gli studi

Minori e social, in estate cresce il rischio: i segnali da non ignorare



Indirizzo copiato

L’estate aumenta il rischio di iperconnessione bambini e adolescenti, tra più tempo libero, social media e routine scolastiche interrotte. Dati Sinpia, Bambino Gesù e Policlinico Umberto I indicano effetti su sonno, ansia, rendimento, immagine corporea e fragilità psicologica dei minori

Pubblicato il 7 lug 2026

Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino



dipendenza da social; disinformazione commissione parlamentare
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Tra le tante problematiche che si affacciano all’inizio del lungo periodo di vacanze estive c’è la nota questione del welfare inesistente per supportare le famiglie di bambini e adolescenti, che finiscono per gravare pesantemente sui bilanci familiari alla ricerca di centri estivi, attività varie in Italia e, talvolta, anche all’estero. E si parla meno, o almeno non quanto forse sarebbe necessario, di quanto è potenzialmente pericoloso questo lungo periodo di assenza di attività di routine perché per i più giovani con l’aumento del tempo libero cresce il rischio dell’esposizione a social e piattaforme digitali.

Il dibattito è acceso e ricco anche a livello internazionale sulla necessità di mettere dei limiti di età per accedere alle piattaforme digitali. Citiamo tra gli ultimi in ordine di tempo quello del Regno Unito, dove è stato annunciato in questi giorni il bando totale ai social media sotto i 16 anni. Social media to be banned for under-16s in landmark government move to give kids their childhood back – GOV.UK A essere vietate saranno tutte le piattaforme, da Instagram a TikTok, da Facebook a Youtube a X..

Iperconnessione bambini e adolescenti, l’estate aumenta il rischio

In attesa di vedere quali altri eventuali divieti entreranno in vigore, e come saranno applicati, in ogni caso per le famiglie si preannuncia un’estate impegnativa.

Gli effetti di un uso prolungato e non controllato del digitale sulla mente di bambini e ragazzi adolescenti è ormai ampiamente documentato. Sui rischi della iperconnessione legata all’aumento del tempo libero

ne hanno scritto di recente gli esperti della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e quelli della Neuropsichiatria Infantile dell’Umberto I e dell’ospedale Bambino Gesù.

Social e salute mentale: i dati sugli adolescenti

Dai dati elaborati dalla Sinpia (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) Ultimo Numero new v1 2023 – sinpia tra il 2018 e il 2022 la quota di adolescenti con un uso problematico dei social media è salita dal 7% all’11%, con un impatto maggiore sulle ragazze con conseguenze sul loro benessere psichico e l’aumento di disturbi del sonno, ansia, depressione e calo del rendimento scolastico, secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità OMS.

Un quadro che, secondo gli esperti, richiede attenzione, infatti la sfida, secondo Sinpia non è demonizzare la tecnologia, ma proteggere bambini e adolescenti da un uso non regolato attraverso una strategia di accompagnamento graduale, evitando sia l’ipercontrollo che l’abbandono educativo, considerando che gli effetti dei social dipendono da una pluralità di fattori: l’età, la qualità dei contenuti, la vulnerabilità individuale e, soprattutto, la presenza di adulti competenti come punti di riferimento.

Estate, social jetlag e routine spezzate

A queste evidenze si aggiungono quelle relative al periodo estivo, considerato particolarmente vulnerabile perché il tempo libero è ampio e, in assenza di alternative, si rischia che venga impiegato principalmente sulle piattaforme digitali. Come riporta l’analisi effettuata dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma si stima che siano 45/55 i minuti in più al giorno trascorsi online rispetto al periodo scolastico.

In Italia il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni supera le 4 ore di connessione quotidiana e fino al 70-80% degli adolescenti sperimenta il cosiddetto social jetlag1, un’alterazione significativa dei ritmi sonno-veglia caratterizzata da un addormentamento e risveglio spostati in avanti di ore.

L’Istituto di Neuropsichiatria Infantile “Giovanni Bollea”2 del Policlinico Umberto I di Roma sottolinea che la ripetizione di immagini e linguaggi inappropriati può determinare una desensibilizzazione emotiva, inducendo i minori a normalizzare l’aggressività e a percepire in modo distorto il rischio e le relazioni sociali. Questo clima digitale facilita fenomeni come il cyberbullismo, la partecipazione a sfide pericolose (challenge) e il contatto con community che promuovono comportamenti a rischio o contesti che alimentano molti dei disturbi neuropsichiatrici che trattiamo.

Il motivo per cui i minori sono così esposti, sempre secondo il servizio di neuropsichiatria infantile dell’UOC NPI – Policlinico Umberto I – Sapienza Università di Roma – risiede nella natura del loro sviluppo, per cui il cervello adolescenziale è strutturalmente più sensibile ai meccanismi di ricompensa e alla pressione sociale, pur possedendo ancora una limitata capacità critica per interromperne l’utilizzo eccessivo o riconoscere certi tipi di manipolazioni Gli algoritmi delle piattaforme, progettati per massimizzare il coinvolgimento emotivo, tendono purtroppo a privilegiare contenuti estremi e attivanti, inclusi quelli dannosi.

L’estate per alcuni adolescenti rappresenta un momento delicato: la chiusura delle scuole interrompe abitudini e relazioni quotidiane che per molti ragazzi svolgono una funzione protettiva e aumenta l’esposizione ai social network, utilizzati spesso per riempire il tempo e contrastare la mancanza di routine, di giornate meno scandite da impegni.

Contenuti a rischio e fragilità psicologica online

Le preoccupazioni maggiori riguardano i ragazzi più vulnerabili dal punto di vista emotivo e psicologico. Le più recenti evidenze scientifiche indicano infatti che l’esposizione ripetuta a contenuti che promuovono autolesionismo, sofferenza psicologica o comportamenti estremi può influenzare negativamente il benessere mentale degli adolescenti.

Uno studio pubblicato nel 2025 sul Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry Scrolling through adolescence: a systematic review of the impact of TikTok on adolescent mental health | European Child & Adolescent Psychiatry | Springer Nature Link ha evidenziato come la frequente visualizzazione di contenuti autolesivi possa associarsi, nel breve termine, a un aumento dei pensieri suicidari e degli impulsi pericolosi nei giovani già fragili.

Tra i fenomeni osservati dagli specialisti vi è il cosiddetto “effetto trigger”, ovvero la capacità di alcuni contenuti di agire come fattore scatenante per comportamenti rischiosi. A questo si aggiunge il fenomeno del contagio sociale, attraverso il quale il disagio psicologico può essere normalizzato, spettacolarizzato e imitato all’interno delle comunità online.

Desensibilizzazione, immagine corporea e disturbi alimentari

L’esposizione prolungata a immagini e messaggi aggressivi rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione; secondo gli esperti dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Umberto I, il mondo digitale espone sempre più frequentemente i minori a contenuti violenti, estremisti o umilianti, con la ripetizione costante di immagini e linguaggi inappropriati può determinare una progressiva desensibilizzazione emotiva.

Si alza pertanto il livello di rischio, per cui i ragazzi arrivano a considerare normali comportamenti aggressivi o pericolosi, sviluppando una percezione distorta del rischio e delle relazioni sociali. Aumentano inoltre anche la pressione sull’immagine corporea, infatti l’insoddisfazione per il proprio aspetto riguarda circa 3 adolescenti su 10 in Italia e l’esposizione ai social media amplifica il confronto con standard estetici poco realistici.

Secondo la Mental Health Foundation3 britannica le immagini viste online inciderebbero negativamente sulla percezione di sé per ben il 40% dei giovani; si registra anche un incremento generalizzato, indipendentemente dalla stagione, dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna): all’ospedale pediatrico Bambino Gesù Disturbi alimentari: Bambino Gesù, +60% nuovi casi dal 2019 , nell’arco di 5 anni, le diagnosi sono aumentate di oltre il 60%, in particolare tra i più giovani (+50% tra i bambini sotto i 10 anni e nella fascia 11-13 anni).

Famiglie, scuole e piattaforme davanti all’iperconnessione

L’invito alle famiglie e alle istituzioni è quello di non sottovalutare gli effetti di una connessione continua e priva di adeguata supervisione. Se ne è parlato recentemente al convegno “Connessioni pericolose? 2.0 Tecnologie digitali, adolescenti e salute mentale“ a cura del Policlinico Umberto I, dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza e la Regione Lazio4.

Secondo SINPIA e gli specialisti del Policlinico Umberto I, la risposta non può essere affidata esclusivamente alle famiglie, infatti serve una strategia più ampia che coinvolga scuola, istituzioni e piattaforme digitali. Tra le priorità indicate dagli esperti figurano l’introduzione dell’educazione digitale e affettiva nei percorsi scolastici, una maggiore trasparenza sugli algoritmi che regolano i contenuti online, sistemi efficaci di verifica dell’età e un potenziamento dei servizi di neuropsichiatria infantile.Ecco una check list elaborata proprio partendo dalle indicazioni degli esperti:

La check list per ridurre i rischi digitali in estate

  • Mantenere orari regolari di sonno anche durante le vacanze.
  • Rispettare i limiti di età previsti dalle piattaforme e cercare evitare l’uso dei social prima della preadolescenza
  • Limitare l’uso di smartphone e videogiochi nelle ore serali: lasciare gli smartphone fuori dalla camera durante la notte per proteggere la qualità del sonno
  • Evitare dispositivi digitali durante i pasti
  • Favorire attività sportive e tempo all’aperto
  • Incentivare relazioni e attività condivise offline
  • Osservare i segnali di allarme come insonnia, irritabilità, ritiro sociale o bisogno compulsivo di controllare le notifiche
  • Parlare con i ragazzi senza giudizio né atteggiamenti punitivi

Riferimenti

https://childmind.org/article/how-using-social-media-affects-teenagers

https://www.sanitainformazione.it/iperconnessione-in-estate-cresce-il-rischio-tra-i-minori-sinpia-serve-una-vera-educazione-digitale


https://www.policlinicoumberto1.it/save-the-date-12-06-2026-connessioni-pericolose/↩︎

La discrepanza tra lavoro e giorni liberi, tra tempo sociale e biologico, può essere descritta come ‘jet lag sociale’ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16687322/↩︎

https://www.policlinicoumberto1.it/unita/neuropsichiatria-infantile/↩︎

https://www.mentalhealth.org.uk/↩︎

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x