lug 2024

Filomena Polito

Responsabile Protezione Dati in ambito sanitario – Valutatore Privacy



Non-disclosure agreement, Cyber,Security,And,Data,Privacy,Protection,Concept,With,Icon,Of

Il tema delle garanzie di sicurezza che devono essere fornite al Titolare del trattamento da parte dei soggetti che offrono sul mercato servizi che comportano attività di trattamento dei dati personali, obbligo previsto dal primo paragrafo dell’articolo 28 del Regolamento UE 2016/679, diventa un argomento di sempre maggiore attualità.

Sono sempre più numerosi, infatti, i Provvedimenti sanzionatori adottati da parte dell’Autorità Garante Privacy nei confronti di titolari che non hanno verificato l’adeguatezza e l’effettività delle garanzie di sicurezza di imprese che gestiscono per conto di altri soggetti attività o fasi di attività che prevedono il trattamento di dati o che  non hanno regolato correttamente il rapporto intercorrente con queste.

Ma quali possono essere le evidenze delle garanzie di sicurezza che possono rassicurare il titolare del trattamento sull’affidabilità del partner che si rende disponibile a svolgere attività di trattamento di dati per suo conto?

Obblighi del titolare del trattamento

A questo proposito va tenuto presente che il suindicato Regolamento fornisce innanzitutto talune indicazioni importanti ed il titolare infatti può chiedere al partner, prima di decidere se affidargli lo svolgimento delle attività di trattamento dei dati personali, le evidenze di una serie di misure che questo prevede.

La verifica dell’adeguatezza delle misure di sicurezza

Tra queste anche la possibilità di verificare, chiedendo l’esibizione delle evidenze, che il potenziale partner abbia effettivamente adottato l’apposito Registro delle attività di trattamento previsto dal secondo paragrafo dell’articolo 30, si sia dotato di un proprio Modello Organizzativo Privacy, abbia designato un Responsabile della Protezione dei dati e abbia adottato quanto necessario a dare seguito alle disposizioni dell’articolo 32.

Tale articolo impone infatti al responsabile di adottare tutte le misure di sicurezza ed accorgimenti di natura tecnica ed organizzativa capaci di assicurare il rispetto dell’essenziale principio di “integrità e riservatezza” del dato, compresa l’analisi del rischio derivante in particolare dalla distruzione, dalla perdita, dalla modifica, dalla divulgazione non autorizzata o dall’accesso, in modo accidentale o illegale, a dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati.

L’articolo 32 dispone anche che ogni soggetto che agisce sotto l’autorità del Responsabile del trattamento possa accedere ai dati personali su mandato del Titolare solo previa specifica e documentabile autorizzazione e formazione, la cui effettività deve essere pretesa dal titolare.

L’adesione da parte del responsabile del trattamento a un codice di condotta

Ma a ben vedere lo stesso articolo 32 prevede infine che un elemento che può essere utilizzato dal soggetto che si propone come gestore di attività di trattamento di dati come elemento per dimostrare il possesso di adeguate garanzie di sicurezza è anche l’adesione a un codice di condotta approvato o a un meccanismo di certificazione approvato.

Analoga e corrispondente misura è prevista anche già, ad una attenta analisi, dal paragrafo  5 dell’articolo 28 del Regolamento che recita ”L’adesione da parte del responsabile del trattamento a un codice di condotta approvato di cui all’articolo 40 o a un meccanismo di certificazione approvato di cui all’articolo 42 può essere utilizzata come elemento per dimostrare le garanzie sufficienti di cui ai paragrafi 1 e 4 del presente articolo”.

I provvedimenti del Garante privacy nei confronti di LAZIOcrea

A tal proposito è interessante prendere però in esame i Provvedimenti n.194, 195 e 196 del 21 marzo scorso con i quali l’Autorità Garante Privacy ha chiuso l’attività istruttoria legata al noto data breach dell’intero sistema informativo del sistema sanitario della Regione Lazio, sanzionando la Regione stessa, la società in house  LAZIOcrea S.p.a. (di seguito “Società” o “LAZIOcrea”) e un azienda sanitaria, che aveva omesso di notificare al Garante l’avvenuta violazione dei dati personali e di salute.

Dalla lettura in particolare del Provvedimento n.194, quello relativo alla Società, si traggono diverse importanti indicazioni dell’Autorità Garante relative al primo paragrafo dell’articolo 28 del Regolamento UE 2016/679, che dispone che i Titolari del trattamento che intendono affidare a soggetti terzi lo svolgimento di attività di trattamento possano ricorrere “unicamente a Responsabili del trattamento che presentino garanzie sufficienti per mettere in atto misure tecniche e organizzative adeguate in modo tale che il trattamento soddisfi i requisiti del presente Regolamento e garantisca la tutela dei diritti dell’interessato”.

Ulteriori rilevanti indicazioni si trovano inoltre nel più recente Provvedimento n. 289 del 9 maggio 2024-“Parere sullo schema di Regolamento per le infrastrutture digitali e per i servizi cloud per la pubblica amministrazione”, oggetto anche della Newsletter del 6 giugno 2024 della stessa Autorità Garante Privacy, del quale si tratterà successivamente.

Certificazioni e misure di sicurezza

Con il primo dei due Provvedimenti il Garante si è espresso per la prima volta in merito al valore del possesso, da parte del Responsabile del trattamento, della certificazione del sistema di gestione per la sicurezza delle informazioni (SGSI) in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 27001:2017, con estensione ai controlli della ISO 27017 e ISO 27018.

Con riferimento alle misure di sicurezza che risultavano essere state adottate al momento della violazione la Società, che operava come Responsabile del trattamento di numerosi enti del servizio sanitario regionale, aveva un ruolo fondamentale e strategico nell’individuazione e nell’adozione delle misure di sicurezza idonee ad attenuare i rischi presentati dai trattamenti dei dati personali di milioni di interessati ed aveva dichiarato all’Autorità che “il Data center e le procedure aziendali per la sicurezza e protezione dei dati sono certificate ISO 27001”.

In particolare, con riguardo alle misure tecniche e organizzative adottate per garantire la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento, nonché il ripristino tempestivo della disponibilità e dell’accesso dei dati personali in caso di incidente, la Società ha fornito al Garante  copia delle procedure di backup, del piano di business continuity e disaster recovery, del processo di gestione degli incidenti e della procedura di gestione delle violazioni di dati personali in essere alla data della violazione dei dati.

Infine questa ha rappresentato al Garante che il proprio Data Center risulta anche accreditato presso l’ACN ai più alti livelli di sicurezza informatica e che “Tutte le certificazioni sono riscontrabili sul sito dell’ente di accreditamento al seguente link https://services.accredia.it/”.

La certificazione prevista dall’art. 42 del Regolamento UE 2016/679

Al riguardo l’Autorità ha fatto presente che la certificazione indicata dalla Società non rientra, al momento, tra quelle previste dall’art. 42 del Regolamento UE 2016/679  e che, anche nel caso in cui un trattamento fosse  certificato ai sensi di tale articolo, il titolare è comunque tenuto a garantire il monitoraggio costante e il miglioramento della conformità ai criteri dell’articolo 25 “Protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita”.

Ciò in quanto in ogni caso, la certificazione ai sensi dell’articolo 42, seppur possa essere utilizzata, da titolari o responsabili, come elemento per dimostrare il rispetto degli obblighi del Regolamento, non ne implica automaticamente il rispetto.

Ottenere una certificazione accreditata, come la ISO 27001, permette in effetti di dimostrare che l’azienda certificata sta seguendo le best practice per la sicurezza delle informazioni, attraverso un sistema di processi, documenti, tecnologie e persone che aiutano a gestirle, monitorarle, controllarle e migliorarle, e si sottopone a relativi controlli indipendenti e qualificati.

Come noto, posta la necessità di ogni organizzazione di garantire la sicurezza dei propri dati, in un contesto dove i rischi informatici causati dalle violazioni dei sistemi di sicurezza sono in continuo aumento. Proteggere i dati e le informazioni da minacce di ogni tipo, al fine di assicurarne l’integrità, la riservatezza e la disponibilità, e fornire i requisiti per adottare un adeguato sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI) finalizzato ad una corretta gestione dei dati presenti negli archivi dell’azienda.

I requisiti della ISO/IEC 27001

In particolare la Norma internazionale ISO/IEC 27001 definisce i requisiti per impostare, attuare, utilizzare, monitorare, mantenere e migliorare un SGSI teso ad assicurare il rispetto della riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni, la cui violazione, qualora relativa a informazioni di natura personale, rende necessario applicare le misure di cui agli articoli 33 e 34 del Regolamento UE 2016/679.

Inoltre, secondo l’Autorità, occorre considerare che la certificazione di un SGSI può essere limitata a specifici ambiti (servizi e/o sedi) dell’organizzazione (riportati sinteticamente nel certificato rilasciato dall’organismo di certificazione) e che il processo di certificazione di un SGSI, basato principalmente sui risultati degli audit (verifiche documentali e sul campo), contiene elementi di incertezza sia perché legato al concetto di rischio sia perché svolto su un campione dei processi che l’organizzazione, ferma restando la buona fede, sottopone a certificazione.

Limitazioni della certificazione ISO 27001

La certificazione di un SGSI basato sulla ISO/IEC 27001, pertanto, non garantisce, di per sé, livelli di sicurezza, controlli o misure di sicurezza stabiliti o fissati a priori, ma assicura solo l’adozione dei controlli che l’organizzazione ha identificato e ritenuto adeguati sulla base di una propria valutazione del rischio.

l titolare del trattamento, quindi, anche quando si avvale di un Responsabile del trattamento certificato, secondo meccanismi di certificazione, a prescindere che siano approvati o meno ai sensi dell’art. 42 del Regolamento, dovrebbe sempre verificare se le garanzie offerte dal medesimo responsabile siano efficaci e adeguate ai trattamenti a quest’ultimo affidati.

La conformità alla ISO 27001, in sintesi, se pur certificata da un organismo di certificazione, magari accreditato, non solleva l’organizzazione dal rispetto delle misure di sicurezza e dalla attivazione delle misure di protezione dei dari personali, come evidente dal Controllo A.18.1.4 , che precisa”La protezione dei dati e della privacy deve essere garantita come richiesto nella legislazione, nelle norme e, se applicabile, nelle clausole contrattuali”.

La differenza sostanziale tra legge sulla privacy e la norma ISO 27001 è che la legge sulla privacy tutela dati personali, appartenenti o meno alle categorie particolari, mentre la ISO 27001, pur richiedendo che ciò sia fatto, s’interessa anche dei dati di natura diversa che devono essere salvaguardati per l’interesse stesso dell’organizzazione.

Regolamento per le infrastrutture digitali e i servizi cloud

Le soprariportate considerazioni vano però lette assieme al Provvedimento n. 289 dello scorso 9 maggio 2024, che ha per oggetto “Parere sullo schema di Regolamento per le infrastrutture digitali e per i servizi cloud per la pubblica amministrazione”

Lo schema di Regolamento sul quale l’Autorità ha rilasciato il parere si innesta nel percorso di tutela della autonomia tecnologica del Paese, consolidamento e messa in sicurezza delle infrastrutture digitali delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e c) del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, per la razionalizzazione e il consolidamento dei Centri per l’elaborazione delle informazioni (CED) delle pubbliche amministrazioni.

Queste, come noto, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa, migrano i loro Centri per l’elaborazione delle informazioni (CED) e i relativi sistemi informatici, verso infrastrutture Cloud.

Misure specifiche per la Pubblica Amministrazione

Lo schema di Regolamento per le infrastrutture digitali e per i servizi cloud per la pubblica amministrazione individua:

– i termini e le modalità con cui le amministrazioni devono effettuare le migrazioni;

– i livelli minimi di sicurezza per le pubbliche amministrazioni, capacità elaborativa, risparmio energetico e affidabilità delle infrastrutture digitali per le pubbliche amministrazioni e delle infrastrutture dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni;

– le caratteristiche di qualità, di sicurezza, di performance e scalabilità, interoperabilità, portabilità dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni;

– le procedure e modalità per la classificazione dei dati e dei servizi digitali e la qualificazione dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni.

Lo schema sottoposto a parere contiene anche misure dedicate specificamente alla disciplina del trattamento dei dati personali, che definiscono il ruolo privacy delle amministrazioni pubbliche e degli operatori di infrastrutture digitali, i fornitori di servizi cloud e gli ulteriori soggetti coinvolti nei trattamenti di dati personali o nelle attività di migrazione dei dati e dei servizi digitali della pubblica amministrazione.

Le prime sono indicate come titolari dei trattamenti di dati personali mentre i secondi sono indicati come soggetti che  operano come responsabili del trattamento ai sensi dell’articolo 28 del regolamento (UE) 2016/679, così come i soggetti di cui questi ultimi si avvalgono per l’esecuzione di specifiche attività di trattamento per conto delle amministrazioni.

Tali Responsabili ( e sub-responsabili) del trattamento sono tenuti non solo ad adottare le ordinarie misure tecniche  ed organizzative previste dagli articoli 28 e 32 del Regolamento UE 2016/679 ma anche ulteriori misure tecniche e organizzative idonee a garantire una tempestiva e adeguata informazione delle amministrazioni in caso di violazione dei dati personali, ai sensi dell’articolo 33, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2016/679.

Pertanto questi dovranno assicurare al Titolare, in questo caso una pubblica amministrazione, anche attraverso apposite evidenze e procedure, di svolgere un costante controllo dell’efficacia delle misure di sicurezza adottate, così da ridurre il possibile tempo di latenza tra il data breach e l’avvio del processo previsto dagli articoli 33 e 34 del Regolamento.        

Il ricorso a sub responsabili del trattamento

Ma l’Autorità ha infine ritenuto necessario che i titolari del trattamento possano consentire che il Responsabile del trattamento possa ricorrere a sub responsabili del trattamento solo nel caso in cui:

– il Responsabile, che sono tenuti ad attenersi alle istruzioni impartite dalle amministrazioni fornisca alle stesse, idonei strumenti di controllo delle attività di trattamento effettuate sotto la propria responsabilità;

– metta a disposizione delle amministrazioni ogni informazione necessaria per valutare l’effettività delle misure appropriate poste in essere ai sensi del capo V del regolamento (UE) 2016/679 in caso di trasferimento di dati personali al di fuori dello Spazio economico europeo.

Conclusioni

In sintesi, la lettura complessiva dei due Provvedimenti citati rende evidente che l’impegno del titolare del trattamento nel dar seguito alle disposizioni vigenti in materia di protezione dei dati personali non possa esaurirsi con mere procedure formali ma al contrario sia necessario un approccio sostanziale e fattivo, in particolare nella scelta e controllo dell’operato dei partner ai quali affidi attività di trattamento.

Il Considerando C74 del Regolamento, infatti, stabilisce la responsabilità generale del titolare del trattamento per qualsiasi trattamento di dati personali che quest’ultimo abbia effettuato direttamente o che altri abbiano effettuato per suo conto.

In particolare, il titolare del trattamento dovrebbe essere tenuto a mettere in atto misure adeguate ed efficaci ed essere in grado di dimostrare la conformità delle attività di trattamento con il presente regolamento, compresa l’efficacia delle misure.

Tali misure, che dovrebbero tener conto della natura, dell’ambito di applicazione, del contesto e delle finalità del trattamento, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone, non possono che rendere necessaria una oculata e prudente scelta dei propri collaboratori.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4