La competitività cinese viene spesso raccontata in Occidente come una combinazione di salari bassi, sussidi pubblici e dumping. È una lettura rassicurante, ma incompleta. Rassicurante perché permette a Europa e Stati Uniti di pensare che il problema sia esterno: la Cina distorce il mercato, quindi basterebbe riequilibrare il campo da gioco con dazi, regole anti-sussidio o barriere commerciali. Incompleta perché non coglie il punto centrale: la Cina non è competitiva solo perché produce a basso costo; è competitiva perché ha costruito un sistema economico-industriale diverso, nel quale Stato, finanza, infrastrutture, formazione tecnica, capacità produttiva e concorrenza interna lavorano nella stessa direzione.
l'analisi
La Cina costruisce fabbriche, l’Europa produce regole: il divario nasce qui
La competitività cinese non dipende solo da salari bassi, sussidi o dumping. Alla base c’è un sistema industriale costruito su capex, energia, infrastrutture, formazione tecnica, scala produttiva, concorrenza interna e filiere integrate, con effetti profondi sulla competizione globale
imprenditore nel Cleantech

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