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Software libero: il vantaggio competitivo nell’era cloud e AI



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Il software FOSS offre vantaggi economici e strategici alle aziende nell’era cloud e intelligenza artificiale. L’analisi del TCO dimostra superiorità rispetto alle soluzioni proprietarie. Flessibilità multi-cloud, autonomia tecnologica e sostenibilità ambientale rendono l’open source la scelta vincente

Pubblicato il 4 feb 2026

Italo Vignoli

Open Source Software Advocate



foss open source

Il software FOSS (Free and Open Source Software) è diventato una scelta strategica per le aziende che puntano su efficienza economica e indipendenza tecnologica. Nell’era del cloud computing e dell’intelligenza artificiale, il modello open source offre vantaggi concreti che le soluzioni proprietarie non possono garantire.

TCO del software FOSS: oltre il mito della gratuità

Vediamo allora i vantaggi del software libero e open source (FOSS) per le aziende nell’era del cloud e dell’intelligenza artificiale, e conclude un confronto tra il TCO – total cost of ownership – del FOSS e delle soluzioni proprietarie, un confronto che va avanti da anni e viene troppo spesso descritto come un compromesso tra la gratuità della licenza e la presenza di servizi di supporto professionale.

In realtà, quando le aziende fanno un’analisi approfondita del TCO che prende in esame sia i costi diretti sia il valore strategico, il FOSS emerge quasi sempre come la scelta migliore, perché i suoi costi si traducono sempre in vantaggi tangibili.

Multi-cloud e libertà dai fornitori: il vantaggio competitivo

L’era del cloud computing ha amplificato i vantaggi del software open source, mettendo in luce i punti deboli di quello proprietario.

Il FOSS permette di adottare strategie multi-cloud impossibili con il software proprietario. È possibile eseguire lo stesso stack software su AWS, Azure, Google Cloud o on premise, evitando il lock in dei fornitori di soluzioni cloud.

Container e Kubernetes: l’ecosistema open source domina il mercato

I servizi cloud proprietari, infatti, creano una nuova forma di lock in, perché dopo aver creato un’infrastruttura con i servizi di un vendor, la migrazione da questo agli altri vendor è estremamente costosa. Al contrario, l’infrastruttura basata sul FOSS è abbastanza agevole da migrare, in funzione di come è stata impostata dall’inizio.

La rivoluzione dei container, con Docker, Kubernetes e l’ecosistema circostante, è quasi interamente basata sul FOSS, e questo consente di avere maggiore coerenza tra ambienti di sviluppo e produzione; un utilizzo più efficiente delle risorse; una più rapida distribuzione delle risorse e una maggiore scalabilità; e dei sistemi resilienti e in grado di autoripararsi. Le alternative proprietarie non hanno un ecosistema, e non hanno la stessa velocità di innovazione dei container FOSS.

Edge computing e IoT: perché Linux è la scelta obbligata

L’edge computing e i dispositivi IoT hanno bisogno di sistemi operativi leggeri e flessibili, facili da personalizzare. Per questo motivo, Linux domina questo settore perché:

  • non ha costi di licenza per dispositivo (un aspetto fondamentale nel caso di implementazioni su larga scala);
  • è facile da personalizzare anche sui dispositivi con risorse limitate;
  • offre la trasparenza necessaria per le applicazioni strategiche per la sicurezza;
  • ed è supportato dalla comunità per le implementazioni con diversi tipi di hardware. I sistemi operativi proprietari non sono in grado di competere sotto il profilo economico.

Prolungamento del ciclo hardware e sostenibilità ambientale

Oltre a questi vantaggi tecnici, il software libero e open source offre altri vantaggi che non rientrano in un classico calcolo del TCO, ma permettono di risparmiare in modo significativo sia nel breve che nel lungo periodo.

Il primo di questi vantaggi, particolarmente attuale alla luce di quello che sta succedendo a tutte le aziende in relazione all’abbandono di Windows 10 da parte di Microsoft, che costringe in molti casi ad abbandonare hardware attuale e funzionante per passare alle irragionevoli necessità di Windows 11, è la capacità di funzionare anche con PC un po’ datati, abbandonati dal software proprietario per motivi puramente commerciali.

Impatto economico e ambientale del riutilizzo hardware

Il prolungamento del ciclo di vita delle piattaforme hardware ha conseguenze positive sui costi di acquisto, che vengono distribuiti su un arco temporale molto più lungo, sulla riduzione dell’impronta di carbonio legata alla produzione di nuovo hardware, e di conseguenza sulla quantità dei rifiuti elettronici da smaltire, con un impatto positivo sull’impatto ambientale. Fattori determinanti in un periodo in cui aumenta il numero delle aziende attente a questi aspetti.

Inclusione digitale e sovranità dei dati con il software libero

Inoltre, il FOSS favorisce l’inclusione digitale e l’accessibilità, ovviamente in base alle politiche implementate a livello governativo dai ministeri competenti. In Italia, l’educazione è nelle mani di Microsoft grazie a una politica di servilismo che ignora qualsiasi diritto alla privacy degli studenti (Microsoft 365 è fuori legge in numerosi Paesi europei perché non rispetta il GDPR), per cui l’inclusione digitale è riservata a chi può permettersi di pagare le licenze, mentre l’accessibilità viene rispettata e il software FOSS rappresenta una scelta alle soluzioni proprietarie.

Naturalmente, il FOSS conserva le sue caratteristiche di trasparenza anche nel caso delle soluzioni cloud, per cui consente alle aziende che lo implementano di verificare la solidità e la sicurezza delle soluzioni senza doversi fidare ciecamente delle affermazioni dei vendor, e garantisce la sovranità digitale in quanto permette di controllare sia la localizzazione dei server su cui girano le applicazioni sia lo scambio dei dati con i server stessi, per proteggere la confidenzialità e la privacy su tutta la catena del valore.

Intelligenza artificiale: l’infrastruttura è open source

L’intelligenza artificiale ha bisogno di un’enorme potenza di elaborazione dei dati, per cui è possibile affermare con sicurezza che tutte le soluzioni – comprese quelle completamente proprietarie – girano su server FOSS o su supercomputer (dei quali i 50 più potenti a livello mondiale utilizzano Linux come sistema operativo).

E infatti, l’infrastruttura relativa alle applicazioni che sfruttano intelligenza artificiale e machine learning per eseguire in modo automatico le operazioni ripetitive, o dare il supporto dell’automazione ai team IT delle aziende è quasi interamente basata sul FOSS, come nel caso dei framework TensorFlow e PyTorch; dei software di infrastruttura Cuda, Rapids e Ray; delle applicazioni di elaborazione dei dati Apache Spark, Pandas e NumPy; e dei servizi di inferenza Triton.

Flessibilità e controllo: vantaggi strategici nell’era dell’IA

Inoltre, il FOSS offre la flessibilità necessaria per adottare gli strumenti migliori man mano che il settore evolve, e questo è molto importante in un periodo di rapidissima evoluzione della tecnologia, perché le aziende che scelgono una piattaforme di IA proprietaria rischiano di scommettere sul fornitore sbagliato, con tutte le conseguenze del caso.

Infine, i modelli di IA addestrati su piattaforme proprietarie spesso non consentono nessun tipo di controllo sui modelli e sui dati, mentre quelli addestrati con soluzioni FOSS permettono di verificare i processi di addestramento per proteggere la privacy dei dati. Un altro fattore di grande importanza in un momento in cui l’introduzione di regole sull’addestramento e sull’uso dell’intelligenza artificiale potrebbe mettere a rischio l’uso di piattaforme proprietarie.

Il vero costo della tecnologia: investimento vs dipendenza

Man mano che la tecnologia diventa sempre più fondamentale per il successo competitivo, le ragioni a favore del FOSS si rafforzano. Le aziende che investono sul software libero e open source sviluppano competenze, contribuiscono ai progetti e favoriscono la crescita del FOSS, ottenendo vantaggi significativi rispetto a quelle che pagano per il software proprietario e accettano i vincoli che ne derivano.

Il futuro appartiene a chi lo comprende. Il costo reale del FOSS è l’investimento in tecnologie e competenze. Il costo reale del software proprietario è la dipendenza da strategie commerciali di aziende che privilegiano i propri interessi rispetto a quelli dei clienti. Nel complesso, il FOSS è più economico ed è anche migliore.

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