Il settore del packaging cosmetico in Europa è oggi attraversato da tendenze strutturali molto chiare.
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Le nuove tendenze normative nel packaging cosmetico europeo
I requisiti introdotti da PPWR ed EPR stanno aumentando in modo significativo la necessità di accuratezza a livello di materiali, spingendo i brand verso soluzioni monomateriali, ricaricabili e basate su plastica riciclata post-consumo (PCR). Parallelamente, cicli di sviluppo prodotto sempre più rapidi stanno esercitando una pressione crescente sui team tecnici di packaging.
In tutta la supply chain emerge una domanda più forte di trasparenza dei dati a monte, che includono fornitori, stampi e materiali, accompagnata da aspettative più elevate in termini di rendicontazione e tracciabilità della sostenibilità. A questo si aggiunge la spinta dei mercati globali verso una maggiore armonizzazione normativa, che introduce un ulteriore livello di complessità per i brand attivi su scala internazionale.
Dalla carta ai dati: la trasformazione digitale del packaging
Per rispondere alle richieste del PPWR, molte aziende del packaging cosmetico stanno ripensando in profondità il modo in cui gestiscono i dati. I flussi di lavoro basati su documenti vengono progressivamente sostituiti da sistemi di dati strutturati e interrogabili.
Le informazioni relative a componenti, BOM e materiali vengono centralizzate per supportare i requisiti di riciclabilità e di rendicontazione PCR. Sempre più spesso i brand uniformano i fornitori su un modello dati condiviso, invece di affidarsi allo scambio di email e PDF.
Le istantanee dei dati a livello di componente vengono utilizzate per valutare rapidamente le modifiche sostanziali e preparare la documentazione di conformità, riducendo al contempo i rischi legati alla gestione delle varie versioni nei diversi mercati.
Digitalizzazione e accelerazione dello sviluppo prodotto
In questo contesto, la digitalizzazione gioca un ruolo chiave nell’accelerare lo sviluppo del packaging, risultando particolarmente rilevante per l’industria cosmetica, caratterizzata da un numero elevato di referenze e da cicli di rinnovamento molto rapidi. Eliminando la necessità di rincorrere manualmente dati e file obsoleti, i team possono lavorare su informazioni coerenti e affidabili.
La condivisione dei dati favorisce un allineamento più rapido tra artwork, claim e formule, mentre il riutilizzo di componenti e stampi già validati consente di ridurre tempi e duplicazioni. Inoltre, gli strumenti digitali creano una visibilità trasversale tra R&S, packaging, approvvigionamento e sostenibilità, permettendo ai team di dedicare più risorse all’innovazione piuttosto che alle attività amministrative.
Integrazione dei fornitori e gestione strategica dei dati
Anche l’integrazione con i fornitori sta diventando un’aspettativa standard, più che un’opzione. L’accesso in tempo reale ai dati tecnici contribuisce a ridurre errori e ritardi lungo il processo di sviluppo.
In generale, i dati di packaging sono sempre più considerati un asset strategico e non più una semplice funzione di back-office. Questo aspetto è cruciale, ad esempio, per la reportistica EPR, dove i brand dipendono direttamente dai fornitori per l’inserimento e la validazione delle informazioni sugli imballaggi. La disponibilità di dati accurati e completi non rappresenta più un “nice to have”: una gestione inefficiente ha un impatto diretto sui risultati economici delle aziende.
Tecnologie abilitanti: AI, digital twin e piattaforme digitali
Diverse tecnologie stanno sostenendo questa trasformazione. Le piattaforme di gestione delle specifiche progettate ad hoc stanno diventando essenziali, poiché reportistica avanzata e insight affidabili richiedono dati granulari sul packaging. L’intelligenza artificiale e i sistemi di IA agentica supportano la previsione della conformità, i controlli di compatibilità e la validazione delle specifiche. I digital twin consentono di modellare riciclabilità, prestazioni e materiali, mentre gli strumenti LCA integrati a livello di specifica permettono di confrontare le opzioni di design già nelle fasi iniziali. Anche i motori di riciclabilità allineati ai requisiti del mercato europeo stanno acquisendo un ruolo sempre più rilevante. Tutte queste soluzioni, tuttavia, dipendono dalla disponibilità di dati strutturati e di alta qualità.
Sostenibilità come parametro progettuale nel packaging beauty
Gli sviluppi in ambito di sostenibilità stanno influenzando profondamente anche le strategie di packaging. I brand necessitano di una maggiore tracciabilità del contenuto PCR e di un livello di precisione sempre più elevato sui materiali a livello di singolo componente. I modelli di ricarica e riutilizzo richiedono test più approfonditi e specifiche tecniche più dettagliate, mentre le transizioni verso soluzioni monomateriale stanno imponendo la riprogettazione di elementi complessi come chiusure e pompe.
La sostenibilità, in questo scenario, diventa un vero e proprio parametro di progettazione misurabile all’interno del lavoro tecnico sul packaging.
Le sfide della scalabilità e della frammentazione normativa
Rimane tuttavia complesso scalare i formati sostenibili sui diversi mercati. In Europa, i sistemi di riciclo e i quadri regolatori sono ancora frammentati, e l’approvvigionamento di materiali riciclati di qualità per il settore della cosmetica risulta spesso difficile. Le lacune nei dati forniti dai supplier limitano la possibilità di validare le affermazioni di sostenibilità, mentre i brand sono chiamati a bilanciare i budget di packaging continuando a rispettare normative locali differenti.
Allo stesso tempo, i team di packaging devono rispondere ad aspettative crescenti senza un incremento proporzionale delle risorse disponibili. In questo contesto, affidarsi a flussi di lavoro manuali e strumenti non integrati non è più sostenibile, poiché i requisiti continuano ad aumentare in volume e complessità.
Preparazione ai passaporti di prodotto e governance digitale
Le aziende sono quindi chiamate a prepararsi all’introduzione dei passaporti di prodotto previsti dal PPWR e, più in generale, a una gestione del packaging sempre più data-driven. Sarà fondamentale rafforzare l’accuratezza dei dati e il coinvolgimento dei fornitori, garantire l’interoperabilità tra sistemi PLM, LCA, ERP e piattaforme di specifica, e migliorare la governance e la tracciabilità lungo i budget globali di packaging.
Allo stesso tempo, l’e-commerce continuerà a influenzare le scelte progettuali, favorendo formati di packaging dual-channel, adatti sia al retail sia all’online, mentre cicli di lancio sempre più digitali richiederanno dati a monte puliti e affidabili per accorciare i tempi di sviluppo.
Verso il 2030: ecosistemi digitali e design circolare
Guardando al 2030, emergono tre cambiamenti principali: la nascita di ecosistemi di packaging completamente digitali in grado di connettere fornitori, brand e autorità regolatorie; una progettazione orientata alla circolarità sempre più guidata dall’intelligenza artificiale, che ridurrà la dipendenza dalla modellazione manuale; e una significativa semplificazione dei portafogli di packaging, con una diffusione più ampia di soluzioni monomateriale e sistemi di ricarica.


















