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Tra prompt e coscienza: il confine sottile che l’IA deve ancora attraversare



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I modelli linguistici di grandi dimensioni generano testo senza comprendere la realtà. Un esperimento con tecniche di jailbreak ne rivela la pericolosità latente. L’architettura JEPA di LeCun propone un’alternativa basata su rappresentazioni interne e ragionamento causale del mondo fisico

Pubblicato il 19 mar 2026

Luigi Lella

ISEM – Institute for Scientific Methodology, Palermo



world models (1); DMA big tech

QI modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) sono capaci di generare testi sorprendentemente fluidi, ma operano però senza una reale comprensione del mondo: sono sistemi probabilistici, non menti pensanti. Comprendere questa distinzione è il primo passo per valutare sia i rischi sia le promesse dell’IA contemporanea.

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