scenario

Sovranità crittografica: la strategia UE e italiana per il post-quantum



Indirizzo copiato

La crittografia diventa un’infrastruttura strategica per l’autonomia europea. Tra NIS2, CRA, EuroQCI, corridoi quantistici e ruolo italiano di ACN e De Cifris, la transizione post-quantum impone governance, verificabilità, controllo delle chiavi e crypto-agility

Pubblicato il 11 ago 2026

Elia Pinto

IT Professional; Vice Presidente dell’Associazione Cyber Actors



cybersecurity awareness: concetto di sicurezza informatica
Immagine di Illus_man da Shutterstock
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Nel dibattito sulla cybersicurezza europea, la crittografia non è più un dettaglio tecnico per specialisti. È ormai un’infrastruttura strategica, decisiva per la protezione dei dati, la resilienza delle organizzazioni e l’autonomia tecnologica del continente.

Parlare di sovranità crittografica non significa invocare un’impossibile autarchia digitale, né rinunciare alla cooperazione internazionale. Significa invece poter governare gli standard, verificare le implementazioni, controllare le catene di fornitura e ridurre la dipendenza da soluzioni opache o non auditabili, soprattutto nei settori più sensibili.

Questa esigenza si è rafforzata con l’avvicinarsi dell’era post-quantum. La prospettiva di computer quantistici in grado di mettere in crisi molti degli algoritmi oggi più diffusi obbliga istituzioni, imprese e pubbliche amministrazioni a ripensare per tempo l’intero ciclo di vita delle funzioni crittografiche. La transizione non riguarda solo gli algoritmi, coinvolge architetture, procedure, chiavi, dispositivi e governance.

Sovranità crittografica europea tra compliance e strategia economica

L’Unione Europea ha assunto un ruolo di primo piano nella definizione di regole comuni. L’Unione ha iniziato a considerare la crittografia come un tema di sicurezza economica, digitale e industriale. In questa prospettiva si collocano strumenti normativi e strategici che incidono direttamente sulle scelte tecnologiche di PA e imprese.

Strumenti come la Direttiva NIS2 e il Cyber Resilience Act (CRA) introducono requisiti stringenti in materia di security-by-design, gestione delle vulnerabilità e cifratura adeguata lungo l’intera catena di fornitura (supply chain). Si tratta di obblighi che incidono concretamente sulle implementazioni crittografiche adottate nel settore privato e nella Pubblica Amministrazione. A questi si affiancano il GDPR e il Data Act, che collegano la protezione del dato all’adozione di misure di cifratura robuste, e il Regolamento Dual-Use (UE) 2021/821, che disciplina l’esportazione di tecnologie crittografiche avanzate e componenti critici come gli Hardware Security Module (HSM).

Corridoi quantistici ed EuroQCI, dalla teoria ai cantieri reali

La strategia europea sugli algoritmi e sulle comunicazioni sicure si fonda sul partenariato QSNP (Quantum Secure Networks Partnership) e sull’infrastruttura EuroQCI (European Quantum Communication Infrastructure). Dopo una prima fase centrata sulle reti quantistiche nazionali, l’attenzione si sta spostando verso la sperimentazione operativa e l’interconnessione concreta delle infrastrutture. Tre iniziative, in particolare, ne mostrano la direzione:

  • I corridoi transfrontalieri, a partire dal caso SEEWQCI: è stata avviata una fase operativa orientata alle interconnessioni transfrontaliere. Il progetto SEEWQCI (South-East Europe to Western Europe Quantum Communication Infrastructure) rappresenta un esempio significativo: un corridoio quantistico terrestre di oltre 1.100 km che collega Grecia e Bulgaria, con estensioni tramite stazioni ottiche di terra (OGS) verso Cipro e Paesi Bassi, per testare la Quantum Key Distribution (QKD) su scala continentale.
  • La componente spaziale con EAGLE-1: la distribuzione delle chiavi quantistiche richiede anche un’infrastruttura satellitare. In questo quadro si inserisce EAGLE-1, primo satellite prototipo europeo per la validazione della QKD dallo spazio. Il progetto è pensato per estendere le comunicazioni cifrate sicure anche dove la fibra ottica non può arrivare, come ambasciate, flotte e aree remote, e costituisce un tassello della futura costellazione satellitare sicura IRIS.
  • La certificazione con NOSTRADAMUS: per ridurre la dipendenza da soluzioni proprietarie e non verificabili, l’Unione Europea ha avviato l’infrastruttura pilota Nostradamus. Finanziata dal programma Digital Europe e ospitata anche presso i laboratori del Joint Research Centre (JRC) di Ispra, questa iniziativa paneuropea ha l’obiettivo di testare, valutare e certificare prodotti QKD commerciali prima della loro adozione nelle reti sensibili della PA e delle infrastrutture critiche.

Il presidio italiano tra ACN e De Cifris

L’Italia si inserisce in questa architettura europea con un ruolo non marginale. Il Paese dispone infatti di un ecosistema che combina indirizzo istituzionale, competenze scientifiche e capacità di raccordo tra ricerca, mercato e amministrazioni pubbliche. Il modello nazionale si fonda in particolare sulla cooperazione tra due attori centrali:

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) rappresenta il riferimento istituzionale e regolatorio. Attraverso le sue Linee guida sulle funzioni crittografiche, l’ACN fornisce indicazioni su cifrari a flusso, protocollo TLS e firme digitali, traducendo progressivamente i requisiti post-quantum in criteri operativi per il procurement pubblico, per la PA e per i soggetti inclusi nel Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica.

L’Associazione De Cifris svolge invece una funzione scientifica, accademica e comunitaria. Se l’ACN definisce il quadro regolatorio e i criteri di scrutinio tecnologico, De Cifris contribuisce a costruire il patrimonio di competenze, formazione e ricerca applicata necessario a sostenere la migrazione nel medio-lungo periodo. Questa relazione conferma un punto essenziale: la sovranità crittografica richiede istituzioni solide, ma anche una comunità scientifica capace di dialogare con il mercato, con la ricerca d’avanguardia, dal CNR all’INRiM, e con l’industria dello spazio e della difesa.

Geopolitica della sovranità crittografica globale

Il confronto internazionale evidenzia che la sovranità crittografica non dipende solo dalla qualità degli algoritmi, ma anche dalla capacità di costruire ecosistemi integrati di ricerca, standardizzazione, industria e governance. Le strategie dei principali attori globali riflettono impostazioni molto diverse tra loro:

Area / PaeseModello di Ricerca e StandardizzazioneGovernance e EcosistemaPunti di ForzaLimiti / Rischi
Unione EuropeaForte rete accademica distribuita; progetti comuni transfrontalieri e satellitari (SEEWQCI, EAGLE-1).Policentrico: Commissione, ENISA, agenzie nazionali coordinatrici, laboratori Nostradamus (JRC Ispra).Credibilità normativa; trasparenza degli open standard; tutela della privacy e approccio security-by-design.Frammentazione industriale; complessità di allineamento operativo immediato tra i 27 Stati membri.
ItaliaEccellenza universitaria diffusa; ruolo trainante di De Cifris come cerniera accademica e scientifica.Centralità di ACN integrata con il Perimetro Cyber e il Polo Strategico Nazionale.Solida competenza scientifica e matematica; linee guida operative aggiornate in ottica di migrazione concreta.Scala di investimento industriale più contratta rispetto ai competitor globali.
Stati UnitiSimbiotico tra università d’élite, Big Tech e agenzie federali.Centralizzato tramite il processo NIST, con fortissimo traino e sbocco commerciale immediato.Rapidità di industrializzazione; capacità di imporre standard de facto mondiali.Eccessiva concentrazione di potere in pochi attori privati; logiche di lawful access estere.
CinaStrategia duale: partecipazione attiva ai tavoli accademici globali (NIST inclusa) accostata a una totale asimmetria informativa interna.Dirigismo statale monolitico; progressivo smantellamento delle divisioni quantistiche delle Big Tech (es. Alibaba, Baidu) a favore dei laboratori pubblici.Massiccia mobilitazione di capitali pubblici; primato costruttivo nell’hardware di rete quantistico (dorsali QKD terrestri e satelliti Micius).Sotto-industrializzazione del mercato privato agile; segretezza militare sui programmi di decifrazione computazionale.
RussiaAutarchico e marcatamente isolazionista; sviluppo di estensioni PQC proprietarie su standard nazionali GOST.Militarizzato e accentrato: governance affidata al colosso di Stato Rosatom (Quantum Project) e alle agenzie di sicurezza (FSB).Sganciamento totale dalle proprietà intellettuali occidentali; immunità da sanzioni ed export-control esterni.Rischio di “fork crittografico” eurasiatico (spinta sui paesi BRICS) che spezza l’interoperabilità globale.

Crypto-agility e roadmap per CISO e decision maker

La transizione crittografica non può essere trattata come un semplice aggiornamento software. È un cambio di paradigma che richiede crypto-agility: la capacità di isolare e sostituire un algoritmo vulnerabile o superato senza compromettere la continuità operativa. Per CISO e decision maker della PA e delle imprese, la sovranità crittografica si traduce in alcune azioni prioritarie:

  1. Censimento e priorità: mappare gli asset crittografici legacy, individuando i dati che richiedono riservatezza di lungo periodo e che risultano esposti al rischio Harvest Now, Decrypt Later, cioè alla possibilità che vengano intercettati oggi per essere decifrati in futuro. In questo percorso, l’adozione di primitive PQC ibride, classiche e post-quantum, rappresenta un passaggio essenziale.
  2. Verificabilità e open source: evitare soluzioni proprietarie chiuse e prive di audit indipendenti. È preferibile favorire software open source con governance europea, richiedendo ai fornitori una Software Bill of Materials (SBOM) e l’allineamento ai protocolli di Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD).
  3. Controllo dei trust anchors: assicurare che la gestione delle chiavi, le PKI e le CA radice restino sotto giurisdizione europea, attraverso HSM certificati collocati on-premise o all’interno di architetture cloud sovrane certificate, come il Polo Strategico Nazionale.
  4. Sfruttare i testbed: utilizzare le infrastrutture di validazione nazionali ed europee, come il laboratorio Nostradamus presso il JRC di Ispra, per verificare la resilienza della propria catena di approvvigionamento tecnologico prima dell’implementazione nei sistemi di produzione.

La via europea e italiana alla sovranità crittografica non passa dall’isolamento, ma da un modello aperto, verificabile e concreto. Governare le tecnologie adottate, validare le librerie crittografiche e anticipare la minaccia quantistica, sia sul piano terrestre sia su quello spaziale, sono condizioni indispensabili per proteggere competitività, conformità normativa e sicurezza nazionale.

Bibliografia

Joint Research Centre (JRC), Quantum Technologies – EuroQCI Testing and Evaluation Laboratory Infrastructure, Portale scientifico della Commissione Europea.

Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Linee guida sulle funzioni crittografiche, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Associazione De Cifris, Sito istituzionale e relazioni tecniche sulla ricerca crittografica in Italia, De Cifris.

Commissione europea, Recommendation (EU) 2024/1101 on a Coordinated Implementation Roadmap for the Transition to Post-Quantum Cryptography, EUR-Lex.

Commissione europea, European Quantum Communication Infrastructure (EuroQCI) – Deployment updates for Eagle-1, Nostradamus, and SEEWQCI, Documenti ufficiali della Direzione generale delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie (DG CONNECT).

CORDIS / Commissione europea, Quantum Secure Networks Partnership (QSNP), Scheda informativa di progetto, Portale CORDIS.

ENISA, Post-Quantum Cryptography: Current state and recommendations, ENISA Publications.

European Parliament and Council, Directive (EU) 2022/2555 on measures for a high common level of cybersecurity across the Union (NIS2 Directive), EUR-Lex.

European Parliament and Council, Regulation (EU) 2021/821 setting up a Union regime for the control of exports, brokering, technical assistance, transit and transfer of dual-use items, EUR-Lex.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x