pubblica amministrazione

PA data-driven: 5 passaggi chiave per servizi a misura di cittadino



Indirizzo copiato

Governare il tempo, rappresentare il cittadino in modo dinamico, adottare architetture logiche, integrare l’AI e abilitare il data sharing: questi i cinque pilastri per costruire una Pubblica Amministrazione moderna, capace di utilizzare i dati al servizio della comunità

Pubblicato il 21 ott 2025

Andrea Zinno

Data Evangelist di Denodo



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
Servizi pubblici digitali (1) IA nella PA pubblica amministrazione data-driven




La Pubblica Amministrazione italiana si trova di fronte a una sfida cruciale: trasformare un patrimonio informativo in continua crescita in servizi concreti per i cittadini.

Le architetture logiche dei dati rappresentano la risposta più efficace a questa esigenza, offrendo un approccio innovativo che supera i limiti delle infrastrutture tradizionali.

Non si tratta solo di una questione tecnologica, ma di un vero cambio di paradigma che richiede nuove competenze, visioni strategiche e una cultura organizzativa orientata al valore dei dati.

Ma quali sono concretamente i passaggi da compiere per questa trasformazione?

I dati come leva strategia per la pubblica amministrazione

Secondo il report Data Age – The Global Datasphere 2025 di IDC e Seagate, entro il 2025 la Global Datasphere raggiungerà infatti i 175 zettabytes, con i soli sensori IoT destinati a generarne circa 90. Il 49% di questi dati risiederà in ambienti Public Cloud, ormai considerati il nuovo centro nevralgico, mentre circa il 30% richiederà una gestione in tempo reale, in linea con la crescita dell’Edge Computing.

Questo immenso patrimonio informativo offre opportunità straordinarie per osservare e comprendere la realtà, ma comporta anche nuove sfide a livello di governance, poiché è necessario evitare che la complessità e la quantità dei dati ne ostacolino la comprensione e un utilizzo efficace.

I cinque passaggi strategici per una PA data-driven

Con queste premesse, ecco quali sono i cinque passaggi fondamentali per supportare la costruzione di una PA realmente data-driven, moderna e rispondente ai bisogni dei suoi utenti?

Governare il tempo per servizi più rapidi

I cittadini si aspettano servizi rapidi, personalizzati e coerenti: di conseguenza, il tempo è diventato la principale unità di misura del successo.

Le amministrazioni devono quindi essere “fluide”, per adattarsi a un contesto che cambia, e “non viscose”, per far sì che tale adattamento sia veloce, così da ridurre la distanza tra una comunità che chiede e le istituzioni che rispondono.

Raccogliere, comprendere e utilizzare i dati in modo efficace supporta l’ottimizzazione dei processi, permettendo di prendere decisioni informate e tempestive.

Rappresentare il cittadino in modo dinamico e multidimensionale

Nel contesto pubblico, il cittadino non è un’entità statica, ma un soggetto in continua evoluzione, che interagisce con la PA in modi diversi nel corso della vita.

Per offrire servizi adeguati, è necessario costruire una rappresentazione dinamica e multidimensionale del singolo individuo, che integri dati sotto il diretto controllo dell’amministrazione, così come informazioni provenienti da soggetti terzi e condivise tra amministrazioni o partner.

Tendere verso questo approccio, definito Augmented Citizen View, consente di superare la frammentazione informativa e di costruire servizi più mirati, inclusivi e proattivi.

Dalle architetture fisiche ai modelli logici e semantici

Tradizionalmente, l’integrazione dei dati nella PA si è basata su modelli fisici, che prevedono la copia e la centralizzazione delle informazioni. Questo modus operandi porta però con sé limiti evidenti in termini di governance, scalabilità e sostenibilità.

Le architetture logiche dei dati offrono invece un’alternativa più agile e resiliente: si basano su un livello di astrazione che permette di accedere e combinare dati distribuiti, senza doverli spostare fisicamente.

All’interno del livello logico prende vita il modello semantico, che armonizza le diverse interpretazioni delle informazioni tra enti differenti, mantenendo la coerenza e rispettando le specificità di ciascuno, così che oggettività e soggettività trovino il loro equilibrio.

Questo approccio consente di ridurre la duplicazione dei dati e i costi di gestione, facilitando la collaborazione tra enti, migliorando la qualità e la comprensione dei dati, abilitando l’interoperabilità e la condivisione sicura delle informazioni.

Intelligenza artificiale e gestione avanzata dei dati

L’adozione di architetture logiche è anche un prerequisito per sfruttare appieno il potenziale dell’intelligenza artificiale.

Dagli algoritmi predittivi ai modelli generativi, l’AI necessita infatti di dati puliti, contestualizzati e accessibili. In particolare, la Retrieval Augmented Generation integra i modelli di intelligenza artificiale con fonti di dati strutturati e non strutturati, migliorando, per esempio, sia il processo decisionale che la capacità degli assistenti virtuali di fornire risposte contestuali.

Ma per funzionare correttamente, questi modelli devono poter accedere a dati ben organizzati e governati, come quelli resi disponibili attraverso un’architettura logica. L’AI può anche dare un significativo contributo al Data Management nel suo complesso, suggerendo trasformazioni, ottimizzando query e facilitando l’accesso ai dati tramite linguaggio naturale, contribuendo così alla democratizzazione dell’informazione.

Data sharing sicuro tra enti pubblici e privati

Il data sharing sicuro e intelligente tra enti differenti è una condizione essenziale per una PA moderna e collaborativa. Le architetture logiche offrono un modello flessibile e scalabile, in cui i dati restano presso i rispettivi titolari e vengono resi accessibili solo quando necessario.

Questo approccio è alla base di iniziative come gli International Data Space e, in Italia, la PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati), che promuovono ecosistemi federati e interoperabili. Attraverso hub locali o tematici, è possibile aggregare e valorizzare dati eterogenei senza duplicarli, favorendo l’uso degli Open Data e restituendo valore alla comunità.

Una scelta strategica per il futuro della PA

L’adozione di architetture logiche e di un approccio data-driven rappresenta quindi una scelta strategica per la Pubblica Amministrazione. Non è soltanto una questione tecnologica, ma è, piuttosto, un cambiamento culturale e organizzativo, che può abilitare decisioni più rapide e informate, servizi più efficaci e personalizzati, una collaborazione più stretta tra enti, maggiore trasparenza e, di conseguenza, incrementata fiducia da parte dei cittadini. In un’epoca in cui il tempo è la risorsa che più scarseggia, riuscire a ottimizzarlo attraverso i dati è la vera sfida. E le architetture logiche rappresentano un valido alleato per affrontarla.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x