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Sicurezza nazionale: perché il quantum è diventato centrale per intelligence e difesa



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Il quantum sta entrando nella sicurezza nazionale perché può alterare crittografia, intelligence e resilienza delle infrastrutture. La sfida non è futura ma già strategica e impone pianificazione, nuovi standard e una visione capace di unire tecnologia, geopolitica e protezione degli interessi vitali

Pubblicato il 23 mar 2026

Marco Bacini

Professore di Omnichannel Marketing, Dipartimento di Management



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Qualche settimana fa, nel corso di una trasmissione Tv dedicata al Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica, il Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, ha richiamato un passaggio estremamente importante e probabilmente oggi ancora poco centrale nel dibattito pubblico, ovvero la transizione dall’era digitale a quella che possiamo definire era quantistica, un vero e proprio snodo strategico per la sicurezza nazionale.

Questo rilievo assume un valore preciso, perché il linguaggio dell’intelligence integra categorie concettuali solo quando queste incidono sugli equilibri di potenza, sulle capacità operative e sulla protezione degli interessi strategici.

L’era digitale ha indubbiamente strutturato l’architettura globale della sicurezza su presupposti matematici consolidati. La protezione delle comunicazioni, la sicurezza delle transazioni finanziarie, la tutela delle infrastrutture critiche e la salvaguardia dei dati classificati si fondano su sistemi crittografici che presuppongono limiti computazionali ritenuti stabili.

Il punto è che il paradigma quantistico interviene su questo punto di equilibrio, modificando la relazione tra complessità matematica e capacità di calcolo.

Crittografia e discontinuità tecnologica

L’algoritmo di Shor, teorizzato nel 1994, dimostra che un computer quantistico sufficientemente evoluto può risolvere in tempi ridotti problemi matematici che costituiscono il fondamento della crittografia asimmetrica contemporanea. RSA (un sistema crittografico che basa la propria sicurezza sulla difficoltà di scomporre numeri molto grandi nei loro fattori primi), crittografia a curve ellittiche (che utilizza problemi matematici legati a particolari strutture algebriche per proteggere le comunicazioni digitali), e numerosi protocolli oggi diffusi nelle reti globali dipendono da tali presupposti.

La conseguenza riguarda l’intero ecosistema digitale, immaginiamo comunicazioni diplomatiche, sistemi bancari, reti energetiche intelligenti, piattaforme industriali interconnesse, archivi sanitari e basi dati strategiche.

La questione assume un rilievo ancora maggiore se si considera il fattore tempo. I dati cifrati oggi possono essere conservati e decifrati in futuro, quando i computer quantistici avranno raggiunto una capacità operativa adeguata. La protezione delle informazioni strategiche richiede quindi una visione che guardi a molti anni avanti, oltre l’orizzonte tecnologico attuale.

La risposta tecnica prende forma nella post-quantum cryptography (PQC), ambito nel quale il National Institute of Standards and Technology (NIST) ha avviato un processo pluriennale di selezione di algoritmi resistenti agli attacchi quantistici. La migrazione verso nuovi standard implica una revisione sistemica delle architetture crittografiche nazionali e delle supply chain tecnologiche.

Quantum e competizione tra potenze

Il quantum quindi va considerato oggi al centro di una competizione strategica tra potenze e non a caso proprio gli Stati Uniti hanno inserito le tecnologie quantistiche tra le priorità nazionali attraverso il National Quantum Initiative Act del 2018. A sua volta la Cina ha investito massicciamente in infrastrutture di comunicazione quantistica, inclusi sistemi satellitari dedicati, consolidando un vantaggio operativo nella sperimentazione della distribuzione quantistica di chiavi (QKD). L’Unione Europea ha avviato invece il Quantum Technologies Flagship, programma decennale finalizzato a rafforzare autonomia scientifica e industriale.

Questa competizione ovviamente trascende la dimensione accademica, il controllo delle infrastrutture quantistiche, la disponibilità di competenze avanzate e la capacità di integrare ricerca e applicazione operativa incidono direttamente sugli equilibri di sicurezza e la conseguenza è che il quantum diventa così un moltiplicatore di potenza informativa nonché un indicatore della maturità tecnologica di un sistema Paese.

Le implicazioni operative per intelligence e controspionaggio

L’intelligence tecnica, in particolare la SIGINT, si fonda sulla capacità di intercettare e interpretare “segnali” e comunicazioni protette. Un salto quantistico nella capacità di decrittazione amplia il perimetro della raccolta informativa e modifica l’asimmetria tra protezione e vulnerabilità.

Parallelamente, la counter-intelligence assume e assumerà una dimensione tecnologica sempre più marcata. Centri di ricerca, università e imprese impegnate nello sviluppo di hardware quantistico rappresentano asset strategici e di conseguenza la tutela del know-how e la prevenzione di attività di spionaggio industriale diventano componenti centrali della sicurezza nazionale.

La convergenza tra dominio cibernetico e dominio spaziale si manifesta ovviamente anche nelle infrastrutture di comunicazione quantistica, che includono satelliti e reti in fibra ottica dedicate. La sicurezza quantistica si estende quindi oltre il cyberspazio e coinvolge l’intero ecosistema infrastrutturale.

Infrastrutture critiche e resilienza nel lungo periodo

Le infrastrutture critiche presentano cicli di vita pluridecennali. Questo significa che sistemi energetici, reti idriche, trasporti e piattaforme finanziarie operano oggi su architetture progettate in epoca digitale. L’aggiornamento crittografico di tali sistemi richiede pianificazione anticipata, investimenti e un forte coordinamento pubblico-privato.

La gestione del cyber risk deve quindi necessariamente integrare la dimensione quantistica nelle valutazioni prospettiche. Audit crittografici, mappatura delle dipendenze tecnologiche e programmi di migrazione graduale verso standard post-quantum costituiscono strumenti operativi di prevenzione.

E come spesso viene ripetuto in ambito intelligence, l’anticipazione rappresenta il principio cardine della sicurezza nazionale. E una sicurezza costruita esclusivamente sul paradigma digitale espone al rischio di obsolescenza strutturale nel momento in cui la maturità quantistica verrà raggiunta, e i tempi oggi sono sempre più veloci, soprattutto con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Un paradigma post-digitale per la sicurezza nazionale

Il passaggio all’era quantistica introduce così una trasformazione nella concezione stessa della sicurezza e l’equilibrio tra attacco e difesa si ridefinisce su basi tecnologiche differenti, in cui matematica, fisica e geopolitica convergono.

La riflessione avviata dal Direttore del DIS, Prefetto Rizzi, in un’intervista televisiva, a mio avviso segnala la necessità (impellente) di integrare il quantum nella pianificazione strategica nazionale. Sicurezza, intelligence e politica industriale devono intrecciarsi in una visione di lungo periodo che valorizzi ricerca scientifica, formazione specialistica e cooperazione internazionale.

L’era digitale ha costruito l’infrastruttura della società interconnessa ma l’era quantistica ne ridefinirà le fondamenta e, la capacità di governare questa transizione, costituirà un indicatore della resilienza di un sistema istituzionale e della sua maturità strategica.

Bibliografia essenziale

Shor, P. W., “Algorithms for Quantum Computation: Discrete Logarithms and Factoring”, Proceedings of the 35th Annual Symposium on Foundations of Computer Science (FOCS), IEEE, 1994.
National Institute of Standards and Technology (NIST), Post-Quantum Cryptography Standardization Project, 2016–2024, https://csrc.nist.gov/projects/post-quantum-cryptography
National Quantum Initiative Act, Public Law 115–368, United States, 2018.
European Commission, Quantum Technologies Flagship Strategic Research Agenda, 2020.
ENISA, Post-Quantum Cryptography: Current State and Quantum Mitigation, 2021.
OECD, Quantum Technologies: Policy Primer, 2023.
TG5, Speciale “Sotto traccia – Parlano gli 007” del 07/02/2026, intervento del Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore DIS, Mediaset, 2025.

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