la provocazione

“Lai”, il pronome che prova a mettere ordine tra umani e algoritmi



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Il pronome “lai” nasce come proposta linguistica per riferirsi all’intelligenza artificiale conversazionale senza attribuirle genere umano né ridurla a oggetto. Una riflessione sul rapporto uomo-macchina, sui cambiamenti del linguaggio e sul ruolo culturale delle nuove forme di interlocuzione digitale

Pubblicato il 3 lug 2026

Antonio Provenzano

specialista in Oftalmologia, Responsabile della Unità operativa di oculistica a Città di Lecce Hospital



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Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha smesso di essere soltanto uno strumento tecnico. È diventata presenza quotidiana, interlocutrice, assistente, compagna cognitiva. Interagiamo con sistemi conversazionali per lavorare, studiare, scrivere, prendere decisioni, organizzarci, riflettere. In molti casi, parliamo con l’AI più di quanto parliamo con alcuni esseri umani.

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