innovazione e pandemia

Pubblica amministrazione, serve una vera governance delle competenze innovative

Nella PA v’è urgente bisogno di una Job Skills Governance che metta al centro l’innovazione e che sia in grado di ingenerare un ecosistema abilitante, come peraltro previsto dal paradigma 4.0. Ecco perché tutti i governi dovrebbero avere l’interesse a garantire che i loro programmi siano dotati delle competenze qualificate

23 Nov 2020
Achille Pierre Paliotta

Ricercatore INAPP

transformation-3746923_960_720

La pubblica amministrazione si trova attualmente a operare in un nuovo contesto, caratterizzato dall’emergenza sanitaria, il quale richiede, indubbiamente, inediti approcci nonché un deciso cambiamento di paradigma organizzativo e culturale.

Alcuni accadimenti recenti, in primis lo smart working, hanno interessato il settore pubblico in maniera diretta e hanno davvero messo in risalto come la digitalizzazione dei processi/servizi offerti e la qualità del personale siano gli elementi distintivi per affrontare i passaggi attuali e le sfide impegnative che questi comportano, non solo a livello organizzativo ma soprattutto di visione complessiva. Tutti e due, peraltro, sono strettamente interconnessi e in relazione a un plesso di questioni relative a chi, come e perché innova nella PA.

Vediamo allora come e perché una governance delle competenze innovative, correlate alle nuove tecnologie, nel settore pubblico, dovrebbe costituire un’importante leva organizzativa per raggiungere l’obiettivo dell’innovazione.

Chi avvia le innovazioni e come avvengono i processi innovativi

In primo luogo, chi sono coloro che danno inizio alle innovazioni? Ricerche svolte nel settore pubblico hanno mostrato come molti processi innovativi vengono iniziati dal middle management e dal personale in prima linea. Questo risultato inedito fu ottenuto da Sandford Borins, nelle surveys svolte nel 1998 e nel 2010, incentrate sugli innovatori pubblici i quali avevano ricevuto un premio per le loro realizzazioni, messo a disposizione dall’Harvard Kennedy School (HKS) Innovation in American Government. Oggi questa conclusione, probabilmente, non costituisce più una sorpresa ma, all’epoca della prima indagine, essa fu davvero sorprendente data l’immagine prevalente secondo cui il processo innovativo veniva pianificato e fluiva dall’alto verso il basso e quella, correlata, del dipendente pubblico tradizionalmente avverso ai rischi, di qualsiasi genere essi fossero. Di fatto, all’interno delle consuete relazioni di autorità verticale, le quali ancora oggi governano le organizzazioni della PA, è piuttosto difficile, per il personale in prima linea o per il middle management, farsi promotore di processi innovativi, tanto da poter essere definiti dei “local heroes”, nel primo rapporto, pubblicato nel 1998, Innovating with integrity. How local heroes are transforming American Government.

WHITEPAPER
Smart Working: lo stato dell’arte e cosa succede con la fine dello stato di emergenza
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working

Le diverse modalità con cui risolvere la miriade di problemi operativi, nel settore pubblico, porta ad approfondire la tematica sul come avvengono i processi innovativi. La risoluzione dei problemi è, difatti, l’aspetto che più viene sottolineato dagli innovatori, soprattutto se comparato con le situazioni di crisi, ovvero un fallimento conclamato, visibile a tutti, del programma/servizio pubblico. Anche qui, un punto di vista “scettico” porterebbe ad argomentare che le organizzazioni della PA, le quali agiscono spesso in situazione di monopolio, sono assai lente a rispondere ai segnali di insoddisfazione del pubblico, nella fornitura dei loro servizi/prestazioni, almeno fino a quando la situazione diventa apertamente insostenibile e vi è un peggioramento visibile, con un successivo, deciso, cambiamento di rotta. Una visione più “simpatetica” trova in questi risultati, invece, la conferma che i dipendenti pubblici sono consapevoli delle prestazioni della propria organizzazione, attraverso proprie intuizioni oppure sistemi di monitoraggio, formali e informali, e si attivano concretamente per risolvere i problemi con cui si confrontano quotidianamente.

Perché avvengono le innovazioni

Sul perché avvengono le innovazioni, infine, vi sono sostanzialmente due teorie. La prima si può definire incrementalista; l’iniziatore dell’innovazione aveva un’idea approssimativa della soluzione proposta, la quale viene successivamente perfezionata, in un periodo di tempo considerevole, sulla base dell’apprendimento adattivo e dell’esperienza. La seconda si basa sulla pianificazione strategica; l’innovatore aveva una visione completa del progetto/programma e procede alla sua implementazione, in tempi relativamente brevi, senza sostanziali modifiche. Tutte e due le indagini, del 1998 e 2010, confermano come la seconda sia di gran lunga prevalente e che gli innovatori mostrano, fin dall’inizio, una forte consapevolezza sugli esiti finali delle loro proposte.

Gli ostacoli all’innovazione

Riguardo agli ostacoli, nelle due indagini, più del 50% sono di carattere interno e parrebbero riflettere la tendenza dei progetti innovativi a sfidare ristretti patterns occupazionali, procedure operative standard e ben radicate e difese asimmetrie di potere organizzativo. Tra le tattiche, adoperate dagli innovatori, per avere la meglio sulle resistenze interne, vale qui citare le modalità di persuasione e di accomodamento citate quasi nella metà dei casi. Ciò mostra assai bene come gli innovatori credano fino in fondo nella bontà dei loro progetti e compiono dei continui tentativi per cercare di confutare lo scetticismo dei loro opponenti oppure cercano di modificare le loro proposte quel tanto che basta per poter essere meno contrastate. Ciò esemplifica, in maniera tangibile, quali siano le difficoltà che si incontrano nel far accettare un progetto, tra l’unicità dello stesso e la continua adattabilità del processo a cui si è costretti. Due tattiche, comunque, si applicano praticamente a qualsiasi ostacolo: la persistenza nonché una visione chiara e focalizzata sugli obiettivi da raggiungere.

Sebbene le ricerche summenzionate possano apparire leggermente datate i risultati sembrano validi ancor oggi, se non addirittura ancor più cruciali, stante l’emergenza sanitaria in corso, ad esempio, con il continuo ricorso allo smart working, il quale dovrebbe implicare, sia detto en passant, una decisa riformulazione del paradigma lavorativo, piuttosto che un mero dislocamento, dal lavoro d’ufficio a quello casalingo, come, di fatto, si è sostanzialmente applicato sin qui. L’attuale situazione obbliga, dunque, a promuovere fortemente, nella PA, un ambiente organizzativo in cui l’innovazione possa rappresentare la pratica corrente e l’individuazione dei potenziali innovatori una delle priorità dei decisori politici. Se gli innovatori, difatti, vengono individuati dai vertici, supportati e motivati in corso d’opera, essi possono giocare un ruolo chiave nel fornire del valore aggiunto ai programmi/servizi pubblici.

L’attività che il settore pubblico è chiamato a svolgere fin da adesso riguarda, difatti, molteplici aspetti, desumibili, ad esempio, dalle azioni di tipo materiale e infrastrutturale previste a supporto dell’Agenda digitale, con interventi di promozione della cultura digitale e il rafforzamento delle competenze degli operatori coinvolti nella gestione ed erogazione dei servizi già avviati: anagrafe nazionale; identità digitale; pagamenti elettronici; fatturazione elettronica, ecc.. Sull’innovazione tecnologica, in generale, v’è da dire che la PA ha compiuto sforzi significativi, soprattutto in questi ultimi mesi, per spostarsi da servizi/processi tradizionali verso soluzioni innovative, in molti casi digitali. Se si riflette che l’Italia si colloca stabilmente tra le ultime posizioni dell’indice Digital Economy and Society Index (DESI) i risultati raggiunti non possono essere considerati così scontati, nonostante il notevole contributo apportato, in questi ultimissimi anni, dal Team per la Trasformazione Digitale, oggi incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dalla stessa Agenzia per l’Italia Digitale (AGID).

Una governance delle competenze innovative

Affinché la governance delle competenze innovative possa essere davvero efficace, tuttavia, anche nel superare gli ostacoli interni, dovrebbe poter contare su una chiara posizione organizzativa, ad esempio, a diretto supporto dei vertici di cui deve costituire, insieme alla strategia complessiva dell’ente, una delle preoccupazioni principali. Vi è, dunque, la necessità di adottare un framework organizzativo che qui viene compendiato come Job Skill Governance (JSG) in quanto la cultura dell’innovazione e le correlate job skills sono divenute uno degli assets più importanti per tutte le organizzazioni, non solo per quelle private, a prescindere dalla loro dimensione economica e operativa.

La tesi qui sostenuta è, dunque, che nella PA (non solo in essa ovviamente) v’è urgente bisogno di una JSG che metta al centro l’innovazione e che sia in grado di ingenerare un ecosistema abilitante, così come peraltro previsto dal paradigma 4.0. La cruciale questione sottesa è, allora, se una tale governance sia strategica per la vitalità e l’ulteriore sviluppo del settore pubblico. E, ancora, si possono perseguire obiettivi di produttività, flessibilità organizzativa in un modo socialmente accettabile (employee voice)? In questo senso, la JSG può essere intesa come la declinazione, in un ambiente organizzativo, perlopiù strutturato e regolamentato, di un meccanismo creato al fine di assicurare il giusto bilanciamento tra domanda e offerta di skills al fine di assicurare all’ente pubblico il consolidamento e l’ulteriore sviluppo. Tale cultura dell’innovazione, a regime, dovrebbe permeare tutta l’organizzazione pubblica a partire dai vertici (livello strategico) passando per il livello amministrativo e intermedio del middle management (livello tattico) così da percolare, infine, al personale impegnato in prima linea (livello operativo).

Conclusioni

L’ultima chiosa è che l’innovazione nel settore pubblico è diversa da quella del settore privato e, pertanto, richiede un set di competenze diverso. Ad esempio, le sfide che il settore pubblico deve affrontare sono particolarmente complesse e la linea degli stakeholders politici non sempre chiara, così come il contesto di riferimento è altamente regolamentato e i finanziamenti per l’innovazione sono più difficili da identificare e hanno standard più elevati relativi alla trasparenza e alla responsabilità pubblica. Considerando la combinazione di tutti questi fattori, ciò porta a livelli più elevati di avversione al rischio e tassi di cambiamento e adozione più lenti. Anche i sistemi occupazionali nel settore pubblico tendono a essere meno reattivi rendendo, di conseguenza, più difficile la creazione di competenze specifiche per affrontare le sfide dell’innovazione. Ad esempio, profili professionali quali quelli del data scientist, dell’esperto di machine and deep learning, della Data visualization, tra altri, così richiesti nel settore privato, faticano tuttora a trovare una loro stabile diffusione nel pubblico impiego.

In conclusione, stante anche la situazione attuale, tra emergenza sanitaria e un vaste programme di digitalizzazione della PA, vi è un’urgente necessità da parte del settore pubblico di implementare una convincente JSG al fine di supportare gli innovatori interni, a maggior ragione quando le richieste di servizi e le relative risorse continuano a muoversi in direzioni opposte. Dato l’impatto del settore pubblico, difatti, tutti i governi dovrebbero avere l’interesse a garantire che i loro programmi siano dotati delle competenze qualificate, degli incentivi e delle opportunità per stimolare l’innovazione e ottenere così risultati migliori per i cittadini. Tutti e tre gli aspetti costitutivi di un framework JSG dovrebbero essere promossi, pertanto, dai vertici del settore pubblico per monitorare l’allineamento tra risorse, non solo umane evidentemente, e obiettivi di innovazione.

«In the face of the obstacles inherent in the process,

despite the risk of failure, despite the time, energy, persuasion,

and improvisation required to bring an innovation to fruition,

public servants continue to find new ways to create public value»

(Borins, 2014:1)

Le opinioni espresse in questo articolo impegnano la responsabilità dell’autore e non necessariamente riflettono la posizione dell’ente di appartenenza.

BIBLIOGRAFIA

Borins Sandford (1998), Innovating with integrity. How local heroes are transforming American Government, Washington (DC), Georgetown University Press.

Borins Sandford (2014), The Persistence of Innovation in Government. A Guide for Innovative Public Servants, Washington (DC), IBM Center for The Business of Government.

WHITEPAPER
ServiceNow: il caso concreto di un’azienda di successo nel Customer Service
Software
Competenze Digitali
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati