In principio, era il gennaio 2025, fu OpenAI per bocca del suo fondatore Sam Altman a puntare l’indice verso la cinese DeepSeek, all’epoca, appena affacciatasi sul mercato dell’intelligenza artificiale generativa, accusandola di furto di proprietà intellettuale, sostenendo di aver raccolto le prove di un’illecita attività di distillazione, proprio dalla Cina, in danno dei propri modelli: “Le aziende con sede nella Repubblica popolare cinese, così come altre, cercano costantemente di distillare i modelli delle principali società di intelligenza artificiale degli Stati Uniti. Come principale costruttore di intelligenza artificiale, ci impegniamo in contromisure per proteggere la nostra proprietà intellettuale”.
intelligenza artificiale
Anthropic, OpenAI accusano di furto Deepseek: da che pulpito
OpenAI ieri e Anthropic oggi accusano DeepSeek di distillazione e furto di proprietà intellettuale. Ma i campioni dell’AI generativa sarebbero cresciuti grazie a enormi quantità di contenuti protetti e dati personali raccolti senza licenze. Un cortocircuito che impone regole uguali e applicate a tutti
Avvocato

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

Carlsberg mappa il genoma del luppolo: cosa cambia per la birra
19 Ott 2026 -

Dalla fabbrica connessa all’AI, il percorso di innovazione delle PMI umbre
16 Ott 2026 -

Come l’ERP spinge la trasformazione organizzativa in azienda
16 Ott 2026 -

Costruzioni, comprare tecnologia è facile: farla funzionare molto meno
01 Ott 2026 -

R&D, perché anche nei team tecnici l’adozione dell’AI deve partire dalle persone
30 Set 2026


























