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Perché Giorgia Meloni è al centro di una campagna di disinformazione deepfake



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Da gennaio 2026 circolano foto false, video sintetici e citazioni mai pronunciate che stanno colpendo Giorgia Meloni sui social, come rilevato anche da NewsGuard nell’ultimo report. I contenuti, diffusi tra X, TikTok, Instagram e LinkedIn, sfruttano l’intelligenza artificiale per alimentare polarizzazione, divisioni e sfiducia verso le istituzioni

Pubblicato il 7 mag 2026

Nicoletta Pisanu

Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu



Giorgia Meloni, deepfake, AI, fake news, disinformazione
Screenshot dall'account Instagram ufficiale della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L'immagine che la ritrae è un deepfake.
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L’immagine della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è al centro di una campagna di disinformazione. Le attività, di cui la presidente è vittima, non sono riconducibili al coordinamento di uno Stato in particolare. Tuttavia, da mesi circolano video e foto deepfake, realizzati con AI, che sfruttano la figura di Meloni per veicolare messaggi divisivi, in modo strumentale, creando contenuti volti ad ampliare fratture e polarizzazione.

Con l’inizio della guerra in Medio Oriente a fine febbraio, avevamo individuato durante una ricognizione su Instagram un video deepfake in cui Meloni insieme ad altri leader assisteva a uno spettacolo di magia di Donald Trump, con il presidente Usa intento a far sparire sotto a un velo Maduro e l’ayatollah Khamenei.

E del resto, da gennaio al 30 aprile 2026 NewsGuard ha individuato quattro false narrazioni su Meloni, diffuse su X e TikTok dove rispettivamente hanno raccolto 18 e 1,6 milioni di visualizzazioni. Nelle ultimissime ore, invece, circola sui social mainstream, compreso LinkedIn, la foto falsa di Meloni in lingerie, con l’intento di screditare la portata istituzionale della leader.

Quindi, cosa sta succedendo?

Deepfake di Meloni in lingerie: la risposta della presidente

Da inizio maggio 2026, una foto che ritrae la presidente con indosso della lingerie e uno sguardo ammiccante circola sui social network mainstream, è rimbalzata in particolare su LinkedIn. Si tratta di un deepfake, un’immagine falsa realizzata con AI.

La stessa Giorgia Meloni, sul suo account ufficiale Instagram ha ripostato l’immagine, scrivendo: “Girano in questi giorni diverse mie foto false, generate con l’intelligenza artificiale e spacciate per vere da qualche solerte oppositore. Devo riconoscere che chi le ha realizzate, almeno nel caso in allegato, mi ha anche migliorata parecchio. Ma resta il fatto che, pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa”.

E ha aggiunto, nel suo post: “Il punto, però, va anche oltre me. I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no. Per questo una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque”.

Cosa dice il report di NewsGuard

Riguardo alle narrazioni individuare da NewsGuard da gennaio ad aprile, il meccanismo sembra pensato per accentuare la percezione di uno scontro tra Trump e l’Europa, lasciando intendere che anche Meloni, pur essendo politicamente vicina a Trump, abbia preso pubblicamente posizione contro di lui.

Questi contenuti si collocano in un quadro più esteso di frasi mai pronunciate attribuite a membri del governo italiano, con il probabile intento di alimentare le divisioni tra Paesi alleati dell’Occidente. Secondo NewsGuard, dall’agosto 2025 sono state individuate complessivamente 16 dichiarazioni false, che al 4 maggio 2026 avevano totalizzato 29 milioni di visualizzazioni su X. La circolazione di questi contenuti è stata trainata soprattutto da profili con posizioni antioccidentali. Sebbene molti di questi account diffondano abitualmente narrazioni ostili all’Occidente, NewsGuard non ha riscontrato prove che li colleghino a operazioni sostenute da governi.

Il video fake di Meloni che attacca Trump

Una rete composta da account social e da alcuni utenti italofoni, sia favorevoli sia contrari a Meloni, ha contribuito a rafforzare la narrazione di una rottura tra la Presidente del Consiglio e Trump. In questa rappresentazione, il Presidente americano viene descritto come sempre più isolato e vicino a perdere uno dei suoi più importanti punti di riferimento in Europa.

Nel dettaglio, il 16 aprile 2026 l’utente TikTok @maurizi20, che in passato ha pubblicato anche contenuti critici verso Trump, ha condiviso un video creato con l’intelligenza artificiale in cui Meloni appariva mentre attaccava con toni duri la linea del Presidente americano sulla guerra in Iran. Nel filmato, la Presidente del Consiglio sembra dire: “Presidente Trump, a un certo punto bisogna dirlo chiaramente: così non si guida il mondo”. Sul video compare inoltre la scritta: “Il discorso della Meloni contro Trump censurato dalle TV”. Al 28 aprile 2026, il contenuto aveva raccolto 3.500 visualizzazioni e 90 “mi piace”. L’analisi di NewsGuard, avvalendosi di Hive, ha rilevato che al 99% si tratta di un video sintetico.

Le reazioni politiche in Italia

Secondo gli analisti, il video prende spunto da un discorso di Meloni del 3 marzo 2026 in cui però Meloni non aveva affatto detto quanto invece riportato nel video fake.

Come comunica NewsGuard in una nota, “Nell’ambito di questo trend, questo video rappresenta uno dei rari esempi di dichiarazioni false diffuse da, e circolate tra, utenti di lingua italiana, ed è stato condiviso sia da sostenitori di Meloni, che lo hanno interpretato come un segnale di forza politica, sia da suoi critici, che lo hanno utilizzato per lamentare un presunto allontanamento tardivo della Presidente del Consiglio da Trump”.

Le false narrazioni online su Meloni

Sono emersi anche altri casi. Tra le affermazioni false circolate online, alcune attribuivano a Meloni l’intenzione di chiudere le basi americane presenti in Italia; altre le facevano esprimere sostegno all’Iran nella controversia sullo Stretto di Hormuz; altre ancora sostenevano che avesse criticato pubblicamente Trump per le minacce nucleari iraniane.

Il boicottaggio di McDonald’s

Il 21 gennaio 2026, l’utente indiano anti-Trump @IndiaTales7 ha pubblicato su X il video di una conferenza stampa di Meloni, accompagnandolo con uno scambio inventato tra la Presidente del Consiglio e Trump. Nel post si leggeva: “Donald Trump: ‘La NATO non è niente senza l’America’. Meloni: ‘Perfetto! Allora chiuderemo le vostre basi, abbandoneremo gli accordi commerciali e boicotteremo McDonald’s, già che ci siamo’. Meloni sgancia verità come una boss!”. Al 28 aprile 2026, il contenuto aveva raggiunto 3,7 milioni di visualizzazioni e 53.000 “mi piace”.

La ricostruzione, però, era fuorviante. Il post deformava il senso di alcune dichiarazioni fatte da Meloni durante una conferenza stampa del 9 gennaio 2026. In quella sede, la Presidente del Consiglio aveva citato in modo retorico le posizioni di chi, criticando Trump, proponeva un allontanamento dell’Italia dagli Stati Uniti. Il suo intento era confutarle, non sostenerle. Meloni aveva infatti ribadito che l’Unione europea e il legame transatlantico restano due assi fondamentali della politica estera italiana, precisando che eventuali divergenze con Washington non equivalgono a una rottura delle relazioni.

Il finto viaggio in Iran

Un altro esempio risale al 6 aprile 2026, quando l’account filo-iraniano @GBX_Press ha diffuso su X una citazione falsa attribuita a Meloni. Secondo il post, la Presidente del Consiglio avrebbe annunciato: “Mi recherò in Iran questo mese per aprire lo Stretto di Hormuz alle navi italiane e li [gli iraniani] sosterremo pienamente perché hanno ragione, e nessuno lo nasconde”. Il contenuto sosteneva inoltre che Meloni avesse difeso il presunto “diritto” dell’Iran a bloccare lo stretto, aggiungendo: “Lo stretto ai loro confini viene usato per fare pressione sul mondo; è un loro diritto e il mondo ora conosce la verità”. Al 28 aprile 2026, il post aveva ottenuto 623.800 visualizzazioni e 17.000 like.

Anche in questo caso, NewsGuard non ha individuato alcun elemento che confermi l’esistenza di quel viaggio o delle frasi attribuite a Meloni. Le fonti ufficiali del Consiglio dei Ministri e una dichiarazione congiunta sottoscritta dall’Italia insieme ad altri governi europei indicano invece una posizione opposta.

Disinformazione con i deepfake di Meloni: cosa succede

Quanto rilevato da NewsGuard e ciò che si nota sui social nelle ultime settimane rientra in un quadro più ampio di strategie di disinformazione e misinformazione volte a screditare e colpire leader politici di ogni colore, polarizzare le opinioni del pubblico, creare disordine cognitivo, sfruttando la difficoltà nel riconoscere il reale dal sintetico data dalla facilità con cui gli strumenti di AI possono creare contenuti verosimili.

Il ruolo del verosimile

Ed è proprio il concetto di verosimile a dare forza a queste attività. Non si tratta di contenuti che a prima vista sono facilmente riconoscibili come fake. Nel deepfake in lingerie, Meloni non ha i connotati totalmente diversi, né ci sono elementi particolari che a un’osservazione superficiale facciano subito capire si tratti di un’immagine falsa. Si potrebbe pensare “è davvero lei, è plausibile”.

Il verosimile, abbinato a una comunicazione volta a suscitare reazioni emotive forti, come la rabbia o l’approvazione, rappresenta la vera leva della disinformazione. Che, in tempo di guerra ma non solo, è di fatto parte importante dell’arsenale delle potenze globali.

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