La vicenda emersa in Germania nelle scorse settimane, relativa al ministro federale per il Digitale Karsten Wildberger, apre un fronte giuridico destinato a travalicare il singolo episodio per investire uno dei temi più delicati della governance dell’intelligenza artificiale nelle democrazie contemporanee, perché, infatti, secondo quanto ricostruito dalla stampa tedesca, diversi contributi pubblicati a firma del ministro su autorevoli testate nazionali, nonché alcuni discorsi istituzionali e interventi pronunciati al Bundestag, sarebbero stati elaborati, in misura significativa, mediante strumenti di intelligenza artificiale generativa, senza che tale circostanza fosse resa nota ai destinatari della comunicazione e la successiva decisione di alcune testate – di rimuovere temporaneamente gli articoli o di ripubblicarli specificando l’impiego dell’intelligenza artificiale – dimostra come il punto critico non risieda tanto nell’utilizzo dello strumento tecnologico in sé, quanto nell’omessa disclosure del suo impiego.
il caso
L’AI può scrivere per un ministro? Il nodo della trasparenza pubblica
Il caso del ministro tedesco Karsten Wildberger apre un fronte sulla trasparenza nell’uso dell’IA generativa per testi politici e istituzionali. Il nodo non è l’impiego dello strumento, ma la mancata disclosure verso cittadini, lettori e destinatari della comunicazione pubblica
Consigliere direttivo di Internet Society Italia

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