Blockchain e cripto economy

Venture Investing in criptovalute, Italia in ritardo: sfide e opportunità

Nell’ambito della economia della blockchain e delle criptovalute in particolare, l’Italia sta lentamente recuperando la differenza accumulata nei confronti della maggior parte dei mercati esteri, ma tanto resta ancora da fare. Una panoramica sullo stato dell’arte, le tendenze e le best practice a cui guardare

23 Dic 2021
Lorenzo Giustozzi

CEO e Co-Founder Chainside, Director Associazione BlockchainEdu, Blockchain Advisor MISE

criptovalute - stablecoin

Anche nel nostro paese, come all’estero, l’ecosistema di startup posizionate nel settore cripto sta crescendo rapidamente, e con esso gli investimenti focalizzati sul compartimento. Eppure, il confronto tra i numeri italiani e gli standard internazionali è ancora scoraggiante.

Per comprendere il perché di questo ritardo, ripercorriamo la storia dell’economia legata alle criptovalute in relazione al ruolo del Venture Investing, per evidenziare l’opportunità di guadagno che rappresenta per la filiera e anticipare le tendenze future di investimento nelle società focalizzate sul compartimento.

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L’evoluzione della cripto economy

L’economia della blockchain, e delle criptovalute in particolare, sta crescendo a ritmi impressionanti, con ripercussioni su tutte le sfere economiche e finanziarie a livello mondiale. Le startup che hanno saputo posizionarsi in maniera strategica scommettendo sullo sviluppo della filiera segnano oggi risultati di successo sui fronti della capitalizzazione, dell’aumento del numero di operazioni gestite e dell’attrazione di investimenti.

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In questo senso, il compartimento del Venture Capital ha iniziato a spingere fortemente per sostenere l’espansione di imprese del settore, fino al punto di creare nuovi vettori finanziari specialmente dedicati al finanziamento di società nel campo cripto.

In alcuni casi, le aziende lanciate sull’onda delle criptovalute hanno anche raggiunto capitalizzazioni che superano il valore di istituti bancari o fondi di investimento tradizionali. Coinbase, piattaforma di scambio di criptovalute, è entrata in borsa nell’Aprile 2021 e ha visto lievitare il suo valore di mercato a 81 miliardi di dollari (superiore a BNP Paribas, Ford o Enel). Sempre quest’anno, Chainalysis, startup nata nel 2017 per tracciare e raggruppare le transazioni di criptovaluta sulla blockchain, ha ottenuto un finanziamento di 100 milioni che ha portato la valutazione della società a 4 miliardi di dollari. E ancora, sul fronte dell’infrastruttura per l’economia delle criptovalute, la startup Alchemy – anche chiamata “Amazon Web Service delle cripto” – pur avendo solamente 22 dipendenti, ha creato una soluzione utilizzata per muovere oltre 30 miliardi di dollari in transazioni.

Fondi VC e Startup Crypto: dalla reticenza all’affinità

I fondi di capitale di rischio (solitamente chiamati Venture Capital Funds, o più brevemente VC Funds) sono vettori finanziari composti da un gruppo di investitori che desidera ottenere rapidamente grandi profitti attraverso una o più scommesse su imprese o progetti ad alto rischio. Per la loro natura, i fondi VC hanno avuto un ruolo fondamentale nella nascita e crescita di imprese posizionate sul settore delle criptovalute, ma questa affinità non è stata scontata fin dall’origine.

Nei primi anni dall’apparizione della blockchain e delle criptovalute, gli investitori VC mantenevano una postura diffidente verso finanziamenti di progetti e startup legati a una tecnologia tanto stimolante quanto sconosciuta alla maggior parte degli operatori tradizionali. Le ragioni dietro questo scetticismo derivavano prevalentemente dall’assenza di studi e analisi dettagliate sul funzionamento della tecnologia; dalla mancanza di regolamentazione sulle possibili implicazioni di nuovi strumenti associati alla blockchain; dall’opposizione generalizzata degli investitori istituzionali (banche centrali, istituti di credito, fondi di private equity, ecc.) e dalla lenta adesione del mercato.

Tuttavia, seppur inizialmente diffidenti verso l’economia delle criptovalute, i fondi di Venture Capital hanno cominciato a investire progressivamente nella filiera, ottenendo in pochi anni risultati di successo, che sarebbe stato difficile raggiungere finanziando altre tipologie di società innovative. A partire dal 2017, con l’aumento vertiginoso dei prezzi del Bitcoin e di tutte le altre criptovalute, i fondi VC cominciano a portare maggiore attenzione verso lo sviluppo del settore, con il totale dei finanziamenti ottenuti dalle imprese del settore è cresciuto del 700% in quattro anni (oltre 7 miliardi investiti da gennaio a settembre del 2021).

Questo fenomeno può essere motivato da sia dalla crescita irrefrenabile del valore delle criptovalute, ma anche dall’entrata di investitori tradizionali nel compartimento, che ha aumentato la fiducia di altre categorie di finanziatori, prima riluttanti all’idea di scommettere su una risorsa considerata troppo volatile e quindi rischiosa.

Nel marzo 2021, oltre il 58% dei 3400 investitori istituzionali intervistati da JP Morgan hanno affermato che i crypto-assets sono «here to stay».

L’affermazione delle Criptovalute e la nascita di Fondi VC specializzati

Nate a partire dal 2008 con il lancio del Bitcoin, le criptovalute sono asset digitali decentralizzati che utilizzano tecniche crittografiche e sistemi di incentivazione per garantire la sicurezza degli scambi tra gli utenti. Non esistono enti centrali che intermediano le transazioni e le regole con cui avvengono gli scambi sono scritte in un software open-source pubblicamente verificabile. Questi nuovi strumenti di scambio sono stati abilitati dallo sviluppo di reti decentralizzate basate sulla tecnologia blockchain. Infatti, generalmente, non sono emessi da alcuna autorità centrale, il che le rende teoricamente immuni da interferenze o manipolazioni.

Dalla loro apparizione a oggi, il numero di criptovalute e di aziende ad esse collegate non ha mai cessato di crescere. Nello spazio di dieci anni, gli investimenti in società posizionate nel settore della blockchain e le criptovalute passavano da qualche centinaio di migliaia di dollari a oltre un miliardo (2017). L’arrivo delle criptovalute ha poi aperto la strada al lancio di molteplici prodotti e servizi che si basano su queste nuove risorse. Dal supporto all’attività di espansione delle reti blockchain (tramite sviluppo di protocolli open source, implementazione di soluzioni scalabili e lavoro su aspetti normativi), al mining, passando per gli exchange, i servizi finanziari (wallet di valute virtuali, Custodian services e Fondi di Investimento), di pagamento e di consulenza; oggi osserviamo la nascita di segmenti dell’economia cripto che stanno trainando la trasformazione della finanza mondiale.

Con la crescita del valore delle criptomonete e degli investimenti, si è osservato un aumento della tipologia di startup finanziate da VC. Nel 2021, le startup che erogano servizi mediante la tecnologia blockchain hanno segnato risultati oltre ogni aspettativa. Solo nei primi 9 mesi dell’anno, tutti i precedenti record di quotazione, investimento e crescita sono stati superati:

  • Gli investimenti totali in startup del settore hanno superato i 15 miliardi di dollari a livello globale, con un incremento del 384% sul 2020 (e mancano ancora i dati sugli ultimi tre mesi);
  • Si sono registrati 15 mega-round di investimento (finanziamenti che superano i 100 milioni di dollari);
  • Il numero delle startup blockchain considerate “unicorni” (con una valutazione che supera il miliardo di dollari) è aumentato a 31;
  • I finanziamenti a società specializzate nello scambio di criptovalute sono aumentati del 2240% dall’anno precedente, con oltre 2 miliardi di dollari totali;
  • Le aziende che propongono la gestione di portafogli di criptovalute hanno aumentato gli investimenti totali del 26% rispetto al 2020, superano i 4 miliardi di dollari;
  • Le imprese che si occupano di Non Fungible Tokens (NFT) hanno visto gli investimenti aumentare del 6523% da un anno all’altro, a oltre 2 miliardi

Tra le maggiori operazioni di investimento nel settore, possiamo menzionare i più recenti successi a livello di finanziamenti in startup blockchain / crypto. A livello globale, il round di finanziamento di $ 900 milioni dell’exchange di criptovalute FTX ha guidato tutte le operazioni azionarie nel terzo trimestre dell’anno, seguito da un aumento di $ 680 milioni dalla piattaforma francese di NFT Sorare e da un round di finanziamento da $ 431 milioni da parte della società di mining Genesis Digital Assets.

In generale, si è osservato come molti VC hanno adottato modelli di business “pick and shovel” poiché riconoscono nuove opportunità nell’investimento in pepite tecnologiche che hanno il potenziale per crescere e diventare campioni del futuro. Le organizzazioni pick and shovel sono aziende legate alle criptovalute che forniscono servizi derivati ​​alla stessa base di utenti. Il fenomeno mostra la diversificazione degli investimenti che vengono fatti nella filiera, progressivamente trascinati dall’espansione della tecnologia blockchain e delle sue sperimentazioni.

Nascita e crescita di Crypto VC Fund

Negli ultimi anni, con il consolidarsi dell’economia delle criptovalute e l’allargamento delle loro applicazioni a diversi settori, l’appetito dei VC verso la blockchain e le valute virtuali si è rafforzato fino al punto di vedere la nascita di fondi esclusivamente dedicati a investimenti nel compartimento.

Secondo uno studio presentato da Market Research Future, “si prevede che il mercato della blockchain a livello mondiale crescerà da 231 milioni di dollari nel 2017 a 6.7 miliardi di dollari entro il 2023, con un tasso di crescita annuale (CAGR) del 75,2%.”

Ad aprire la strada è stato Blockchain Capital, che ha creato il primo fondo di investimento tokenizzato al mondo e il primo token di sicurezza del settore blockchain, il BCAP, che è stato venduto tramite un’offerta di security token nell’aprile 2017. Da quel momento, malgrado le fluttuazioni dell’economia crypto, il numero di vettori finanziari posizionati sulla filiera ha continuato a crescere senza paragoni rispetto ad altri segmenti dell’ecosistema di innovazione.

Per dare un’idea dell’espansione di quella che era considerata una nicchia, solo nell’ultimo anno, questi speciali operatori VC hanno prosperato seguendo i ritmi di crescita delle criptovalute. Coinbase Ventures è stato tra gli investitori più attivi, partecipando a 19 operazioni nel primo trimestre del 2021, secondo i dati di PitchBook Andreessen Horowitz – uno dei maggiori fondi VC al mondo – ha chiuso il suo secondo fondo focalizzato sulle criptovalute con 515 milioni di dollari l’anno scorso, e ha partecipato a cinque delle 25 maggiori operazioni del periodo, tra cui Dapper Labs, la banca di risorse digitali Anchorage e la startup Eco.

Oltre alla crescita del numero di fondi concentrati sul segmento delle criptovalute, è anche il capitale che essi gestiscono a lievitare di anno in anno. Negli ultimi mesi, i fondatori di Paradigm Fred Ehrsam e Matt Huang hanno raccolto 2,5 miliardi di dollari per il loro primo fondo di venture capital, Paradigm One : il più grande veicolo di investimento nel suo genere dedicato allo spazio cripto.

Economia Crypto/Blockchain e Investimenti VC in Italia

Come abbiamo visto, i fondi di investimento VC, che prima erano riluttanti all’idea di finanziare imprese o progetti nel settore criptovalute, sono oggi in prima linea per valutare qualsiasi opportunità nel settore, a dimostrazione della fiducia acquisita dal compartimento. Ma cosa ne è dell’Italia?

L’Italia sta lentamente recuperando la differenza accumulata nei confronti della maggior parte dei mercati esteri, ma tanto resta ancora da fare.

Il nostro paese sconta un ritardo nei confronti di tutti i partner esteri che è attribuibile a una serie di fattori concomitanti:

  • Non esistono fondi di investimento specialmente dedicati alle startup blockchain (quindi neanche sul compartimento criptovalute);
  • Non esistono Osservatori focalizzati sullo studio delle tendenze di crescita del settore, con relativa assenza di dati sulla crescita del numero di società, l’investimento medio che viene proposto e le traiettorie di espansione fuori dal paese;
  • Non esiste una normativa nazionale chiara che possa incentivare gli investitori a posizionarsi sulla filiera, per paura di dover subire i contraccolpi di un cambio regolatorio.

Un possibile indice per studiare il divario che esiste tra i VC italiani che investono in criptovalute rispetto al resto del continente può derivare dal confronto fra i numeri sugli investimenti ottenuti da startup blockchain e cripto in Italia e in Europa. Nel 2020 nel continente, il totale degli investimenti verso startup della filiera blockchain e DeFi supera il miliardo di dollari (esattamente 1.1 miliardi). Nello stesso anno, il totale degli investimenti italiani sul segmento raggiunge i 30 milioni di euro. Questo significa che il nostro paese conta per meno del 3% del totale degli investimenti UE in startup che operano via blockchain o criptovalute.

Sempre a livello europeo, la media di investimento che riceve una startup posizionata nella filiera cripto è di 3 milioni di dollari, mentre lo stesso dato non supera i 200.000 euro in Italia, con un record segnato recentemente da Young, piattaforma per l’acquisto di criptovalute che ha ricevuto un finanziamento da 3.5 milioni di euro a giugno 2021.

Conclusioni

Proponiamo, in conclusione, cinque elementi di riflessione basati sull’osservazione delle best practices internazionali nel settore VC in ambito cripto.

  • A livello internazionale, il 78% degli investimenti in startup blockchain sono della tipologia pre-seed (cioè i primi investimenti che ottiene una nuova società, spesso neanche considerati nel totale dei finanziamenti ottenuti). In Italia, si tende a voler scommettere su società che sono già avviate alla crescita, privilegiando i finanziamenti di tipo A-round e successivi. Le migliori pratiche internazionali dimostrano che l’assenza di capitale nelle prime fasi di sviluppo delle startup è un ostacolo dirimente per la maggior parte dei fondatori e può spingere giovani talenti ad andare all’estero per creare le loro imprese.
  • I fondi VC hanno spesso a cuore la rapidità del ritorno sull’investimento, e cioè il recupero delle somme spese entro un certo orizzonte temporale. Purtroppo, però, questa urgenza di capitalizzare non coincide sempre con i tempi di maturazione delle imprese imposti dal mercato, e questo è particolarmente vero nel caso di tecnologie esponenziali. Sembrerebbe opportuno che i fondi VC italiani facessero scommesse su un periodo di tempo più ampio, per avere modo di cogliere tutti i frutti di investimenti che maturano solo nell’arco di 5-10 anni.
  • Gli operatori privati del segmento Venture Capital dovrebbero dialogare con il Governo nazionale e le amministrazioni locali per anticipare possibili cambi normativi che potrebbero avere un impatto negativo sulla filiera, dimostrando con dati alla mano il potenziale di crescita del compartimento e tutte le ricadute positive per il paese. Creare un’asimmetria di comunicazione tra diversi investitori privati mina le rivendicazioni di tutta la filiera e indebolisce l’opportunità di allineare il pubblico alle esigenze del privato.
  • Sarebbe importante creare e consolidare rapporti diretti tra il settore privato, le università e i centri di ricerca, per formare studenti e giovani ricercatori come talenti specializzati. In questo processo, il ruolo dei Fondi VC è cruciale in quanto hanno connessioni con tutti gli operatori pubblici e privati nel campo dell’innovazione e, a medio termine, potrebbero beneficiare di una maggiore coordinazione con il settore accademico per avere più progetti da valutare, un ampio numero di lavoratori specializzati da ingaggiare e una cultura generale più acuta sulla tematica blockchain.
  • Appare urgente attivare collaborazioni con partner esteri per spingere subito le società a internazionalizzare le proprie attività. L’economia blockchain non è infatti limitata all’Italia e qualsiasi azienda che si posiziona su questa filiera con un’idea innovativa di prodotto, servizio o processo ha fin da subito il potenziale per crescere in altri mercati. In questo senso, uno dei principali ruoli del VC dovrebbe essere quello di prendere per mano le giovani pepite tecnologiche e facilitare la loro espansione in nuovi paesi.
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