data economy

Cybersicurezza e privacy, così la PA italiana può vincere la partita del secolo

Quali dunque le azioni da mettere in campo per far sì che la PA sorregga e tragga beneficio dalle inedite sfide della data economy? Tre le mosse da compiere: cambiare mentalità, investire sul capitale umano e pianificare. Come metterle a terra col PNRR

01 Ott 2021
Rocco Panetta

Partner Panetta Studio Legale e IAPP Country Leader per l’Italia

conservazione dati traffico - data retention

Qualche settimana fa, in un articolo per questa testata, provavo a tracciare le priorità di intervento per il prossimo semestre affinché il nostro Paese stia al passo con l’avvento della data economy.

Da quel micro-manifesto programmatico è nata l’idea, assieme al Direttore Alessandro Longo, che ringrazio, di analizzare punto per punto alcuni tra i principali temi ivi toccati.

Con questo articolo si apre così una serie di approfondimenti verticali, pubblicati con cadenza regolare e raccolti sotto il nome di “Italia: focus data economy”.

Protagonista di questa prima puntata è la pubblica amministrazione.

Privacy bistrattata, ma è perno del nostro futuro: cosa serve per una svolta

Sono evidenti le ragioni che suggeriscono di soffermarsi con una certa urgenza a riflettere sullo stato di digitalizzazione e di compliance alla normativa sull’uso appropriato dei dati (“privacy”) dell’apparato statale, vale a dire sul livello di metabolizzazione della fenomenologia del trattamento e della valorizzazione dei dati. E anche ai meno esperti in materia non saranno di certo sfuggiti gli eventi balzati alle cronache negli ultimi mesi e che hanno palesato la presenza di non poche criticità nel comparto pubblico.

Quali dunque le azioni da mettere in campo per far sì che la PA sorregga e tragga beneficio dalle inedite sfide della data economy? Personalmente credo siano tre le mosse da compiere: cambiare mentalità, investire sul capitale umano e pianificare. Ma, come in una partita a scacchi, per vincere occorre che se ogni mossa sia efficace e segua immediatamente quella precedente.

Uso razionale dei dati pubblici: serve un cambio di mentalità

Il piano per un rinnovamento della PA richiede innanzitutto e a monte di sposare un nuovo modo di intendere e rapportarsi ai fenomeni della data economy. Si rende insomma necessario, come ho già sottolineato in precedenza, un netto salto di qualità. Ciò significa, innanzitutto, accettare proattivamente l’idea che oggi nessuna politica istituzionale o di governance pubblica possa prescindere da un’attenta, approfondita e corretta valutazione dei profili legati al trattamento dei dati personali. Si tratta di una presa di consapevolezza improcrastinabile, rispetto alla quale il nostro apparato pubblico registra ancora un passo incerto.

WHITEPAPER
ServiceNow: il caso concreto di un’azienda di successo nel Customer Service
Software
Competenze Digitali

Le cause di questa peculiare arretratezza sono numerose e storicamente radicate, afferendo sia a ragioni latamente politiche e sociali, che di mero fatto. Fra le prime, non può di certo trascurarsi come le continue campagne di banalizzazione della privacy rappresentino una pesante zavorra per l’auspicato sprint. La mortificazione della parola in sé, che significa inevitabilmente sminuimento del diritto fondamentale che essa esprime, così come dell’opera dell’autorità che ne interpreta lo spirito (l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali) sono i primi bastioni da abbattere per poter conquistare una comprensione della materia libera da odiosi preconcetti e da insensate e controproducenti prese di posizione.

Le opportunità di business legate ai dati

Solo così potranno essere affrontate anche le problematiche di natura fenomenica, prima tra tutte la mancanza, nel pubblico, di quella fondamentale leva che ha assistito lo sviluppo ormai avanzato di una politica moderna sull’uso dei dati nel privato. Le innumerevoli opportunità di business derivanti da una valorizzazione conforme al dettato normativo del proprio patrimonio informativo si sono infatti rilevate un importantissimo alleato per l’assimilazione dei principi e dei valori della protezione dei dati in aziende e gruppi di imprese. All’interno delle PA, invece, manca una vera presa di coscienza circa la possibilità di adempiere in modo più efficiente ai propri doveri di solidarietà – inderogabilmente previsti dalla Costituzione repubblicana – mediante politiche razionali sull’utilizzo dei dati. È tuttavia chiaro che le spinte motivazionali che possono alimentare una finalità di profitto hanno una particolare intensità. Ne consegue pertanto che le amministrazioni pubbliche hanno un forte bisogno di reperire delle ulteriori coordinate che diano un senso e alimentino l’adeguamento alla normativa sulla privacy.

L’offensiva della cybercriminalità

Ecco che allora un aiuto in tal senso può arrivare dal rinnovato interesse, figlio di un’obbiettiva necessità, verso la cybersecurity. Più che nel mondo privato, sono infatti gli enti pubblici ad essere maggiormente esposti al rischio di attacchi cibernetici. E ciò in quanto la PA incarna lo stato nella sua declinazione più alta e nobile, quella di rendere servizi alla collettività. E di conseguenza coloro i quali intendono porsi in una posizione antitetica rispetto all’ordinamento iniziano sempre più a sfruttare lo strumento informatico come arma di contrasto alla legalità, attaccando simbolicamente i sistemi informatici delle amministrazioni pubbliche. Lo abbiamo visto con il caso dell’attacco ransomware ai sistemi della Regione Lazio o a quello alla Regione Toscana e ancora appena pochi giorni fa ai danni dell’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma (un fenomeno che, va detto, non ha confini, come dimostra ad esempio il recente attacco hacker al Dipartimento di Stato americano).

Gli interventi legislativi per la cybersicurezza nazionale

Gli interventi legislativi per recuperare terreno e mettere così in sicurezza il perimetro cibernetico nazionale non si sono fatti attendere e, arrivati a questo punto, sarà cruciale non fermarsi a mere attività di conio e recepimento normativo, optando invece per interventi capaci di rifondare una sensibilità verso l’importanza della materia attraverso azioni concrete e tangibili. In tal senso, molta fiducia è riposta nell’impegno della neo istituita Agenzia per la cybersicurezza nazionale, alla cui guida siede un’autorità indiscussa nel settore, qual è Roberto Baldoni.

Ecco che allora la cybersecurity può fungere da ariete per una pubblica amministrazione al passo con la data economy. Riformare ed incrementare i presidi di sicurezza informatica è infatti un’operazione che presuppone e va di pari passo con un’indispensabile comprensione delle dinamiche legate al trattamento dei dati, oggetto privilegiato delle mire offensive dei criminali digitali. Un impegno in tale direzione ha quindi il potenziale per innescare quel cambio di mentalità che non ammette più ritardi.

La via del capitale umano: rinnovare i CdA e puntare sui DPO

La seconda mossa da introdurre è la naturale conseguenza della prima. Difatti, una volta eletto il risultato da perseguire, occorre individuare il mezzo per realizzarlo. Risulta evidente che il cambio di mentalità auspicato debba passare per le persone che a vario titolo operano all’interno delle pubbliche amministrazioni. Tale rinnovamento deve coinvolgere innanzitutto il livello istituzionale più elevato, vale a dire i vertici dei singoli dicasteri e i componenti dell’alta dirigenza. Sono infatti detti rappresentanti dello Stato i primi a poter imprimere una direzione all’azione della PA che sia sensibile rispetto alle politiche sull’uso e la valorizzazione dei dati.

Se, tuttavia, a simili altitudini non sempre sussistono le condizioni per avviare uno stabile e duraturo processo di cambiamento, esiste un ulteriore livello sul quale poter agire per aprire il settore pubblico alla data economy. Si tratta della schiera di società partecipate e di società in house, le quali sono immerse nel tessuto produttivo e si muovono nei mercati alla pari delle società di persone e di capitali e che trovano nell’operato dei rispettivi Consigli di Amministrazione il cuore pulsante. È assolutamente prioritario inaugurare una stagione di scouting di figure con competenza tecnologica e giuridica nell’uso dei dati, aprendo i CdA a figure indipendenti e preparate rispetto alle nuove sfide poste dalla tecnologia.

Questi nuovi “influencer” della data economy si troverebbero inoltre in una posizione privilegiata per poter letteralmente influenzare i vertici della PA rispetto all’urgenza di valorizzare e sostenere adeguatamente quelle figure professionali in grado di attuare la trasformazione dell’amministrazione ad ogni sottolivello, come ad esempio i CISO (Chief Information Security Officer) ed i DPO (Data Protection Officer), reclutabili internamente alle PA o anche esternamente, secondo un modello che, grazie al GDPR, vede affiancata all’opera del professionista in outsourcing quella di una funzione privacy interna. Una soluzione quest’ultima, che per esperienza diretta di chi scrive, si dimostra altamente efficiente per dominare contesti a complessità diffusa, come quello di una qualunque amministrazione pubblica, piccola o grande che sia.

È chiaro però che per raggiungere simili desiderata occorrerà evitare quegli episodi, purtroppo ancora frequenti, di stanziamenti irrisori a copertura delle delicate e cruciali attività richieste ai DPO. Una pratica che oltre a rasentare i confini del contra legem si manifesta come assolutamente dannosa e del tutto insensata di fronte alla strategicità di una funzione chiamata ad operare su dei veri e propri asset della PA. A ciò deve poi aggiungersi l’importanza di mandati di durata sufficiente a realizzare visioni perlomeno di medio termine.

L’importanza della pianificazione

Come insega il gioco degli scacchi, lo scacco matto arriva soltanto se ogni mossa è efficace e segue immediatamente quella precedente, cosicché con l’ultima si possa realizzare la visione avviata con la prima. Questo vale anche per il piano di rinnovamento della PA. Valutata l’esigenza di un cambio di mentalità, eletta la sede più opportuna per avviare tale processo – i Consigli di Amministrazione – ed indicati i soggetti in grado di realizzarlo praticamente – i DPO ed i CISO – occorrerà allora incanalare il tutto in chiare e precise linee d’azione. Una programmazione da concertare a livello centrale e che sia caratterizzata dall’elasticità necessaria a rispondere alle singole e peculiari esigenze di ogni amministrazione.

È cosa nota poi che gli scacchisti, al momento della prima mossa, abbiano già pianificato con assoluta precisione quali saranno tutte le successive. Gli elementi di complessità di questa partita rendono invece prematuro spingersi così in avanti, anche se certamente qualche mossa vincente la si può immaginare. Penso ad esempio ad intense attività di audit, sulla base delle quali poter mettere in piedi piani di remediation costruiti secondo una logica in grado di condurre la PA, in un opportuno arco temporale, dall’immediata messa in sicurezza delle attività di trattamento più esposte al rischio al pieno dominio, nell’ottica della corretta valorizzazione, del proprio patrimonio informativo. O anche alla formazione, elemento indispensabile in un contesto ove la raccolta, la consultazione e l’accesso ai dati personali dei cittadini risulta all’ordine del giorno.

E questa volta, si badi bene, non c’è neanche l’alibi della carenza di risorse.

Se falliremo ancora sarà proprio il caso di prenderne tristemente atto e di prepararci ad un inesorabile lungo declino del sistema Paese.

INFOGRAFICA
Industry 5.0, guida per CFO: come valorizzare i dati di produzione
Big Data
Manifatturiero/Produzione
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4