startup

Venture Capital, sbloccare casse e fondi pensione: la mossa del Governo



Indirizzo copiato

Un emendamento in preparazione punta a superare i limiti del regolamento europeo GBER e ad ampliare la definizione di fondo di venture capital. L’obiettivo: sbloccare fino a 2 miliardi l’anno per le startup italiane e portare il sistema al passo con Francia e Germania. Ma ci sono ancora varie incognite

Pubblicato il 8 ott 2025

Maurizio Carmignani

Founder & CEO – Management Consultant, Trainer & Startup Advisor

Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
venture pensione




Approvata nel 2023 ed entrata in vigore nel dicembre 2024, la legge concorrenza doveva essere la norma capace di mobilitare le risorse della previdenza verso l’economia dell’innovazione: doveva essere una svolta copernicana per il sistema venture italiano, ancora asfittico. E’ stato proprio il ruolo di quei fondi a fare decollare il venture capital americano, infatti, dagli anni ’80.

Ma la misura introdotta con la legge concorrenza del 2023 si è arenata tra interpretazioni divergenti, riferimenti europei troppo stringenti e un sistema del venture capital ancora fragile. Così non ha trovato mai piena applicazione.

Di qui la necessità di una svolta attuativa reale. Ora in arrivo.

Venture e fondi pensione, cosa cambierà dal 2026

Per beneficiare dell’esenzione fiscale sui redditi finanziari, casse e fondi pensione già ora sarebbero obbligati a destinare una quota dei propri investimenti a fondi di venture capital. Tuttavia la legge della concorrenza ha fatto riferimento a una definizione di venture capital diversa da quella usata dal mercato.

Il riferimento, introdotto per semplificare i rapporti con Bruxelles sugli aiuti di Stato, ha finito per restringere eccessivamente la platea dei fondi eleggibili, escludendo gran parte dei veicoli italiani, compresi quelli gestiti da CDP Venture Capital.

Il governo, attraverso un’istruttoria congiunta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Economia, sta lavorando a un emendamento a una legge ancora da individuare (forse la Legge di Bilancio) per correggere la definizione di fondo di venture capital e superare il vincolo al regolamento UE 651/2015 (GBER).

La nuova formulazione dovrebbe eliminare il collegamento diretto al GBER, consentendo di includere un ventaglio più ampio di fondi operanti a condizioni di mercato.

In parallelo, la partenza del nuovo regime slitterà di un anno: le soglie minime di investimento obbligatorio (3% nel 2025, 5% nel 2026, 10% dal 2027) saranno ricalibrate con avvio effettivo dal 2026.

Le definizioni che la nuova norma intende superare

Nel quadro normativo attuale convivono due definizioni operative di fondo di venture capital.

  • La prima è quella contenuta nel decreto del 27 giugno 2019, relativo al Fondo di sostegno al venture capital, che identifica i fondi come soggetti che investono in PMI innovative in regime di esenzione ai sensi del GBER.
  • La seconda, più ampia, consente investimenti “a condizioni di mercato”, anche quando i requisiti GBER non sono rispettati.

Il nuovo intervento mira a unificare queste due logiche in una definizione unica, capace di includere anche operatori nazionali e internazionali che agiscono su criteri di mercato, ma con finalità di sviluppo tecnologico e industriale. Una semplificazione necessaria per attrarre nuovi capitali e superare un impianto normativo che ha frenato più che stimolato gli investimenti.

Un potenziale effetto leva da 2 miliardi l’anno dai fondi pensione

Dietro quella che può sembrare una correzione tecnica, si nasconde un cambio di passo politico e strategico. Il governo stima che la misura possa generare fino a 2 miliardi di euro aggiuntivi l’anno a beneficio del venture capital italiano, oggi ancora in una fase di maturazione. In Italia operano circa 80 fondi attivi, contro i 140 della Francia, con un asset under management medio di 60 milioni di euro (meno della metà dei valori francesi e tedeschi).

L’obiettivo non è solo quantitativo: creare una base di investitori istituzionali stabile, capace di sostenere le fasi di crescita delle imprese innovative, favorendo la nascita di filiere tecnologiche e la crescita industriale nel medio periodo.

Venture e fondi pensione: i problemi da superare

Il nuovo schema dovrà comunque passare al vaglio della Commissione europea, poiché la rimozione del riferimento al GBER comporterà una notifica preventiva. Se l’autorizzazione dovesse tardare, la norma rischierebbe un ulteriore slittamento. C’è poi un tema di capacità interna: per molti fondi pensione e casse di previdenza la gestione di asset ad alto rischio richiede competenze e governance diverse rispetto a quelle tradizionali.

Senza un rafforzamento delle competenze e un allineamento tra politiche pubbliche e strategia industriale, la norma rischia di restare un tentativo incompiuto. Ma se applicata con visione, può finalmente aprire al Paese una stagione di crescita basata sull’innovazione finanziata anche dalla previdenza privata.

In sintesi, che succede dal 2026

Dal 2026 l’Italia potrebbe finalmente disporre di un quadro più chiaro e competitivo per il venture capital, con la previdenza complementare chiamata a svolgere un ruolo di attore attivo nello sviluppo industriale.

Una norma che nasce per correggere errori tecnici, ma che potrebbe diventare la chiave di un riequilibrio strutturale del nostro ecosistema dell’innovazione.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Canali

People&Change

Tutti
AI IN AZIENDA
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
COMPETENZE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x