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Accordi “SAFE”: vantaggi e opportunità per business angel e startup



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Introdotto in USA nel 2013 dall’incubatore Y-Combinator per predisporre una formula più snella di investimento e ormai da diversi anni utilizzato in Italia specialmente nella fase di early stage, il SAFE presenta condizioni favorevoli tanto per gli investitori quanto per le startup che lo utilizzano

Pubblicato il 30 lug 2024

Paolo Anselmo

Presidente Associazione IBAN



Investimenti ed Angel Investor: come attrarli in fase di mercato in calo

I business angel per la loro natura di investitori hanno l’abitudine di avere uno sguardo ampio e aperto verso quelle che possono essere nuove opportunità e occasioni per essere il miglior sostegno possibile per le startup che scelgono di sostenere e supportare. In questo senso è giusto soffermarsi su uno strumento, il SAFE, che nato poco più di 10 anni fa negli Stati Uniti consente agli investitori di intervenire attraverso una formula più snella e alle startup di ricevere finanziamenti con più agilità, fino ad arrivare ad altri ulteriori benefici per entrambe le parti coinvolte.

Cosa è il SAFE e quando viene utilizzato

“Simple agreement for future equity”, ecco l’acronimo che si nasconde dietro l’espressione SAFE. Spiegando ulteriormente questa primaria definizione si può dire che il SAFE è un contratto di investimento attraverso il quale un soggetto (safe holder) investe in cambio di uno strumento finanziario partecipativo, che gli attribuisce il diritto di convertire in equity ad un prezzo di favore, al verificarsi di uno specifico evento di liquidità (nuovo finanziamento, aumento di capitale, vendita quote di partecipazione, ecc.). La società utilizza l’importo per sviluppare il suo business model (scalabile e ripetibile) sul mercato e per attirare nuovi investitori. Un SAFE non è né debito né equity, non matura interessi e non prevede scadenze a breve termine. È un’alternativa ai convertible o ai warrant a vantaggio di società e investitori.

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La diffusione del SAFE in Italia

Le startup hanno iniziato a utilizzarlo in Italia, ma la sensazione forte è che i margini di diffusione siano ancora molto ampi e IBAN nelle scorse settimane, con il proprio comitato Tax&Legal, ha redatto un Vademecum che si propone appunto di diffonderne la conoscenza e l’utilizzo, soprattutto in fase seed ed early stage.

Non c’è un contratto appositamente normato in Italia per quanto riguarda il SAFE. La categoria giuridica più affine è quella degli strumenti finanziari partecipativi un tempo previsti solo per le s.p.a. e oggi estesi anche alle startup innovative. Si tratta di strumenti che consentono la partecipazione ai risultati dell’impresa e consentono di avere la possibilità di convertire tali strumenti in quote nell’ambito di un piano di incentivazione.

I vantaggi del SAFE per startup e investitori

Detto delle caratteristiche del SAFE è giusto mettere in evidenza quelli che sono gli aspetti che ne consigliano l’utilizzo sia da parte degli investitori che da parte delle startup. È noto come le fasi iniziali di vita di una startup siano quelle più complicate sotto molteplici punti di vista, non ultimo quello che riguarda le risorse economiche necessarie per sopravvivere.

Il SAFE rappresenta perciò un’opportunità per gli investitori che hanno la possibilità di sostenere business di nicchia, con piccoli e medi investimenti, garantendo all’iniziativa di crescere nelle fasi iniziali e di convertire le somme investite in quote o azioni della società finanziata a condizioni di favore rispetto a coloro che investono nei successivi round di finanziamento. Per l’imprenditore invece si tratta di un’occasione che consente di raccogliere capitali freschi in modo semplice e di finanziare un percorso di crescita che renda il business interessante in termini di volumi per tutti i soggetti coinvolti, incluso il venture capital.

Ampliando l’orizzonte valutativo e approfondendo il processo riflessivo emergono ulteriori elementi di interesse. Il SAFE è conveniente, in quanto può essere convertito in quote del capitale di una società, senza alcun costo di finanziamento, spese o altri costi per le parti interessate, divenendo così più agevole reperire nuove risorse finanziarie sul mercato; è neutro circa la generazione di passività non prevedendo né tassi di interesse o maturity date da sostenere, contrariamente a quanto avviene con altri strumenti di finanziamento anche convertibili; gli investitori che sottoscrivono il SAFE lo fanno a fronte di uno sconto (di norma tra il 15% e il 25%) da applicare in occasione del primo round di finanziamento in cui viene effettuata una valutazione scientifica della società da parte di soggetti professionali.

Inoltre il SAFE non richiede alcuna cessione immediata di quote né il dover riservare ai SAFE holder dei posti nel Consiglio di amministrazione, con l’autonomia societaria che viene così preservata e si sgrava di responsabilità gestionali l’investitore puro; il SAFE è fortemente liberale, è personalizzabile dal momento che investitori e società possono di volta in volta concordare condizioni diverse; con il SAFE la startup ottiene liquidità immediata che permette di sviluppare un business plan strutturato, volano per attrarre in seguito investitori di maggior spessore; infine con il SAFE gli investitori fanno una successful conversion. Quando infatti gli investitori di maggior spessore iniziano a investire nella startup (Series A Funding) i Family & Friends e i business angel potranno convertire in quote o azioni gli importi investiti durante il seed funding, alle stesse (convenienti) condizioni dei nuovi investitori.


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