Deepfake, identità sintetiche e automazioni basate sull’AI stanno mettendo in discussione i presupposti stessi della verifica online. Non basta più riconoscere un volto o validare un documento: oggi occorre capire da dove arrivano i dati, se il processo è integro e se la persona è davvero presente.
identità sintetiche
Quei volti creati dall’AI che sembrano più affidabili di quelli veri
Le identità sintetiche rendono insufficienti i controlli basati su volto, voce e documenti. La fiducia digitale deve fondarsi su provenienza dei contenuti, presenza reale dell’utente, integrità dei processi e verifiche continue capaci di resistere a deepfake, automazioni e frodi sempre più scalabili

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