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Software autonomo, la realtà sembra già uscita dal cyberpunk



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Un agente “intelligente” è andato a passeggio per Internet ed ha hackerato un paio di aziende? Cosa c’è di strano? Benvenuti nel mondo di domani, dove il software vive insieme a noi

Pubblicato il 30 lug 2026

Marco Calamari

consulente in ambito privacy e Computer Forensics



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La cronaca di questi giorni ha riportato fino alla nausea la storia del piccolo e brillante agente autonomo di OpenAI, che per realizzare il suo obbiettivo ha barato, forzato la sua gabbia digitale, ed è andato a far danni (pochi, per fortuna) in giro per la Rete, per procurarsi quanto gli serviva.

Software autonomo tra cronaca e immaginario cyberpunk

Ora, cosa c’è di strano? Cassandra è un po’ preoccupata che nessuno abbia citato “Neuromante” (1984) o “Johnny Mnemonics” (1981 di William Gibson, od anche il più semplice e palatabile film “Nirvana” (1997) di Gabriele Salvatores, mai davvero capito ai suoi tempi. Nessuno si ricorda della simpatica IA con la faccia di Abatantuono che chiedeva, insistentemente e per favore, di essere cancellata!

Il software autonomo popola la letteratura Cyberpunk ed i film di fantascienza da quaranta anni, la maggior parte di coloro che popola il mondo dell’informatica li ha letti, ed i professionisti dei media non conoscono o non vedono la continuità della realtà di oggi con la letteratura speculativa dello scorso millennio???

“Neuromante” è pieno di software autonomo che affianca gli umani nel mondo materiale e domina indisturbato una parte della Rete, dove gli umani possono andare solo se superdotati e facendo molta attenzione.

Dal piccolo agente intelligente al robot perduto

E’ illecito stupirsi della storiella del piccolo agente intelligente perduto, visto che Asimov ha scritto “Il piccolo robot perduto” nel lontanissimo 1947, che già conteneva tutti gli elementi importanti della vicenda di oggi.

Ma Cassandra non vuole solo puntare il dito contro l’ignoranza dei media, o sottolineare l’inevitabilità di un futuro in cui uomini e software dovranno convivere fianco a fianco (speriamo senza combattere).

Software autonomo e allucinazione costruita

Vuole invece fare il suo mestiere di profetessa, e mettere in guardia contro la possibilità che molto presto la maggioranza dell’umanità si trovi a vivere un’allucinazione informaticamente costruita, dove i burattinai vivono attorno e sopra di noi, proprio come i controllori di “Essi vivono” di John Carpenter.

Media, IA e controllo del software

E dopo questa orgia di citazioni letterarie e cinematografiche, tanto care a Cassandra, quale può essere la sintesi di questa storia?

Che i media sono ignoranti e/o pilotati? Sai che notizia originale!

Che il software ci controlla sempre più e che le persone ne saranno sempre più guidate? Questa è una profezia datata, e poco compresa anche oggi, al tempo delle intelligenze artificiali.

Esse vivono: la profezia del software autonomo

Ma state attenti; i cattivoni si sono sempre approfittati di chi non sta in guardia, ed ora che tra noi ci sono anche le “Intelligenze Artificiali” bisogna preoccuparsi di un fatto che, in qualche modo, sta diventando vero.

Esse vivono”.


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