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L’AI cambia l’università: cosa fanno gli atenei italiani



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Negli atenei italiani l’intelligenza artificiale sta passando da supporto esterno a componente strutturale della didattica e dell’organizzazione. Tra corsi ripensati, accordi istituzionali e nuovi centri di ricerca, l’università sperimenta modelli in cui l’IA diventa competenza da governare

Pubblicato il 23 mar 2026

Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino



ragazze università (1) lauree in intelligenza artificiale
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Le università italiane stanno accelerando il percorso di integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi formativi, nella ricerca e nell’organizzazione accademica. Le iniziative avviate in diversi atenei mostrano un cambiamento ormai strutturale, destinato a incidere sulla qualità della didattica e sulla costruzione delle competenze future.

Andiamo a scoprire in questo contributo come e dove l’uso dell’IA si sta modificando soprattutto a supporto dello studio, quando l’intelligenza artificiale non è più una scorciatoia per non studiare, ma un obbligo per superare l’esame.

Intelligenza artificiale e università, l’IA entra nella didattica

All’Università di Pisa, nel corso di Advanced Programming della laurea magistrale in Computer Science del Dipartimento di Informatica, l’IA è stata integrata nel percorso formativo, per cui piuttosto che considerarla uno strumento da limitare o da tenere ai margini dell’aula diventa parte integrante, obbligatoria del percorso. Il corso si è svolto nel primo semestre di questo anno accademico, tenuto dai professori Antonio Cisternino e Andrea Corradini, che hanno voluto ridisegnare un percorso formativo per rispondere a una trasformazione del mercato del lavoro già in atto.

Dati alla mano, per cui già nel 2025 tra 50 e 70 mila posti di lavoro sono stati persi nel settore globale delle Big Tech a causa dell’AI, tenendo conto che Amazon ha recentemente annunciato altri 14 mila licenziamenti e l’ex CEO di Twitter e Block ha comunicato con un tweet il taglio del 40% della forza lavoro, motivando la scelta con la sostituzione di attività da parte dell’intelligenza artificiale, Unipi ha promosso un corso che mira a fornire ai futuri programmatori le giuste competenze da avere, per svolgere un ruolo diverso, più critico e consapevole.

Quello che è avvenuto a Pisa, e che segna solo il primo dei passi simili che già altri atenei italiani si apprestano a fare, è stato un vero e proprio cambio di paradigma che riguarda non solo lo sviluppo software, ma tutti gli ambiti in cui l’operatore diventa supervisore di sistemi intelligenti.

Per quanto riguarda il corso a Unipi, l’intelligenza artificiale è stata utilizzata nella progettazione dei contenuti, nella didattica in aula e nella valutazione finale. È stato sviluppato un GPT capace di generare materiale didattico a partire dalla trascrizione delle lezioni e durante le lezioni l’IA è stata impiegata per produrre simulazioni e materiali interattivi. L’elemento più innovativo ha riguardato l’esame finale, infatti studentesse e studenti hanno dovuto svolgere un progetto usando obbligatoriamente l’IA.

Antonio Cisternino, presidente del Sistema Informatico dell’Università di Pisa, l’unico italiano tra i 300 docenti scelti da OpenAI Academy, con un contributo sull’uso innovativo dell’AI applicata alla didattica, ha sottolineato come sia necessario potenziare tra i futuri programmatori e informatici, la capacità di controllare e criticare il lavoro prodotto dall’IA, che avranno il compito di sapere usare l’intelligenza artificiale in modo significativo e non passivo. Inoltre, il tempo a disposizione per adattare il sistema formativo ai nuovi bisogni dei futuri professionisti, sollecitati dal mercato del lavoro, è sempre più limitato, sempre secondo Cisternino, e l’università, come istituzione pedagogica e didattica, sempre secondo la visione dei docenti di Unipi, ha un ruolo centrale per preparare le nuove generazioni al mondo del lavoro post-IA.

Accordi per l’innovazione digitale negli atenei

A muoversi verso il cambiamento negli atenei nazionali è anche la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI – che ha rinnovato proprio in queste settimane il Protocollo d’Intesa con l’Agenzia per l’Italia Digitale, rafforzando così la collaborazione istituzionale avviata negli anni scorsi, resa oggi ancora più strategica dall’avanzare dell’intelligenza artificiale e dalle sfide della trasformazione digitale.

L’intento è mettere a disposizione i patrimoni informativi e le rispettive competenze per promuovere iniziative finalizzate al rafforzamento della cultura digitale, agevolando la crescita e l’evoluzione tecnologica nel Paese. Questo rinnovo nasce nel mondo accademico come conferma dell’acquisizione della consapevolezza del ruolo dell’IA e delle competenze digitali, leve strategiche per la competitività dell’Italia, un accordo che vuole ribadire l’impegno dei rettori a lavorare in modo coordinato per favorire l’innovazione, la formazione avanzata e la ricerca applicata.

Alla luce del cambio di passo degli atenei italiani nei confronti dell’integrazione dell’IA nel mondo accademico, il protocollo tra CRUI e AgID riconosce all’università il ruolo di fucina di innovazione e laboratorio, un sistema in grado di essere avanguardia attiva della trasformazione digitale del Paese. Tra le azioni che segnano l’impegno degli atenei per l’integrazione effettiva dell’IA c’è la progettazione e l’erogazione di percorsi formativi per i cittadini dedicati all’alfabetizzazione di base sull’IA, sfruttando la capillarità territoriale degli Atenei e la capacità di coordinamento della CRUI.

Intelligenza artificiale e università, il modello Luiss

Si muove nella stessa direzione, ovvero quella del cambio di paradigma, anche la LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali), mettendo l’IA al centro e la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale è quella di essere moltiplicatore delle facoltà umane. L’ateneo ha presentato proprio in questi giorni la sua proposta di visione di un nuovo umanesimo digitale.

LUISS propone un modello formativo unico nel suo genere in Italia, dove l’AI non si sostituisce all’individuo, ma ne integra e potenzia l’intuizione, il pensiero critico e le competenze. Una sinergia, che è stata sancita da un’intesa che definirà un’innovativa esperienza di apprendimento fondata sulla complementarità tra Google e l’ateneo romano. L’obiettivo principale è quello di fornire strumenti per governare una trasformazione culturale, organizzativa e tecnica.

L’intesa si innesta in una serie di iniziative già avviate dal Luiss Teaching & Learning Innovation Hub e prevede la possibilità di futuri sviluppi, come il supporto agli Innovation Grant, l’attivazione di uno sportello Google dedicato a studenti e docenti, il coinvolgimento diretto dell’azienda nelle giornate di accoglienza alle matricole dei corsi di laurea magistrali.

Sul piano della Research, la collaborazione sarà rivolta a promuovere l’analisi dell’impatto dell’AI sui processi formativi, mentre per la Productivity l’obiettivo sarà quello di supportare l’evoluzione delle professioni interne all’Ateneo, ottimizzando qualità e capacità organizzativa.

Ricerca, formazione e intelligenza artificiale università

Anche l’Università di Ferrara sta rafforzando il proprio impegno scientifico nell’ambito dell’IA con l’istituzione del nuovo Centro di interesse strategico, operativo dall’inizio del 2026, dedicato alla ricerca interdisciplinare, alla formazione avanzata e allo sviluppo di iniziative innovative in uno dei settori chiave per il futuro.

Il Centro sostiene e coordina progetti di ricerca di interesse strategico in ambito IA, incentivando la collaborazione tra Dipartimenti, Centri di Ricerca e partner nazionali e internazionali, e promuove la partecipazione dell’Ateneo a programmi nazionali ed europei di ricerca e innovazione.

Tra le attività del Centro figurano il coordinamento dei progetti di ricerca strategici, l’organizzazione di convegni, seminari, workshop e iniziative formative, il sostegno a percorsi di formazione avanzata – master, dottorati, corsi specialistici e summer school – e l’innovazione della didattica.

Riferimenti

https://www.luiss.it/intelligenza-artificiale-entra-in-aula-luiss-google-insieme?category=&date=

https://offer.timenterprise.it/webinar-crui-marzo-2026?utm_campaign=tim-webinar-260326-sl2-N360&utm_medium=tim-webinar-260326-sl2-N360&_hsenc=p2ANqtz-880c2Q0Afp8VET6ksAC2fUKpeLhnAX3njStQgkMA2pXGxgGJsqYGi7uiA-P_H0TYMq84Ynb8C9COynE-3ryRziTYM90CfWomanEC__5bltiS4MeTE&_hsmi=407901282&utm_content=tim-webinar-260326-sl2-N360&utm_source=tim-webinar-260326-sl2-N360

https://www.orizzontescuola.it/intelligenza-artificiale-obbligatoria-per-lesame-luniversita-di-pisa-rivoluziona-informatica-per-preparare-i-giovani-al-mondo-del-lavoro

https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/universita-un-passo-avanti-lintelligenza-7521d8d9

https://www.crui.it/archivio-notizie/agid-e-crui-ia-e-competenze-digitali-per-una-nuova-stagione-di-collaborazione.html

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