Dagli eGate aeroportuali agli stadi, dai fotosegnalamenti del Viminale alla videosorveglianza urbana, l’Italia usa già il riconoscimento facciale, non è certo una novità. Lo schema di decreto legislativo[1] che recepisce l’AI Act dell’UE[2] non introduce la tecnologia: ne riscrive il perimetro giuridico. Ed è su quel perimetro, non sull’esistenza degli strumenti, che si gioca la partita[3].
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AI Act, come cambia il riconoscimento facciale con il decreto italiano
Il decreto italiano sull’AI Act non introduce il riconoscimento facciale, già presente in aeroporti, stadi e archivi di polizia, ma ne ridefinisce i confini giuridici. Il nodo riguarda l’uso dei dati biometrici, il rapporto tra tempo reale e identificazione a posteriori e le garanzie chieste dal Garante
Legal Tech – Compliance Manager

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