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San Raffaele, l’AI entra nella pratica clinica: meno burocrazia, più ascolto



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Al San Raffaele di Milano l’intelligenza artificiale è integrata nella pratica clinica: assiste la visita, struttura la documentazione e supporta il follow-up. Cuore dell’ecosistema è S RACE, piattaforma sviluppata con Microsoft e attiva dal 2024, per modelli predittivi spiegabili, validati e conformi alle norme

Pubblicato il 23 feb 2026

Federico Esposti

PhD Direttore Strategico IRCCS Ospedale San Raffaele



L'Osservatorio Sanità digitale (PoliMi) fa il punto sulla telemedicina in Italia: la trasformazione in cifre grazie al Pnrr; piattaforme telemedicina ’intelligenza artificiale in medicina

All’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, parte del Gruppo San Donato, l’intelligenza artificiale non è più una promessa per il futuro, ma uno strumento già integrato nella pratica clinica quotidiana. Lontano dall’immagine di una tecnologia astratta o distante, l’AI è oggi un alleato concreto dei professionisti sanitari e un supporto silenzioso ma decisivo per accompagnare i pazienti lungo percorsi di cura sempre più personalizzati, efficienti e trasparenti.

Intelligenza artificiale in medicina: perché oggi è indispensabile

Negli ultimi anni la medicina ha iniziato a confrontarsi con una sfida senza precedenti: la quantità di informazioni cliniche prodotte cresce a un ritmo vertiginoso, mentre il tempo a disposizione dei medici resta limitato. Referti, immagini, esami di laboratorio, lettere di dimissione, dati genetici e clinici costruiscono un patrimonio informativo enorme, spesso difficile da interpretare nella sua interezza. È in questo scenario che l’intelligenza artificiale trova il suo spazio naturale, non per sostituire il giudizio umano, ma per rafforzarlo, riducendo l’incertezza e aiutando a cogliere segnali che altrimenti resterebbero nascosti.

Dalla tecnologia alla clinica: progetti nati da bisogni reali

Al San Raffaele l’adozione dell’AI segue una linea guida chiara: la tecnologia deve essere al servizio della cura, non guidarla, ed è per questo che ogni progetto nasce da un bisogno clinico reale e viene sviluppato in stretta collaborazione tra medici, ricercatori, ingegneri e data scientist. Il risultato è un ecosistema in cui l’innovazione digitale si integra nei processi ospedalieri senza interromperli, migliorando la qualità delle decisioni e restituendo tempo prezioso alla relazione medico paziente.

L’assistente digitale in visita: meno schermo, più relazione

Un esempio concreto è l’assistente digitale che supporta la visita medica. Durante il colloquio tra medico e paziente, il sistema è in grado di riconoscere le informazioni cliniche rilevanti e di trasformarle automaticamente in una documentazione strutturata. Al termine della visita, il professionista rivede e valida le note, pronte per essere inserite nella cartella elettronica. In questo modo si riduce il tempo trascorso davanti allo schermo e si valorizza il momento dell’ascolto, elemento centrale di ogni percorso di cura.

Anche dopo la dimissione l’AI continua a svolgere un ruolo attivo. Strumenti intelligenti aiutano a mantenere il contatto con i pazienti, fornendo promemoria personalizzati, aggiornamenti sulle terapie e indicazioni basate sulla storia clinica individuale. Un supporto che favorisce l’aderenza ai trattamenti e rende il paziente parte più consapevole del proprio percorso di salute.

S RACE: piattaforma clinica e dati reali per la medicina di precisione

Il progetto più ambizioso in questo ambito è S RACE, la piattaforma di intelligenza artificiale clinica sviluppata congiuntamente dall’Università Vita Salute San Raffaele e dall’IRCCS Ospedale San Raffaele, in collaborazione con Microsoft. Operativa dal giugno 2024, rappresenta oggi una delle infrastrutture più avanzate in Europa per l’analisi dei dati sanitari reali e nasce da un’esperienza drammatica e allo stesso tempo formativa: gli anni della pandemia. Di fronte a migliaia di ricoveri per COVID 19, i clinici si trovarono a dover decidere rapidamente chi avesse davvero bisogno di un ricovero ospedaliero e chi potesse essere seguito a domicilio. Da quella urgenza maturò l’idea di costruire modelli predittivi capaci di supportare decisioni complesse in tempi brevissimi. Terminata l’emergenza, quella intuizione si è trasformata in un progetto strutturato, esteso a numerose patologie e aree cliniche.

Oggi S RACE lavora su dati provenienti dalla pratica reale dell’Ospedale: referti, esami, immagini diagnostiche, informazioni cliniche raccolte nel corso delle cure. Il primo passo è la standardizzazione: le informazioni, spesso distribuite in sistemi diversi e in formati eterogenei, vengono rese omogenee e leggibili dalle macchine, nel pieno rispetto delle normative sulla privacy e della sicurezza dei dati; solo dopo questa fase viene avvitato lo sviluppo dei modelli predittivi.

Modelli spiegabili e scenari: cosa cambia nella decisione clinica

Il valore aggiunto della piattaforma sta nella capacità di trasformare grandi volumi di dati in strumenti utili per il clinico: i modelli, infatti, non si limitano a fornire un risultato numerico, ma indicano anche quali fattori hanno pesato di più nella previsione. In questo modo il medico può comprendere le ragioni alla base della stima e utilizzarla come supporto, mantenendo piena responsabilità della decisione finale.

Le applicazioni nell’ambito ospedaliero sono già numerose: in oncologia per prevedere la risposta a terapie mirate, in cardiologia per stimare l’esito di interventi complessi, nelle malattie metaboliche e neurologiche per individuare precocemente i pazienti a maggior rischio di complicanze. In alcuni casi i modelli consentono di simulare diversi scenari terapeutici prima di iniziare il trattamento, avvicinando la pratica clinica al concetto di “gemello digitale” del paziente.

Qualità, trasparenza e fiducia

Uno dei principali ostacoli all’adozione dell’AI in medicina è la scarsa affidabilità di molti modelli sperimentali. Nonostante migliaia di studi pubblicati, pochissimi algoritmi arrivano davvero in corsia. Per questo S RACE è stata progettata fin dall’inizio secondo standard rigorosi di validazione, spiegabilità e controllo dei bias. Ogni modello viene testato nel tempo, confrontato con la pratica clinica e ammesso all’uso solo se dimostra solidità scientifica e utilità reale.

La piattaforma, inoltre, rispetta pienamente l’AI Act europeo e le normative sulla protezione dei dati personali. L’anonimizzazione delle informazioni, l’architettura ibrida e i meccanismi di apprendimento consentono di collaborare con altri centri senza trasferire dati sensibili. Un approccio che ha portato S RACE a essere riconosciuta come punto di riferimento per l’AI responsabile in ambito sanitario.

Formare la sanità digitale: competenze e nuove figure ibride

La trasformazione tecnologica non riguarda solo gli strumenti, ma anche le persone. Al San Raffaele e all’Università Vita Salute San Raffaele la formazione dei futuri medici e professionisti sanitari include competenze digitali, informatiche e multidisciplinari. Nascono così figure ibride, capaci di dialogare con ingegneri e data scientist e di utilizzare consapevolmente l’intelligenza artificiale nella pratica clinica.

Parallelamente si sviluppano percorsi formativi dedicati all’Health Informatics, per preparare specialisti in grado di progettare e gestire infrastrutture digitali complesse direttamente in ambiente ospedaliero. Un investimento strategico per guidare la trasformazione del sistema sanitario e garantire che l’innovazione resti sempre al servizio della cura.

Un’alleanza tra uomo e tecnologia: la cura più vicina alle persone

Una delle paure più diffuse è che l’AI possa disumanizzare la medicina. Al San Raffaele accade l’opposto: liberando tempo da attività ripetitive e aiutando a interpretare dati complessi, la tecnologia restituisce centralità alla relazione tra medico e paziente. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento per rafforzare l’ascolto, migliorare la comunicazione e costruire percorsi di cura davvero su misura.

In un’epoca in cui la medicina è chiamata a essere sempre più precisa, sostenibile e inclusiva, l’esperienza del San Raffaele mostra che l’innovazione digitale può essere guidata con responsabilità e visione. Quando i dati diventano conoscenza e la conoscenza diventa decisione, l’intelligenza artificiale non è più solo una tecnologia: è parte integrante di una nuova idea di cura, più vicina alle persone e più capace di guardare al futuro.

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