Cinque giorni dopo la sospensione globale dei modelli Fable 5 e Mythos 5 di Anthropic, il Financial Times ha rivelato che il segretario al Commercio USA Howard Lutnick ha proposto ai diplomatici europei, a margine del vertice G7 di Evian-les-Bains, la creazione di uno schema di Trusted Partner per l’accesso ai modelli AI di frontiera. I partner fidati, paesi o aziende, riceverebbero un accesso privilegiato ai modelli più avanzati a condizione di garantire che tale accesso non venga esteso ad attori ostili.
Al tavolo di Evian non sedevano solo i capi di Stato, erano attesi anche Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI e i vertici di Google, invitati a un pranzo di lavoro su regolazione, infrastruttura e reti AI. La proposta ha una genealogia che merita di essere ricostruita, perché illumina un paradosso al centro della governance americana dell’AI.
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Il Diffusion Rule e l’origine dello schema Trusted Partner AI
Il 15 gennaio 2025, negli ultimi giorni dell’amministrazione Biden, il Bureau of Industry and Security pubblicò il Framework for Artificial Intelligence Diffusion, la prima regolazione organica sull’esportazione di chip AI avanzati e pesi dei modelli. Il framework divideva il mondo in tre livelli: diciotto alleati stretti con accesso sostanzialmente libero, una fascia intermedia comprendente la maggior parte dei paesi, con tetti alla potenza computazionale acquistabile, un embargo totale per Cina, Russia, Iran e altri paesi designati. L’architettura era ambiziosa, un sistema di regole codificate, pubblicate nel Federal Register, con date di compliance e criteri verificabili.
Il 13 maggio 2025, due giorni prima dell’entrata in vigore, l’amministrazione Trump lo rescisse. La motivazione ufficiale: il framework era eccessivamente complesso, eccessivamente burocratico, e avrebbe soffocato l’innovazione americana. Il Dipartimento del Commercio annunciò che avrebbe prodotto una regola sostitutiva. A oltre un anno di distanza, quella regola non è mai arrivata.
Cosa ha sostituito il Diffusion Rule
Al posto di un framework formale, l’amministrazione Trump ha operato attraverso strumenti discrezionali, caso per caso. Durante il viaggio in Medio Oriente nel maggio 2025, Trump ha negoziato accordi bilaterali sulle forniture di chip con i paesi del Golfo. Nell’agosto 2025 ha concesso a Nvidia licenze per vendere i chip H20 alla Cina, a condizione che l’azienda versasse il 15% dei ricavi al governo federale, una tassa sull’export che il sito giuridico Lawfare ha definito illegale perché priva di autorizzazione congressuale. La percentuale è salita al 25% a dicembre per i chip più avanzati, con accordi simili per AMD e Intel.
Il modello è coerente, niente regole generali, solo transazioni bilaterali. Niente tier codificati, solo decisioni del Segretario al Commercio. Niente prevedibilità per il mercato, solo flessibilità per Washington.
La direttiva del 12 giugno contro Anthropic è il prodotto naturale di questo vuoto normativo. Il Diffusion Rule, con tutti i suoi difetti, prevedeva criteri pubblici e date di compliance. L’ordine a Anthropic è arrivato con una lettera, senza prove pubbliche, senza procedura di contestazione, senza preavviso. Come abbiamo scritto nella nostra analisi della sequenza 2-12 giugno, è il secondo piano della governance americana dell’AI: l’export control come strumento coercitivo unilaterale, invisibile fino al momento in cui viene attivato.
Lo schema Trusted Partner tra regole e deal
In questo contesto, la proposta di Lutnick a Evian assume un significato preciso. Lo schema Trusted Partner non è l’estensione ai modelli AI del Diffusion Rule di Biden, quel framework non esiste più. Si tratta dell’estensione ai modelli AI dell’approccio che lo ha sostituito, negoziazione bilaterale, accesso condizionato, discrezionalità.
La differenza è sostanziale. Il Diffusion Rule era un regime di regole, sapevi in quale tier il tuo paese si trovava, quali limiti si applicavano, quali procedure seguire. Potevi pianificare. Lo schema Trusted Partner, per come emerge dalle cronache diplomatiche di Evian, è un regime di relazioni, l’accesso dipende dalla qualità del rapporto con Washington, ma quel rapporto, come sappiamo bene, può cambiare. Non è un diritto codificato, è una concessione revocabile. La differenza tra i due approcci è la stessa che passa tra una concessione edilizia e una stretta di mano.
A questo si aggiunge la differenza strutturale tra hardware e software. I chip, una volta venduti ed esportati, restano operativi indipendentemente dalle decisioni prese a Washington il giorno dopo. Il Diffusion Rule controllava il flusso di vendita, non l’uso successivo. I modelli AI distribuiti via API funzionano in modo opposto, l’accesso è continuo, condizionato, revocabile in tempo reale. Come il 12 giugno ha dimostrato, una lettera basta a spegnere il servizio per qualsiasi utente non americano nel mondo. Prima del blocco del 12 giugno, Anthropic aveva concesso l’accesso a Mythos a organizzazioni selezionate in oltre quindici paesi, nei settori della sanità, delle telecomunicazioni, dell’energia elettrica e della gestione delle risorse idriche, esattamente le infrastrutture critiche che quello schema avrebbe dovuto proteggere. Lo schema Trusted Partner, applicato ai modelli via API, combina quindi il massimo della discrezionalità politica con il massimo del controllo tecnico.
Chi negozia per l’Europa l’accesso ai modelli frontier
Il vertice di Evian ha prodotto un’istantanea rivelatrice. La commissaria europea Henna Virkkunen ha dichiarato al Financial Times che Washington dovrebbe evitare misure discriminatorie contro partner come l’UE, che è importante chiarire insieme alla parte americana le preoccupazioni di sicurezza. Ci fa pensare al linguaggio di chi chiede di essere ammesso, non di chi pone condizioni. L’Unione Europea, peraltro, sta cercando di ottenere accesso a Mythos non per impiegarlo operativamente, ma per studiarne le implicazioni. Non si è nemmeno nella fase di utilizzo, si è nella fase di richiesta di valutazione.
In parallelo, OpenAI sta procedendo a concedere l’accesso al proprio modello GPT 5.5, considerato di livello comparabile a Fable 5, all’agenzia europea per la cybersecurity ENISA e alla NATO. Mentre la diplomazia discute di schemi multilaterali, l’accesso effettivo ai modelli frontier viene negoziato bilateralmente tra singole aziende americane e singole istituzioni europee, su base volontaria. La continuità del servizio dipende dalla decisione commerciale di un fornitore con sede in California, non da un accordo tra governi.
Sul fronte americano, la SIIA, l’associazione che rappresenta Apple, Amazon e Google, ha condannato l’azione contro Anthropic definendola un uso arbitrario dell’autorità discrezionale che rischia di compromettere l’adozione globale dello stack tecnologico statunitense. Oltre cento esperti di cybersecurity, tra cui l’ex responsabile della sicurezza di Facebook Alex Stamos, hanno firmato una lettera aperta al Segretario Lutnick e al Direttore nazionale della cybersecurity Sean Cairncross, sostenendo che il ritiro dei modelli ha tolto gli strumenti migliori ai difensori senza rallentare gli attaccanti. La frattura interna americana resta, come avevamo osservato, la vera prima linea di difesa dell’accesso europeo.
La domanda che cambia per l’Europa
Avevamo una domanda: chi, tra le istituzioni europee, ha oggi il mandato e gli strumenti per garantire la continuità dell’accesso ai modelli frontier?
La risposta di Evian non è stata esauriente. L’Europa non ha presentato un piano di autonomia. Ha chiesto di entrare in un club le cui regole di ammissione sono scritte da altri e possono cambiare senza preavviso. Lo schema Trusted Partner istituzionalizza la dipendenza: l’interruttore non scompare, viene semplicemente dotato di un protocollo diplomatico. L’accesso resta una concessione, non un diritto, e la distanza tra concessione e diritto è esattamente la distanza tra il Diffusion Rule che l’amministrazione Trump ha rescisso, perché conteneva regole, e l’approccio che lo ha sostituito, perché le regole non servono a chi preferisce decidere caso per caso.
Per le organizzazioni europee che costruiscono servizi su API americane, la lezione è doppia. Il 12 giugno ha mostrato che l’interruttore esiste. Il 17 giugno ha mostrato che la risposta europea è chiedere gentilmente che non venga premuto.















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