La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione ha migliorato l’accesso ai servizi, semplificato i processi e rafforzato il rapporto con i cittadini. Tuttavia, questa evoluzione ha anche reso le istituzioni pubbliche più esposte alle minacce informatiche.
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Sicurezza predittiva per la Pubblica Amministrazione: perché ora
Il Report 2025 della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica restituisce un quadro chiaro: il cybercrime è in crescita costante, sempre più organizzato e capace di colpire servizi pubblici essenziali, dati sensibili e infrastrutture critiche.
Nel corso dell’anno la Polizia Postale ha gestito oltre 51.500 casi di reati informatici, con 293 arresti, 7.590 denunce e oltre 2.150 perquisizioni su tutto il territorio nazionale.
Il fenomeno criminale ha coinvolto vari ambiti: dagli attacchi economico-finanziari (con oltre 27.000 procedimenti e rischi per oltre 269 milioni di euro sottratti) alla tutela delle persone, in particolare dei minori online, dove sono stati trattati 2.574 procedimenti contro la pedopornografia e l’adescamento, con importanti arresti ed inserimenti in black list di siti CSAM.
Alla luce di questi dati, per una Pubblica Amministrazione questo scenario non riguarda solo la protezione dei sistemi informativi, ma la continuità dei servizi che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini: sanità, trasporti, protezione civile, servizi sociali, istruzione, gestione del territorio. In questo contesto, la sicurezza informatica diventa una componente essenziale della qualità del servizio pubblico.
Sicurezza predittiva per la Pubblica Amministrazione: anticipare le minacce
Per anni la sicurezza informatica è stata concepita come una funzione reattiva: si interveniva dopo l’incidente, cercando di limitarne i danni. Oggi questo approccio non è più sufficiente. Gli attacchi sono rapidi, silenziosi e spesso progettati per eludere i controlli tradizionali, rimanendo invisibili il più a lungo possibile.
Le infrastrutture sono ambienti complessi e distribuiti, che includono data center, cloud pubblici e privati, applicazioni SaaS, migliaia di dispositivi e accessi remoti. Difendere un perimetro che, di fatto, non esiste più richiede un cambio di paradigma: passare dalla protezione statica alla comprensione dinamica del rischio.
La sicurezza predittiva si fonda sulla capacità di anticipare il rischio prima che si manifesti come incidente. Analizzando in tempo reale il comportamento della rete, dei dispositivi e degli utenti, è possibile individuare segnali deboli di compromissione che sfuggirebbero a controlli basati su regole o firme predefinite.
Per una Pubblica Amministrazione, questo significa intercettare tempestivamente attività anomale che potrebbero compromettere sistemi critici, dati sensibili o servizi essenziali, riducendo drasticamente i tempi di esposizione e l’impatto sull’operatività.
La resilienza digitale richiede consapevolezza continua. Sapere quali dispositivi sono connessi, come comunicano tra loro e quali risorse utilizzano è il primo passo per governare la complessità.
Visibilità sugli asset: da sicurezza frammentata a gestione integrata del rischio
Un approccio evoluto consente di:
- identificare automaticamente ogni asset connesso, anche quelli non formalmente censiti;
- monitorare ambienti on-premise, cloud e servizi digitali esterni in modo uniforme;
- correlare eventi provenienti da reti, endpoint, e-mail e applicazioni.
Questa visibilità diffusa permette a un Ente Pubblico di passare da una sicurezza frammentata a una gestione integrata del rischio.
Intelligenza artificiale: una capacità strutturale per la difesa digitale
Nel contesto della sicurezza digitale a livello internazionale, l’Intelligenza Artificiale non rappresenta una moda recente, ma il risultato di un percorso evolutivo che affonda le proprie radici nell’analisi comportamentale. Già molto prima che l’IA entrasse nel dibattito pubblico, erano stati sviluppati modelli capaci di apprendere autonomamente il “normale funzionamento” di una rete e di individuare deviazioni significative rispetto a tale comportamento, senza dipendere da firme o minacce già note.
Nel tempo, questi modelli non sono rimasti invariati: si sono evoluti insieme alle infrastrutture digitali, ai modelli organizzativi e alle tecniche di attacco, affinando progressivamente la loro capacità di osservazione, interpretazione e adattamento. Addestrata su ambienti reali e complessi, è in grado di:
- costruire una comprensione autonoma del comportamento digitale di un’organizzazione;
- individuare attacchi inediti, movimenti laterali e abusi di credenziali legittime;
- adattarsi continuamente all’evoluzione dei sistemi e delle modalità operative.
Per una Pubblica Amministrazione, ciò si traduce nella disponibilità di una capacità di difesa matura, collaudata e affidabile, che non si limita a segnalare eventi anomali, ma li interpreta nel loro contesto operativo, supportando decisioni rapide, proporzionate e consapevoli anche nei momenti più critici.
Risposta automatica e continuità operativa dei servizi essenziali
Individuare una minaccia, infatti, è solo il primo passo. La vera resilienza digitale si misura nella capacità di reagire in modo tempestivo e coerente. Un approccio di sicurezza predittiva consente di attivare automaticamente contromisure mirate — dal blocco delle comunicazioni sospette all’isolamento dei dispositivi compromessi, fino alla protezione prioritaria dei servizi più critici — evitando che un singolo evento si trasformi in una crisi estesa e garantendo la continuità operativa dei servizi essenziali.
Questa capacità è fondamentale per garantire la continuità operativa dei servizi, evitando che un singolo evento si trasformi in una crisi estesa.
NIS2: sicurezza come responsabilità istituzionale
La Direttiva (UE) 2022/2555 – NIS2 rafforza il principio secondo cui la sicurezza informatica è una responsabilità istituzionale. Richiede alle Pubbliche Amministrazioni di adottare misure adeguate di prevenzione, gestione del rischio, risposta agli incidenti e continuità dei servizi. La sicurezza predittiva rappresenta una risposta concreta a questi principi, traducendo gli obblighi normativi in capacità operative reali e misurabili.
Uno dei pilastri della direttiva è l’obbligo di notifica degli incidenti significativi entro tempi definiti e con informazioni accurate. Un modello di sicurezza predittiva supporta questo obbligo attraverso la correlazione automatica degli eventi di sicurezza, la ricostruzione della kill chain dell’attacco, il tracciamento delle azioni di risposta adottate, la disponibilità immediata di evidenze tecniche e report.
Inoltre, la capacità di risposta automatica e proporzionata consente a un Ente Pubblico di contenere rapidamente l’incidente, riducendo l’impatto su cittadini e servizi essenziali, in linea con il principio di minimizzazione del danno previsto dalla Direttiva.
Viene posto un forte accento sulla business continuity e sulla capacità di mantenere i servizi anche in condizioni avverse. La sicurezza predittiva contribuisce a questo obiettivo permettendo di isolare automaticamente sistemi compromessi, proteggere gli asset prioritari (es. sanità, emergenze, finanza), evitare la propagazione laterale degli attacchi e supportare i piani di disaster recovery con dati affidabili e tempestivi.
La resilienza digitale diventa così una capacità strutturale, non una risposta emergenziale, rafforzando la responsabilità degli organi di vertice e richiedendo che la sicurezza sia governata e verificabile.
Verso una Pubblica Amministrazione realmente resiliente
La transizione dalla sicurezza reattiva a quella predittiva rappresenta un cambio di paradigma per la Pubblica Amministrazione. Non si tratta solo di difendersi dagli attacchi, ma di costruire un ecosistema digitale capace di adattarsi, reagire e continuare a funzionare anche sotto pressione.
Un Ente digitalmente resiliente è in grado di:
- proteggere i servizi per i cittadini;
- garantire la sicurezza delle informazioni e dei sistemi critici;
- aumentare la fiducia della collettività nei servizi pubblici;
- anticipare le minacce e contenerle con efficacia.
Sicurezza predittiva per la Pubblica Amministrazione: una priorità istituzionale
Investire in sicurezza predittiva significa rafforzare la fiducia dei cittadini, garantire la continuità dei servizi pubblici e proteggere dati e infrastrutture. In un contesto in cui il digitale è parte integrante della vita quotidiana, la resilienza non è una scelta opzionale: è una priorità istituzionale, perché proteggere i sistemi significa proteggere le persone.


















