Dai Villaggi digitali al Tix: così la Toscana cambia pelle

AGENDE REGIONALI

La Regione è fra le più attive sul fronte dei progetti che mirano a traghettare la PA nell'era della digitalizzazione. Fra le proposte anche un diritto di cittadinanza minimo garantito. Ma la vicepresidente Targetti avverte: "Ancora sottovalutato il ruolo delle Regioni, eppure rappresentano lo snodo fondamentale per fare l'Agenda nazionale"

di Mila Fiordalisi

Condivisione degli obiettivi e cooperazione per gestire il processo di innovazione della Pubblica amministrazione, dematerializzazione dei documenti, creazione di “villaggi digitali” e last but not least il Tix (Tuscany Internet eXchange), il primo data center regionale mai realizzato in Italia. Questi, in sintesi, i pilastri della strategia portata avanti dalla Regione Toscana per traghettare il territorio nell’era della digitalizzazione e contribuire alla realizzazione del “cantiere” digitale nazionale.

È la razionalizzazione della governance ad aver consentito all’amministrazione regionale di spingere l’acceleratore. “In Toscana la governance del processo di innovazione della Pubblica Amministrazione è sempre stata basata sull'idea di condivisione degli obiettivi, della cooperazione e della compartecipazione attraverso la Rete Telematica Regionale Toscana, che è allo stesso tempo una rete di soggetti pubblici (Enti e Regione Toscana) e un'infrastruttura tecnologica (nodo regionale del sistema pubblico di connettività)”, spiega la vicepresidente Stella Targetti, la quale ha la responsabilità di sistemi informativi, infrastrutture tecnologiche, e-government, sviluppo della società dell'informazione. “Nell'ambito della RTRT, la Regione Toscana – puntualizza - ha sempre agito nel rispetto dell'autonomia degli Enti e del libero mercato, richiedendo il rispetto degli standard tecnologici condivisi per garantire l'interoperabilità fra Enti e promuovere il riuso di soluzioni fra gli stessi, incoraggiando così una forte partecipazione al processo di innovazione della PA”. Secondo Targetti è dalle infrastrutture di connettività che passa “anche l'opportunità di sviluppo delle imprese che innovano attraverso la rete e di quelle internet based”. Di qui l’appello al governo centrale di dotare il Paese di una strategia sulle reti nonché di un’offerta di servizi “per dare vita a un circolo virtuoso che vedrà crescere nei prossimi anni la domanda di connettività a banda larga”.

La Regione si è data una propria Agenda digitale che fra le proprie misure strategiche promuove la creazione di “Villaggi Digitali” ossia di territori - coincidente con un Comune o Unione di Comuni - ad alta intensità ed integrazione di servizi digitali per cittadini e imprese. “Abbiamo aperto un avviso pubblico – annuncia Targetti -: gli Enti locali che aderiranno si impegnano ad implementare alcuni servizi base attraverso la digitalizzazione di intere filiere di procedimenti amministrativi, mediante le infrastrutture tecnologiche abilitanti messe a disposizione dalla Regione Toscana attraverso i sistemi di accesso e sicurezza condivisi e garantiti a livello regionale”.

La Regione punta inoltre a promuovere “un diritto di cittadinanza digitale minimo garantito attraverso un LEP (livello essenziale della prestazione), costituito dai servizi base che i villaggi digitali si impegnano a garantire”. Sul territorio toscano – ricorda la vicepresidente – ci sono 287 Comuni di cui 135 con meno di 5000 abitanti e 87 con meno di 3000: “Evidentemente non tutti hanno la stessa capacità di investimento e dotazione di competenze, ma sono chiamati a dare le stesse risposte ai propri cittadini. Vanno bene i campioni dell'innovazione, ma noi abbiamo il dovere di supportare la coesione di un territorio. Non dimentichiamo poi che ben il 47% dei Comuni in Toscana deve iniziare a gestire in forma associata le funzioni fondamentali: una vera rivoluzione e un'opportunità per fare un salto di qualità nella reingegnerizzazione dei processi con le tecnologie. I Villaggi Digitali servono anche a questo”.

Secondo Targetti però il ruolo delle Regioni deve essere “potenziato”: “Fino ad oggi le Regioni hanno avuto un ruolo marginale, anche se a onor del vero è soltanto di recente, e più precisamente con il governo Monti, che si è iniziato a parlare di Agenda digitale in Italia. L'impostazione che il governo Letta - almeno attraverso le parole e le strategie annunciate dal supercommissario Francesco Caio e dal direttore dell'Agenzia per l'Italia Digitale Agostino Ragosa - è confortante. Si è capito che le Regioni sono uno snodo fondamentale nell'articolazione di un sistema nazionale e che spesso in questi anni hanno portato avanti iniziative importanti, oggi best practice, in assenza di una politica nazionale”.

Da sanare – secondo Targetti – la questione della frammentarietà delle competenze fra livelli istituzionali e soggetti diversi e fra ambiti diversi, considerata la natura trasversale e abilitante delle tecnologie Ict. “La frammentazione delle competenze rappresenta una criticità e la digitalizzazione è un'opportunità per superarla”, dice Targetti. “Occorre mettere al centro il cittadino utente come destinatario di servizi pensati come processi completi attraverso la digitalizzazione di intere filiere di procedimenti amministrativi, nei quali i vari soggetti coinvolti nella produzione interagiscono e concorrono secondo modalità predefinite, standardizzate e automatizzate, accessibili con una procedura semplice e omogenea”. In Toscana, ad esempio, ricorda la vicepresidente la sola dematerializzazione del ciclo ordine-bolla-fattura nell'acquisto dei farmaci, in base a dati elaborati dal Politecnico di Milano, ha comportato un risparmio - nei soli primi nove mesi del 2012 - di oltre 700mila euro per la sanità toscana e di circa 382mila euro per le industrie farmaceutiche.

Alle azioni già portate a compimento se ne aggiungeranno presto di nuove: per rafforzare il ruolo del TIX, “i fornitori di gestionali sul territorio potranno utilizzarlo come luogo di erogazione dei propri servizi, rendendoli “compliant” attraverso un processo di accreditamento che renderà possibile l'integrazione con le infrastrutture presenti e quindi l'arricchimento del prodotto stesso (a esempio il gestionale delle multe integrato con la piattaforma regionale dei pagamenti). Per questo stiamo lavorando ad un catalogo dei prodotti TIX Compliant”, annuncia Targetti.

La vicepresidente ci tiene a puntualizzare che anche nell’ambito del progetto che mira a riorganizzare i data center pubblici la Toscana è all’avanguardia: “Il primo data center regionale mai realizzato in Italia è proprio il TIX della Regione Toscana, mentre altre regioni si stanno muovendo ora, come Emilia Romagna e Lombardia. Il TIX è un Data Center moderno che offre servizi con il paradigma del cloud. È stato inaugurato nel 2011 e oggi è l'infrastruttura strategica più importante a disposizione della PA Toscana e non solo”. E la Regione punta a esportare il proprio “gioiello”: “Auspichiamo che Il TIX – conclude Targetti - possa davvero diventare nodo territoriale di un sistema nazionale di data center in cloud  sicuro perché in mano pubblica”.
 

 

30 Ottobre 2013

TAG: regioni, toscana, targetti, fiordalisi, datacenter