Andiamo dritti al punto. Contemporaneamente, attrazione e problema stanno in questo: l’IA generativa e i sistemi agentici avanzati sono informazione che genera altra informazione, e sono in grado di proseguire il processo generativo in relativa autonomia, cioè (ancora) con saltuari interventi umani. Certo, vi sono dei limiti da impoverimento di qualità progressivo (cfr. E. Priolo, Governare il model collapse: la sfida europea per il corpus digitale, su questa testata), tuttavia la tenuta del risultato finale resta molto convincente e mostra ottima coerenza con premesse, obiettivi e informazione di contesto.
dignità umana
Il diritto dell’uomo nell’intelligenza artificiale è ancora nell’ombra
L’IA generativa impone una nuova riflessione giuridica sulla persona, sul lavoro e sulla dignità umana. Dalla privacy di Warren e Brandeis al GDPR, dall’AI Act alla Costituzione, emerge l’urgenza di teorizzare un diritto contro l’uso dell’uomo come materia prima computazionale
Direttore scientifico Istituto Italiano Privacy e Relatore DigEat Festival

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