Antitrust

Agcm su Meta AI, perché è un caso da manuale per il futuro



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L’Agcm (antitrust italiano) amplia il procedimento A576 contro Meta AI e apre un cautelare sulle nuove clausole WhatsApp: al centro tying, rifiuto di accesso e rischio di vantaggio indebito nel nascente mercato dei servizi di intelligenza artificiale generativa per i consumatori

Pubblicato il 27 nov 2025

Sergio Boccadutri

Consulente antiriciclaggio e pagamenti elettronici



meta antitrust whatsapp

Con la delibera del 25 novembre 2025, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm o Antitrust) italiano ha impresso un’accelerazione significativa al procedimento A576 avviato lo scorso luglio nei confronti del gruppo Meta. L’Autorità ha disposto l’ampliamento dell’istruttoria originaria, estendendola a una nuova condotta potenzialmente abusiva, e ha contestualmente avviato un procedimento cautelare ai sensi dell’articolo 14-bis della legge n. 287/1990, finalizzato all’adozione di misure urgenti per prevenire danni gravi e irreparabili alla concorrenza nel mercato dei servizi di intelligenza artificiale generativa.

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