Apple, Google e Telecom, tre vie per sdoganare i pagamenti mobili

TELECOM ITALIA

Cupertino ha sdoganato l'Nfc con un proprio sistema integrato nei chip, mentre l'operatore italiano punta su nuove sim. Google usa invece il cloud. Diverse strade verso una sola direzione: il trionfo dei pagamenti digitali, grazie alla forza diffusiva degli smartphone

di Margherita Miali, Innovation Development di Telecom Italia

Il 9 settembre 2014 TIM Cook ha annunciato il lancio di Apple Pay, il sistema di pagamento messo a punto da Apple, che sfrutta la tecnologia NFC ed il Secure Element dei nuovi iPhone e che sarà disponibile in Europa nel 2015.

Apple finalmente sdogana la tecnologia NFC per i mobile payment, spinta dagli operatori mobili e da  alcune banche, tecnologia già adottata da alcuni big (vedi Google e i principali circuiti come Visa, Mastercard e American Express) e messa in dubbio da altri (vedi PayPal).

L’ingresso in campo di Apple, oltre a confermare le scelte fatte dagli operatori mobili e dalle banche, accende i riflettori sulle nuove relazioni che si verranno a stabilire nel mondo dei pagamenti.

Fino a pochi anni fa il business dei pagamenti elettronici era chiuso tra banche, circuiti e loro fornitori; con i mobile payment nuove figure entrano nella filiera, come gli operatori mobili, i fornitori di smartphone e SIM ed i tanto temuti operatori “Over The Top”, primi tra tutti Google ed Apple. Come questi sposteranno il business si capirà in un futuro prossimo.

I nuovi operatori hanno interessi diversi tra loro e, fatta eccezione di PayPal che opera direttamente sui pagamenti e da essi trae i propri ricavi, in molti casi i mobile payment saranno uno strumento a supporto del core business delle aziende coinvolte (es. raccolta dati e pubblicità per Google, vendita di terminali e rafforzamento della propria piattaforma per Apple, consolidamento della customer base e dell’ARPU per gli operatori mobili) oppure come trampolino di lancio per nuovi servizi. Sicuramente l’ingresso in campo dei nuovi operatori darà nuova spinta al settore, incrementando l’uso dei pagamenti elettronici. Questa ipotesi è supportata dall’attenzione mostrata loro dai circuiti di pagamento, con cui hanno stretto accordi strategici.

In paesi come l’Italia, dove il contante è ancora il principale strumento di pagamento e dove il telefonino è così diffuso e apprezzato, la disponibilità dei mobile payment potrebbe finalmente spostare i pagamenti dal contante alla moneta elettronica, con tutti i vantaggi che ne deriverebbero sul fronte della lotta all’evasione e su quello della sicurezza. Proprio la sicurezza è una delle principali preoccupazioni degli utenti quando pensano di utilizzare la carta di credito, a maggior ragione se la pensano “smaterializzata” nello smartphone. Ma un pagamento con carta di credito è molto più sicuro di uno in contanti, la perdita di un portafogli pieno di contanti è sicuramente più rischiosa della perdita di un telefonino abilitato ai mobile payment.

La sicurezza è infatti il driver principale nella definizione delle caratteristiche di un sistema di mobile payment; nei diversi modelli che si stanno affermando, elemento comune è la presenza di un Secure Element, uno spazio sicuro in cui conservare i dati che non devono finire in mani sbagliate. Gli operatori mobili hanno scelto la SIM come Secure Element, che oltre alla sicurezza permette di portare le informazioni da uno smartphone all’altro, Apple ha scelto un chip sul telefono, Google ha scelto la rete.

Risolto il dubbio della sicurezza, usare il telefonino per pagare porta con sé solo vantaggi: è sempre con me, è comodo, quando pago posso controllare lo stato del conto in tempo reale.

Telecom Italia si occupa di mobile payment da parecchi anni, lavorando attivamente in GSMA con altri operatori mobili e con i fornitori di smartphone e SIM per definire ed adottare degli standard comuni con il settore dei pagamenti elettronici (EMV e Global Platform sono solo alcuni dei riferimenti). Gli standard sono stati la base per costruire un’infrastruttura che è a disposizione delle banche.  Esse ora possono virtualizzare le carte di pagamento sulle nuove SIM di TIM, permettendo ai clienti in possesso di uno smartphone NFC Android e presto Windows Mobile di pagare con il proprio telefonino presso gli oltre 200.000 POS NFC abilitati in Italia e milioni nel resto del mondo.

Le nuove SIM “NFC” sono disponibili per i clienti TIM da giugno 2014, insieme all’applicazione TIM Wallet che guida alla scelta, installazione e utilizzo della carta di pagamento sullo smartphone. A partire da ottobre 2014 TIM Wallet darà la possibilità ai clienti TIM di attivare la TIM SmartPAY, la carta prepagata sviluppata con Visa ed Intesa Sanpaolo che permetterà anche a chi non ha una carta di pagamento o un conto in banca di pagare con il proprio telefonino.

I mobile payment sono solo uno dei nuovi servizi che potremo attivare nei prossimi mesi con i nostri smartphone. La tecnologia NFC, le nuove SIM e applicazioni come TIM Wallet ci permetteranno presto di lasciare a casa il portafogli, mettendo tutto nel telefonino, dalla tessera trasporti alle carte fedeltà, il badge aziendale, le chiavi di casa, la chiavetta per i distributori automatici.

Il sogno si è finalmente avverato: il telefonino fa anche il caffè!

03 Ottobre 2014

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