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ChatGPT Images 2.5: OpenAI punta su editing e coerenza


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OpenAI aggiorna ChatGPT Images 2.5 con un editing più stabile, una maggiore fedeltà ai soggetti di riferimento e tempi di generazione ridotti. Sketch, commenti e prompt condivisi ampliano il lavoro mobile, mentre Flare e Sunburst differenziano velocità e precisione per gli sviluppato

Pubblicato il 9 set 2026

Giovanni Masi

Computer Science Engineer



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images 2.5




OpenAI ha presentato l’8 settembre 2026 ChatGPT Images 2.5, nuova versione del sistema per generare e modificare immagini integrato nei suoi prodotti. L’aggiornamento interviene su alcuni dei limiti che più incidono nell’uso quotidiano dei modelli visuali, dalla conservazione dei dettagli durante le modifiche alla fedeltà dei soggetti presenti nelle fotografie di riferimento. L’azienda dichiara inoltre una riduzione della latenza di generazione fino al 50% rispetto a Images 2.0.

La scala raggiunta dal servizio spiega in parte la direzione scelta. Secondo i dati comunicati da OpenAI, ogni settimana vengono generate più di tre miliardi di immagini attraverso ChatGPT Images e i modelli GPT-Image utilizzati tramite API. A questi volumi, anche differenze apparentemente marginali nella velocità o nella stabilità dell’editing possono avere conseguenze concrete, soprattutto per chi produce molte varianti dello stesso contenuto.

Introducing ChatGPT Images 2.5

ChatGPT Images 2.5 punta sulla coerenza delle modifiche

Il miglioramento più interessante non riguarda soltanto la capacità di ottenere una prima immagine convincente. Images 2.5 è stato progettato per conservare meglio ciò che deve rimanere invariato quando il lavoro prosegue attraverso più modifiche. OpenAI indica una maggiore riconoscibilità dei soggetti, texture più ricche e un’illuminazione più naturale quando vengono utilizzate immagini di riferimento.

La differenza diventa significativa quando una fotografia viene trasformata in una nuova ambientazione, in un diverso stile oppure all’interno di una composizione più complessa. Nei sistemi generativi precedenti era frequente che, insieme all’elemento richiesto, cambiassero anche caratteristiche che l’utente non aveva intenzione di toccare. Per un utilizzo occasionale può essere un inconveniente. In un processo professionale, dove un prodotto, un volto o un’identità visuale devono restare coerenti tra decine di versioni, diventa invece un limite strutturale.

OpenAI afferma che Images 2.5 riduce questa deriva e mantiene più facilmente le caratteristiche distintive della sorgente durante la trasformazione. Si tratta, per ora, di prestazioni descritte principalmente nelle valutazioni e nelle dimostrazioni pubblicate dall’azienda, non di un confronto indipendente su larga scala.

L’editing selettivo di ChatGPT Images 2.5

La stessa logica guida l’editing. Il modello dovrebbe essere più affidabile nel modificare soltanto ciò che viene richiesto, preservando il resto della scena anche quando sfondo, composizione e soggetti sono articolati. Un oggetto può essere sostituito, una scritta corretta o un elemento grafico modificato senza dover rigenerare necessariamente l’intera immagine.

È un passaggio rilevante perché avvicina la generazione visuale al funzionamento degli strumenti creativi tradizionali. Chi lavora a una campagna pubblicitaria o a una fotografia di prodotto non vuole ricominciare da zero dopo ogni correzione. Vuole intervenire su una porzione precisa del lavoro e poter considerare il resto già acquisito.

La continuita nelle conversazioni a piu passaggi

Images 2.5 estende questa continuità anche alle conversazioni con più passaggi. Secondo OpenAI, le modifiche precedenti tendono a sopravvivere con maggiore coerenza alle richieste successive, limitando il deterioramento progressivo dell’immagine. È probabilmente uno degli aspetti meno spettacolari nelle dimostrazioni, ma uno dei più importanti per stabilire se un generatore può diventare uno strumento di produzione e non soltanto di sperimentazione.

Sketch amplia i prompt di ChatGPT Images 2.5

Accanto al modello cambia l’interfaccia. Con Sketch, disponibile nell’app mobile, l’utente può tracciare direttamente una bozza e accompagnarla con istruzioni scritte. Il disegno funziona come riferimento spaziale. Non deve essere accurato, perché serve soprattutto a comunicare relazioni tra oggetti, posizioni e forme difficili da spiegare esclusivamente a parole.

È una piccola modifica con conseguenze interessanti. Il prompt non è più necessariamente un testo, ma può diventare una combinazione di linguaggio e indicazioni grafiche. Per descrivere dove deve comparire un elemento in un poster, per esempio, uno schizzo può risultare molto più efficace di una lunga sequenza di coordinate espresse verbalmente.

OpenAI ha introdotto anche template per partire da strutture già predisposte, come poster e loghi, che possono essere successivamente personalizzate. Le release notes precisano però un limite importante al momento del lancio. I template non sono ancora disponibili in ChatGPT Work.

Collaborazione e prompt condivisi per le immagini

Su mobile è possibile aprire a schermo intero un’immagine generata e aggiungere commenti per indicare ciò che deve essere modificato. La funzione si affianca agli strumenti di selezione già presenti nell’editor e permette di concentrare l’intervento su aree o dettagli specifici. OpenAI avverte comunque che la selezione non è sempre perfettamente precisa e che una modifica può estendersi oltre la zona evidenziata.

È arrivata inoltre la possibilità di condividere il prompt che ha prodotto un’immagine, così che un’altra persona possa riutilizzarne l’impostazione e adattarla alle proprie fotografie o esigenze. Anche in questo caso il cambiamento riguarda più il processo che la pura capacità generativa. Il prompt assume il ruolo di una sorta di modello creativo trasferibile, invece di rimanere una semplice istruzione associata a una singola immagine.

Il rollout di Images 2.5 è iniziato l’8 settembre su tutti i livelli di ChatGPT e coinvolge ChatGPT, ChatGPT Work e Codex tra web, desktop e mobile. La presenza delle singole funzioni, tuttavia, varia in parte in base alla piattaforma, come dimostrano Sketch e commenti documentati specificamente per l’esperienza mobile.

I modelli di ChatGPT Images 2.5 per sviluppatori

Per gli sviluppatori la nuova generazione si articola in due modelli. GPT-Image-2.5 Flare è quello orientato alla velocità ed è indicato da OpenAI come scelta predefinita per la maggior parte delle applicazioni. Secondo l’azienda offre immagini di qualità superiore a GPT-Image-2 con una latenza inferiore del 50%, caratteristica che lo rende adatto a prototipazione rapida, contenuti social, esperienze di prodotto e applicazioni che richiedono volumi elevati.

Flare per velocita e volume

GPT-Image-2.5 Sunburst occupa invece la fascia più orientata alla precisione. OpenAI lo descrive come il modello più capace della famiglia per generazione ed editing, destinato soprattutto ai workflow nei quali il controllo delle modifiche è prioritario. Il prezzo di questa maggiore accuratezza è un tempo di generazione più lungo.

Sunburst per editing e precisione

Entrambi accettano testo e immagini come input e producono immagini. Le tariffe API indicate al lancio sono di 5 dollari per milione di token testuali in ingresso, 8 dollari per milione di token immagine in input, 2 dollari per gli input immagine memorizzati in cache e 30 dollari per milione di token immagine in output. La documentazione di Sunburst precisa espressamente che queste tariffe per token sono le stesse di GPT Image 2. Ciò non permette però di ricavare direttamente il costo di ogni immagine, perché il consumo effettivo di token può variare e il calcolatore di GPT Image 2 non stima quello dei nuovi modelli 2.5.

ChatGPT Images 2.5 e il problema della provenienza

Tariffe API e costi effettivi

Il guadagno di realismo porta con sé un problema inevitabile. Nel System Card pubblicato insieme al modello, OpenAI riconosce che una maggiore capacità di produrre immagini credibili potrebbe rendere più convincenti, in assenza di protezioni, anche rappresentazioni false di persone, luoghi ed eventi reali, comprese immagini politiche o sessuali.

Il sistema di sicurezza utilizza diversi livelli di controllo. Le richieste vengono valutate prima della generazione, immagini e testo in ingresso sono sottoposti a verifiche e anche l’output finale viene analizzato prima di essere mostrato. Nei test avversariali pubblicati da OpenAI, la quota di immagini non sicure non intercettate dal sistema è risultata dell’1,09% per Sunburst e dell’1,41% per Flare, contro l’1,64% del precedente Images 2.0. Le differenze sulla metrica degli output non sicuri mostrati non raggiungono però la soglia di significatività statistica indicata dall’azienda. Inoltre i test sono costruiti appositamente con richieste problematiche e non descrivono il traffico ordinario del servizio.

Sicurezza e test avversariali

Sul piano della provenienza restano i metadati C2PA, ai quali si aggiunge SynthID di Google DeepMind. Il watermark invisibile viene incorporato nelle immagini generate attraverso ChatGPT, Codex e API e affianca i metadati anziché sostituirli. OpenAI stessa osserva che nessuna singola soluzione può risolvere da sola il problema dell’attribuzione dei contenuti sintetici.

ChatGPT Images 2.5 verso un flusso creativo iterativo

C2PA e SynthID per la provenienza

ChatGPT Images 2.5 suggerisce infine un cambiamento più ampio nel modo in cui OpenAI considera la generazione visuale. L’obiettivo non sembra più essere soltanto trasformare una frase in un’immagine convincente. Il sistema viene costruito attorno a una sequenza fatta di riferimenti, schizzi, generazione, selezioni, commenti e correzioni successive.

È in questa continuità che il modello dovrà dimostrare il proprio valore. La qualità della prima immagine rimane importante, ma nei processi creativi professionali pesa altrettanto la possibilità di conservarne identità e struttura mentre il progetto cambia. Se la promessa di un editing più stabile reggerà anche fuori dalle dimostrazioni controllate, il risultato più significativo di Images 2.5 potrebbe non essere un’immagine più bella, ma un processo di produzione visuale meno fragile.

Fonti su ChatGPT Images 2.5

OpenAI, Introducing ChatGPT Images 2.5, 8 settembre 2026. Annuncio ufficiale

OpenAI Help Center, ChatGPT — Release Notes, aggiornamento del 9 settembre 2026. Release notes

OpenAI Help Center, Images in ChatGPT, aggiornamento del 9 settembre 2026. Documentazione di ChatGPT Images

OpenAI Developers, GPT-Image-2.5 Flare Model. Documentazione API di Flare

OpenAI Developers, GPT-Image-2.5 Sunburst Model. Documentazione API di Sunburst

OpenAI Deployment Safety Hub, ChatGPT Images 2.5 System Card, 8 settembre 2026. System Card

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