Se fino a pochi anni fa la cosiddetta “Twin Transition”, che coniuga transizione digitale e sostenibile, poteva sembrare un concetto astratto e lontano, oggi rappresenta una necessità strategica per le imprese, non solo perché è fondamentale dare il proprio contributo nella riduzione globale dell’impatto ambientale, ma anche perché non è più un’opzione facoltativa in termini di competitività aziendale, indipendentemente dal mercato di riferimento.
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Twin transition e intelligenza artificiale: da concetto a necessità
Quanto detto è una chiara conseguenza dell’ascesa dell’intelligenza artificiale, che ha risolto diversi problemi di natura operativa, aprendo al contempo la strada a temi di consumo energetico, prestazioni di macchinari e strutture da efficientare, riorganizzazione del lavoro. Tutti nodi cruciali di cui i piani di sviluppo industriale di qualsiasi realtà devono per forza tenere conto nel prossimo futuro.
I tre obiettivi della twin transition per le imprese
Nella pratica, favorire il proprio core business con risorse apposite per affrontare la transizione energetica in combinazione con quella digitale ha un impatto concreto nel raggiungimento di tre obiettivi principali in vista dei quali ogni azienda deve lavorare: accrescere il valore del brand posizionandosi al meglio rispetto ai competitor, efficientare l’operatività interna a fronte di una costante riduzione dei costi e, infine, favorire l’accesso a incentivi e finanziamenti.
Reputazione e posizionamento: quando l’ESG rafforza il brand
Per quanto riguarda la brand awareness, innanzitutto bisogna evidenziare lo stretto legame che oggi esiste tra il posizionamento ESG di una società e la sua reputazione tra gli stakeholder e anche tra i clienti finali, per non parlare degli investitori, soprattutto quando si fa riferimento ad aziende quotate in Borsa, su ogni segmento di mercato.
Integrare nel proprio business il rispetto dei criteri di sostenibilità a 360 gradi migliora da un lato la percezione dell’attività, dall’altro riduce i rischi di non conformità normativa e garantisce una migliore attrattività dell’azienda anche per giovani talenti.
Inoltre, la tecnologia e l’intelligenza artificiale oggi rappresentano un acceleratore per modelli di economia circolare, che rappresentano il futuro dell’innovazione e dell’avanguardia in termini di impresa.
Efficienza e costi: l’impatto dell’AI su consumi, macchinari e logistica
Il secondo obiettivo è forse quello in cui è più evidente l’impatto dell’AI. Prevedere i consumi, avere un valido controllo di gestione sui macchinari e sulla logistica, insieme alla generale ottimizzazione delle risorse energetiche impiegate, non sono più optional, quanto piuttosto imperativi strategici oggi.
A questo proposito è, tuttavia, utile una precisazione. L’AI da sola non basta a ottimizzare i processi: ci vuole una capacità di controllo delle piattaforme utilizzate e una buona revisione di ogni passaggio, in modo da limitare l’errore umano, ma senza dipendere dalle macchine senza conoscerne adeguatamente il funzionamento.
Twin transition e intelligenza artificiale: tecnologia al servizio delle competenze
L’adozione delle piattaforme di intelligenza artificiale rappresenta uno strumento a supporto della competenza per gestire efficacemente la parte di execution delle strategie di transizione digitale e sostenibile delle aziende, a patto che queste siano utilizzate quali mezzi a supporto della competenza e del know how di professionisti esperti.
In mani pratiche, le risorse digitali moderne sono in grado di automatizzare task complessi, riducendo significativamente i tempi di sviluppo software e migliorando anche la gestione dei dati in tempo reale, efficientando anche eventuali tempi di intervento in caso di guasti o problematiche in qualsiasi punto della filiera aziendale.
Nondimeno, l’intelligenza artificiale è fondamentale per il monitoraggio e il reporting ESG, grazie alla possibilità di tracciare l’impronta di carbonio in maniera affidabile e puntuale lungo tutta la supply chain, facilitando l’adozione di modelli basati sull’economia circolare, senza inficiare le performance produttive della società in questione.
AI e persone: potenziare le competenze, non sostituirle
Più che sostituire l’uomo, quindi, l’AI è in grado di potenziare le competenze esistenti. I manager possono utilizzare analisi predittive per prendere decisioni rapide e basate su evidenze, riducendo i rischi legati all’esecuzione di progetti di trasformazione complessi.
L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel proprio core business non deve essere presa alla leggera e non bisogna commettere l’errore di pensare che possa immediatamente sostituire la forza lavoro.
Investimenti e misurazione: evitare slogan e greenwashing
È sempre importante quantificare, attraverso consulenti o personale esperto e professionale, sia l’investimento in AI e risorse affini, sia l’impatto sulle infrastrutture, in modo da ottenere un valido bilanciamento tra spesa, guadagno e miglioramento effettivo delle proprie performance.
È fondamentale, in questo senso, avvalersi di consulenti attenti, che sappiano quantificare le esigenze in termini ESG di un’attività. Oggi i parametri ESG non possono più permettersi di cadere nel greenwashing e in slogan basati sulla centralità di uno “stile eco friendly”, ma devono adeguarsi a precisi calcoli sulla base delle esigenze di ogni singola azienda.
Incentivi e bandi: perché serve una struttura ESG solida
In ultimo, non per importanza, l’accessibilità a bandi e finanziamenti. L’interesse pubblico, e il relativo sostegno in termini economico-finanziari da parte dei Governi, è decisamente orientato verso la valorizzazione di progetti che sappiano coniugare in maniera efficace e sostenibile innovazione e green.
Un esempio è dato dai bandi di riqualificazione urbana ed energetica, o dai destinatari inquadrati per l’ottenimento di fondi PNRR, o ancora si veda il piano “Transizione 5.0”, che prevede crediti d’imposta per investimenti che siano in grado di assicurare una contrazione dei consumi energetici.
Poter competere per l’assegnazione di finanziamenti del genere implica l’obbligo di possedere una chiara struttura in termini di ESG e un piano d’azione in ottica di Twin Transition.
Rating ESG e strumenti certificati: credibilità e premialità
Come operatore del settore, infine, mi permetto di sottolineare l’importanza di utilizzare strumenti, anche certificati, che consentano di misurare con precisione la capacità delle organizzazioni di gestire rischi e opportunità legati alla sostenibilità ambientale, sociale e di governance.
Un rating ESG, infatti, supporta le imprese nel rafforzare la propria competitività, facilitando l’accesso a nuovi mercati, l’ottimizzazione dei processi interni e la premialità nella partecipazione a bandi pubblici che richiedono attestazioni ESG.
Inoltre, un impegno misurabile e trasparente sui temi ESG consolida la credibilità aziendale, migliorando il dialogo con stakeholder, investitori e istituti finanziari.



















