carbon farming

Crediti di carbonio in agricoltura: l’Ue avanza, Italia ancora in ritardo



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Il carbon farming attraversa una fase di maturazione a livello globale. In Italia l’adozione è ancora limitata, ostacolata da burocrazia, costi elevati e scarsa conoscenza. Le tecnologie digitali rappresentano un fattore chiave per migliorare la misurazione del carbonio e rafforzare la credibilità delle certificazioni

Pubblicato il 15 apr 2026

Andrea Bacchetti

Direttore Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia

Chiara Corbo

Direttrice dell'Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia

Cosimo Pacciani

Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia



carbon farming
Aerial view of combine harvester on wheat field. Agriculture and carbon footprint theme.


Il carbon farming – l’insieme di pratiche agricole finalizzate al sequestro del carbonio nel suolo e alla riduzione delle emissioni – si trova in una fase cruciale di transizione. Ecco lo stato dell’arte, con uno sguardo specifico alla situazione italiana.

  1. L’addizionalità indica che le pratiche di carbon farming devono generare benefici netti di sequestro del carbonio che vanno oltre quanto già previsto per legge o oltre le pratiche già in uso. ↩︎
  2. La permanenza si riferisce alla durata dello stoccaggio del carbonio rimosso nel suolo o nella biomassa vegetale. Requisito per la certificazione delle attività di carbon farming, garantisce che il carbonio sequestrato non venga rilasciato nuovamente nell’atmosfera dopo breve tempo ↩︎

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