Nel mercato dell’advertising online, per diversi anni, sono stati chiari e ben definiti modelli operativi e di business, modalità di interazione ed esperienze cliente. Si tratta di un mercato fortemente oligopolistico con due attori, Meta e Alphabet che raccolgono da soli oltre il 50% dell’intero mercato.
In questo contesto, è entrato, da febbraio negli USA e dal 24 agosto anche qui in Italia, un attore nuovo: Chat GPT Ads, che sembra aprire una nuova fase nella storia della pubblicità digitale.
Il lancio italiano del 24 agosto ha coinvolto altri 30 mercati europei. A pochi giorni di distanza OpenAI ha reso disponibile anche nel nostro Paese l’accesso diretto attraverso Ads Manager, affiancando al canale gestito da team commerciale, agenzie e partner tecnologici una modalità self-service per gli inserzionisti.

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Pubblicità su ChatGPT Ads: un nuovo scenario per l’advertising
Per chi segue il digitale da qualche anno, è facile ricordare i piccoli e grandi cambiamenti che il contesto ha già vissuto: dal lancio dei banner, al Search Ads, dalla pubblicità video, fino al native advertising, il video advertising e numerosi altri modelli, alcuni di successo, altri più evanescenti che in questi 25-30 anni si sono succeduti. L’evoluzione dell’advertising non è mai stata indolore; con lei sono cambiati anche i modelli di business sottostanti e si sono evoluti (o involuti) interi mercati. Si pensi a quanto è stato colpito il mercato editoriale dall’evoluzione incessante delle piattaforme digitali di contenuto e dallo spostamento dei budget degli inserzionisti.
L’introduzione della pubblicità su ChatGPT segna una discontinuità con il passato e costituisce un passaggio decisivo: la pubblicità su ChatGPT Ads, al momento poco invasiva e, apparentemente, molto attenta alla privacy, potrebbe essere quello che è stata, ad esempio, la pubblicità legata alle keyword di Google.
La pubblicità su ChatGPT Ads è caratterizzata da un altro aspetto interessante: il messaggio promozionale è selezionato e proposto sulla base di e in un contesto conversazionale e dialogico (tra l’utente finale e la macchina), ricco di spunti e informazioni, facendolo risultare potenzialmente più efficace e mirato.
ChatGPT Ads in Italia: dati, audience e primi segnali
I dati forniti da OpenAI, e dunque non verificati in modo indipendente, mostrano una rapida adozione negli Stati Uniti; dopo il pilota iniziale a inviti il numero di utenti (e i ricavi) sono rapidamente cresciuti; anche il fatturato annualizzato sembra molto promettente.
OpenAI non pubblica un dato sull’audience pubblicitaria italiana né una ripartizione nazionale fra utenti Free, Go e abbonati. Il perimetro dell’offerta è però definito: gli annunci possono essere mostrati ai piani Free e Go, mentre Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu restano senza pubblicità. Sono esclusi anche gli account attribuiti a persone con meno di 18 anni.
Un indicatore della diffusione potenziale arriva dal rapporto Digital 2026 di We Are Social e Meltwater: nell’ottobre 2025 il 25,2% degli utenti internet italiani con almeno 16 anni aveva usato ChatGPT nell’ultimo mese, attraverso sito o app. Il dato precede il lancio degli annunci e non equivale alla reach acquistabile, ma segnala una base d’uso già ampia su cui la piattaforma potrà costruire inventario e osservare le prime dinamiche di domanda.
La scala globale è altrettanto rilevante. Nel comunicato del 31 agosto OpenAI dichiara che ChatGPT supera un miliardo di utenti attivi settimanali e che l’attività pubblicitaria ha raggiunto un miliardo di dollari di ricavi annualizzati in meno di 200 giorni dal lancio. Si tratta di dati della società, non di una misura indipendente dell’efficacia pubblicitaria o dei budget sottratti ad altri canali, ma mostrano che l’advertising è diventato una componente concreta del modello economico di OpenAI
A pochi giorni dal lancio, non ci sono ancora dati affidabili sui risultati economico-finanziari in Italia. C’è tuttavia da sottolineare che ChatGPT genera l’84% del traffico referral proveniente dai chatbot generalisti (come Claude, Gemini, ecc.): un’indicazione che potrebbe smuovere anche gli inserzionisti più scettici. Il canale è inoltre poco popolato (e competitivo): un ulteriore invito a testare la piattaforma.
Perché testare ChatGPT Ads quando il canale è ancora giovane
Alle imprese conviene sperimentare ora, quando il canale è ancora giovane, con regole poco codificate e soprattutto una concorrenza minore.
Diversi motivi dovrebbero convincere anche le imprese meno orientate all’innovazione. Anzitutto, in questa fase il sistema di selezione premia la rilevanza del contenuto prodotto rispetto al contesto della conversazione più che il valore economico dell’offerta, e non esiste una soglia minima di spesa; si tratta di due condizioni che possono favorire, relativamente, anche chi ha budget più contenuti dei grandi inserzionisti.
La seconda: sperimentare oggi consente di essere pronti domani, quando la piattaforma sarà ovviamente più competitiva e sarà più difficile ottenere visibilità, click, traffico sulle proprie piattaforme.
Obiettivi, conversioni e attribuzione delle campagne
Il test dovrebbe però essere impostato con obiettivi circoscritti, una landing page coerente con la domanda dell’utente, eventi di conversione tracciabili e un confronto con i canali già utilizzati. Clic, impression e costo per acquisizione sono indicatori necessari, ma non bastano da soli a stabilire se il canale abbia prodotto domanda incrementale.
OpenAI ha introdotto dapprima acquisti a CPM, poi a CPC e strumenti di ottimizzazione per conversioni. Pixel, Conversions API e integrazioni con partner di misurazione consentono di osservare azioni successive al clic, come acquisti, registrazioni o richieste di contatto. Per le campagne italiane questi strumenti permettono un’analisi più strutturata dell’efficacia, ma non risolvono il nodo dell’attribuzione: occorre capire se la conversione sia davvero aggiuntiva rispetto a quelle generate da search, social, email o traffico diretto.
Visto il dialogo continuo tra componenti organiche e a pagamento (si trovano nelle stessa schermata), prima di investire anche un solo euro nelle inserzioni, è importante verificare e ottimizzare la propria presenza online. Nella preparazione dei contenuti, è importante curare la qualità del contenuto online che sarà utilizzato come base per estrarre il contenuto organico. Visto il layout, che mette contenuto organico e sponsorizzato nelle stessa pagina, è molto più efficace avere il doppio messaggio, organico e sponsorizzato che si rafforzano mutuamente, piuttosto che averne uno solo o, peggio, due messaggi in contraddizione.
Per le caratteristiche summenzionate, tutto sembra invitare le PMI a testare la soluzione e occupare così nuovi canali.
Le prime tendenze osservate negli Stati Uniti
Ancora difficile dire cosa avverrà in Italia. Tuttavia, i mesi trascorsi dal lancio negli Stati Uniti, rendono possibile mostrare e capire quali potrebbero essere le tendenze. Guardando ai dati USA, un primo aspetto rilevante riguarda chi effettua gli investimenti, sono ancora e sempre i player più grandi e strutturati (in particolare in alcuni settori come il software B2B su tutti, insieme a retail, viaggi e finanza personale) a condurre gli investimenti in questo campo.
Come si vede, si tratta di contesti maturi, strutturati e in cui il customer journey è già fortemente orientato alla comparazione analitica di alternative e offerte, uno dei migliori e più ovvi campi di applicazione dell’AI.
Resta l’apparente contraddizione di una piattaforma senza barriere all’ingresso e relativamente poco competitiva in cui, perlomeno negli USA, non sono le piccole e medie imprese a occupare e strutturare il mercato. Ancora una volta, in tema di innovazione, sono I più grandi a guidare.
Pubblicità su ChatGPT Ads: formato, ranking e presenza organica
È importante osservare il modo in cui appare l’annuncio, dato che questo impatta fortememente anche temi di budget e di modello operativo.
Gli annunci compaiono sotto la risposta di ChatGPT, sono identificati come sponsorizzati e separati visivamente dal testo generato dal modello. OpenAI afferma che il sistema pubblicitario è distinto da quello che produce le risposte e che gli inserzionisti non possono influenzarne contenuto, ordine o formulazione
Per selezionare un annuncio, la piattaforma considera il contesto e l’intento della conversazione corrente, la pagina di destinazione, il titolo e il testo dell’advertising, le indicazioni fornite dall’inserzionista e le impostazioni di targeting. Quando esistono più annunci idonei, il ranking tiene conto della rilevanza attesa e delle offerte economiche. La pertinenza rispetto alla domanda, quindi, non sostituisce il bid: entra in un sistema di selezione che combina segnali di rilevanza, probabilità di risultato e valore dell’offerta.
L’annuncio sponsorizzato compare nella stessa schermata della risposta organica di ChatGPT, separato visivamente ma contiguo nel percorso di lettura. Come detto, questa convivenza rende strategico un lavoro che va oltre l’acquisto di una presenza su un media: si tratta di verificare se e come il proprio brand è già presente nelle risposte organiche per le categorie di riferimento e, nel caso non lo fosse, prendere provvedimenti perché sia al più presto. Non esiste tuttavia un legame dichiarato tra visibilità organica e ranking pubblicitario; ovvero: comparire in una risposta organica non garantisce visibilità e presenza nell’area sponsorizzata. Tuttavia, diventa centrale la coerenza tra i due piani che si rafforzano vicendevolmente.
L’AI Optimization e la coerenza delle fonti
L’AI Optimization nasce proprio da questa esigenza e “costringe” a un’attenta cura di documentazione, schede prodotto, pagine informative e a garantire la coerenza delle fonti pubblicate sul web. Non è una tecnica per forzare la citazione nelle risposte dell’AI, ma un lavoro di qualità informativa che dovrebbe precedere e condizionare l’allocazione del budget pubblicitario.
ChatGPT Ads e privacy: dati, limiti e protezione utenti
La pubblicità conversazionale mette al centro la distinzione fra dati usati dalla piattaforma e dati accessibili agli inserzionisti. OpenAI dichiara di non condividere con gli advertiser chat, cronologia, memoria, nome, email, indirizzo IP, posizione precisa o informazioni sensibili. I report destinati alle aziende contengono dati aggregati, come visualizzazioni e clic.
Nello Spazio economico europeo, la personalizzazione pubblicitaria non è prevista nella fase iniziale. La privacy policy europea di OpenAI indica che gli annunci generici possono comunque basarsi sul contesto della conversazione corrente, sulla localizzazione generale, sul momento della giornata e sul dispositivo. L’utente può controllare la personalizzazione e cancellare i dati usati per gli annunci, ma la disattivazione della personalizzazione non elimina gli annunci correlati alla conversazione in corso
OpenAI esclude le inserzioni dalle conversazioni su salute personale, salute mentale e politica. Il vincolo è rilevante perché l’interfaccia conversazionale viene usata anche per richieste che possono rivelare condizioni economiche, familiari, professionali o personali. La qualità delle procedure di esclusione, la chiarezza dell’informativa e la possibilità per gli utenti di capire perché vedono un annuncio saranno elementi da verificare nel tempo.
ChatGPT Ads nella concorrenza tra le piattaforme
Nella competizione tra Google e Meta, a cui aggiungere Amazon, si inserisce un nuovo attore, Open AI che, con ChatGPT, introduce una nuova modalità di erogazione e fruizione, dando un nuovo senso all’advertising online, per la prima volta trasformato realmente, dopo molti anni caratterizzati da piccole aggiornamenti di un modello sostanzialmente consolidato.
ChatGPT Ads non è oggi un sostituto di Google Ads, Meta Ads o delle piattaforme retail. Mancano dati pubblici comparabili su audience italiana, costi medi, frequenza pubblicitaria, tassi di clic e ritorno sull’investimento. Le decisioni di allocazione dei budget dovranno quindi basarsi su test controllati e non su semplici analogie con la search o il native advertising.
Con ChatGPT Ads le cose cambiano. Anche se ChatGPT Ads non sostituisce oggi Google Ads o Meta Ads, la nuova piattaforma introduce una variabile che nessuno dei grandi player storici replica nello stesso modo: la base cognitiva di un contesto ampio, articolato e approfondito emergente dal dialogo in linguaggio naturale con il bot e su cui basare la selezione e il formato dei contenuti









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