Lo scenario

Fattura elettronica e data protection, ecco tutti i dubbi del Garante

Il braccio di ferro che dura anni tra il Garante della privacy e l’Amministrazione finanziaria permette di riflettere sul rapporto tra fatturazione elettronica e data protection e le relative implicazioni per i contribuenti

22 Lug 2020
Riccardo Berti

avvocato Centro Studi Processo Telematico

Franco Zumerle

Avvocato Coordinatore Commissione Informatica Ordine Avv. Verona

Privacy: identità personale e digitale nella società dell'informazione

Sono una ventina i provvedimenti che il Garante Privacy ha dedicato al complesso tema della fattura elettronica: per il delicato rapporto tra questa tematica e la data protection. Ora è il momento per l’Amministrazione finanziaria di trarre i frutti del proprio duro lavoro, ovvero di regolare limiti e modalità per procedere alla verifica di questo enorme database organizzato di adempimenti fiscali. Vediamo la situazione.

Gli interventi del Garante

Già nel 2017 l’Autorità metteva in guardia dai rischi connessi alla centralizzazione ed alla disponibilità dei dati personali inseriti nelle fatture elettroniche.

WHITEPAPER
Certificazioni GDPR: tutti i vantaggi per le organizzazioni che vi aderiscono
Legal
Privacy

Se da un lato l’Amministrazione Finanziaria non fa mistero dell’obiettivo di “collezionare” quanti più dati possibili dei contribuenti, così da poterli esaminare e incrociare in maniera rapida ed automatica in sede di verifica, dall’altro lato il Garante ha sollevato nei propri pareri, sin dal 2018, varie perplessità, che hanno anche portato, il 15 novembre dello stesso anno, ad una ingiunzione rivolta all’Agenzia delle Entrate dove si evidenziavano le carenze nell’approccio dell’Agenzia (dimentica dei principi di privacy by design e by default imposti dal Regolamento GDPR) nonché la potenziale violazione del GDPR da parte del sistema di fatturazione elettronica.

La normativa nel Decreto Fiscale del 2019

Primo passo in questo senso è l’art. 14 del D.L. 124 del 2019, il quale dispone che i file delle fatture elettroniche acquisiti dal Sistema di Interscambio sono memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento (ovvero fino alla definizione di eventuali procedimenti giudiziari).

Questo al fine del loro utilizzo:

  • da parte dalla Guardia di finanza nell’assolvimento delle sue funzioni di polizia economica e finanziaria;
  • da parte dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività di analisi del rischio e di controllo a fini fiscali.

Per calare nel concreto questa normativa l’Agenzia aveva però bisogno di un provvedimento direttoriale con cui aggiornare le “Regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche” alla luce dell’inquadramento delle modalità ispettive e dei termini di conservazione fissati nel 2019.

Le nuove Regole Tecniche

Queste Regole Tecniche aggiornate contengono rilevanti novità ed in particolare prevedono:

  • la memorizzazione dei c.d. “dati fattura integrati” (ovvero i “dati fattura” cui vengono sommati ulteriori dati utili ai fini fiscali, come ad esempio la natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione, ovvero la descrizione dell’oggetto della fattura). Tali dati, secondo le Regole Tecniche, potranno essere trattati unicamente dal personale delle strutture centrali dell’Agenzia delle Entrate per lo svolgimento delle attività di analisi del rischio e di “promozione dell’adempimento spontaneo” (ovvero il procedimento introdotto con la legge di bilancio del 2014, che peraltro prevede la messa a disposizione degli stessi dati utilizzati per la “promozione” alla Guardia di Finanza).
  • l’utilizzo dei file xml delle fatture, da parte del personale centrale e delle strutture territoriali dell’Agenzia delle Entrate specificatamente autorizzato (ovvero dotato di apposito incarico/autorizzazione ai fini privacy), nell’ambito delle attività istruttorie connesse:
  1. all’esecuzione dei rimborsi ai contribuenti;
  2. all’esercizio dei poteri che fanno capo agli uffici impositivi (che includono, fra gli altri, quelli di invito al contribuente a comparire o a esibire o trasmettere comunicazioni, di estrarre copie presso notai, conservatori e altri pubblici ufficiali, di ottenere informazioni da banche, intermediari finanziari e imprese di investimento, etc.)
  3. all’espletamento degli accessi, ispezioni e verifiche presso le sedi dei contribuenti;
  4. al controllo formale delle dichiarazioni;
  5. al controllo preventivo sulle dichiarazioni presentate mediante modello 730 con esito a rimborso.
  • la stipula di una convenzione con la Guardia di Finanza per la messa a disposizione dei file delle fatture elettroniche e dei “dati fattura integrati” per le sue attività di polizia economica e finanziaria.

Il parere del Garante

Il Garante, di fronte a questa recrudescenza dell’Amministrazione finanziaria, che torna alla carica proponendo un trattamento dati di inedita portata (e che include dati che ben poco hanno a che fare con gli accertamenti fiscali veri e propri) preoccupata più di escludere limiti o eccezioni ai propri poteri di indagine piuttosto che di selezionare a monte i dati che potrebbero essere utili in sede di accertamento (semplificando così anche il proprio lavoro), non può che richiamare le perplessità già manifestate nel 2018 e nel 2019, evidenziando che il trattamento proposto è sproporzionato rispetto ai fini perseguiti.

Il Garante ci ricorda infatti che ogni anno vengono emessi circa 2 miliardi di fatture, e questi documenti non possono essere intesi come semplici “giustificativi” indirizzati all’erario in quanto devono in realtà assolvere molteplici funzioni, tra cui ad esempio descrivere al cliente che cosa sta pagando (dettagliando quindi in cosa consiste il bene o servizio e magari i motivi per cui il prezzo richiesto si discosta dal preventivo), quindi non tutti i dati inseriti in fattura sono “trattabili” a fini fiscali senza tenere in considerazione presidi e cautele in tema di protezione dei dati.

Di fronte quindi ad un documento-fattura che contiene già numerosi dati (e spesso più di quelli che servirebbero all’Amministrazione per effettuare la propria attività), preoccupa l’atteggiamento dell’Amministrazione che vuole “estendere” sistematicamente il documento-fattura (che già contiene numerosi dati che invece non hanno rilievo per l’attività ispettiva, come ad esempio i file eventualmente allegati alla fattura) integrandolo con dati ulteriori (“dati fattura integrati”) senza preoccuparsi della loro utilità o rilevanza, né della tipologia di dati contenuti nella fattura.

Che senso ha ad esempio che un consumatore sia individuato (con nome, cognome, codice fiscale) in seno ad un controllo rivolto al professionista che ha svolto in suo favore un servizio relativo ad esempio ad aspetti sanitari o relativo a procedimenti penali?

Se poi consideriamo che i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate sono circa 40.000 ed il personale in forza alla Guardia di Finanza arriva invece ad oltre 60.000 unità, ci rendiamo conto che la platea di soggetti “autorizzabili” a conoscere dati personali appartenenti a categorie particolari di tutti i contribuenti è parecchio numerosa.

Gli aspetti critici

Il Garante esprime quindi preoccupazione per l’estensione bidirezionale del trattamento promossa dall’Autorità finanziaria, diretta sia ad ampliare l’oggetto della memorizzazione (“dati fattura integrati”), sia l’ambito di utilizzo di tali dati.

A questo punto il Garante indica chiaramente la strada da percorrere all’Amministrazione, ovvero quella di:

  • escludere dal trattamento i dati non rilevanti ai fini fiscali;
  • escludere dal trattamento i dati inerenti la descrizione delle prestazioni fornite, che potrebbero includere dati appartenenti a categorie particolari (basta pensare ad una prestazione relativa ad aspetti sanitari ma non solo, ad esempio una fattura per un pasto kosher dà informazioni sulla religione del cliente);
  • escludere dal trattamento i codici fiscali dei consumatori per tutte le fatture non portate in detrazione.

Il Garante, nel richiamare i propri provvedimenti del 2018 e del 2019 precisa infine all’Amministrazione che i correttivi adottati dal Ministero per superare le criticità emerse nel sistema di fatturazione elettronica nel 2018 e nel 2019 non possono in ogni caso giustificare un’estensione del trattamento dati al di là di quanto è proporzionato e necessario rispetto allo scopo perseguito.

Il Garante ci dice infatti che: “anche laddove si assicurino elevati livelli di sicurezza e accessi selettivi” ed anche tenendo conto del fatto che, allo stato, le spese sanitarie trasmesse attraverso il sistema Tessera Sanitaria sono escluse dal provvedimento in esame, il trattamento promosso dall’Agenzia risulta comunque “sproporzionato in uno stato democratico, per quantità e qualità delle informazioni oggetto di trattamento, rispetto al perseguimento del legittimo obiettivo di interesse pubblico di contrasto all’evasione fiscale perseguito”.

La conclusione del Garante privacy è chiara e denuncia il trattamento dati portato dallo schema di decreto direttoriale come in violazione del Regolamento GDPR, non proporzionato rispetto all’obiettivo perseguito, non rispettoso dei principi di privacy by design e by default e privo di adeguate garanzie tese alla protezione dei dati (specie di quelli appartenenti a categorie particolari o relativi a procedimenti penali). Un ultimo paragrafo viene dedicato dal Garante a quella attività di “analisi del rischio” descritta nel regolamento e che avrà fatto accapponare la pelle ai lettori più attenti, memori delle derive statunitensi in proposito e di come questi strumenti di analisi, specie se non trasparenti, possano trasformarsi in quelle che Cathy O’Neil nel suo libro (dal titolo omonimo) chiama “armi di distruzione matematica”.

Il Garante chiarisce innanzitutto che una simile attività costituisce profilazione, ovvero un trattamento automatizzato dei dati personali che valuta aspetti personali di un soggetto per analizzare o prevedere altri dati, come ad esempio il rendimento professionale, la situazione economica, salute, preferenze, interessi personali, affidabilità, il comportamento, l’ubicazione o gli spostamenti. Per essere rilevante ai sensi della normativa privacy, questo trattamento automatico deve alternativamente (1) produrre effetti giuridici o (2) incidere significativamente sulla persona profilata, entrambe ipotesi che ben probabilmente si verificheranno nel caso in cui la profilazione venisse portata avanti dall’Amministrazione finanziaria.

Il Garante ritiene necessario, in proposito, approfondire separatamente l’istruttoria al fine di acquisire ulteriori elementi di valutazione e di individuare idonee garanzie per i contribuenti. Anche perché questa profilazione verrebbe verosimilmente attuata dall’Amministrazione attraverso interconnessioni con le numerose banche dati a sua disposizione e finirebbero per coinvolgere (in potenza) tutti i contribuenti, anche minori d’età (e senza che finora vi siano dei correttivi finalizzati ad escluderli).

Le reazioni al parere del Garante

In seguito all’emanazione del parere del Garante si è scatenata una querelle fra sostenitori delle misure proposte dall’Agenzia delle Entrate e sostenitori della posizione del Garante.

Va subito precisato che – sebbene sia stato detto il contrario – il parere del Garante non è una bocciatura della fattura elettronica bensì riguarda, come abbiamo visto, solo alcuni aspetti del trattamento dati relativo alla conservazione delle fatture ed all’attività di indagine che da queste prenderà le mosse.

Con nota del 13 luglio infatti il Garante ha opportunamente precisato che: “Il parere del Garante non riguarda l’istituto della fattura elettronica – su cui l’Autorità si è, a suo tempo, e più di una volta espressa favorevolmente – ma le innovazioni con le quali il legislatore – e, conseguentemente, l’Agenzia delle entrate – ha esteso l’utilizzo, a fini di controllo, di ulteriori dati ricavati dalle fatture elettroniche, non fiscalmente rilevanti.”

Resta il dubbio di fondo (che guida le posizioni che si stanno scontrando in questi giorni) se sia giusto essere trasparenti con l’Erario, consapevoli che più ampio sarà lo scrutinio dell’Amministrazione, più chiara risulterà la posizione del contribuente, consentendo così -ci si augura- di evitare controlli fondati sul “legittimo sospetto” dell’Autorità, ovvero se sia giusto conferire all’Agenzia delle Entrate unicamente quei dati che le sono necessari per svolgere la propria attività.

La scelta, però, è già stata fatta per noi dal legislatore europeo, che non lascia adito a dubbi circa la necessità di bilanciare l’obiettivo di contrasto all’evasione dell’Autorità finanziaria con il diritto alla riservatezza di ciascuno di noi, rispettando una serie di regole e principi, contenuti nel Regolamento GDPR. Semplicemente di questo bilanciamento sinora l’Erario non ha tenuto adeguatamente conto (con riferimento alle finalità di controllo di cui stiamo discutendo).

Conclusioni

Questo “invito a riflettere” da parte del Garante potrebbe rivelarsi un’occasione per l’Agenzia delle Entrate per riuscire finalmente a superare il braccio di ferro che vede coinvolta l’Agenzia e l’Autorità fin dal 2018 sul tema della fattura elettronica e che porta a frizioni ogni volta che l’Autorità deve essere consultata per un nuovo passaggio provvedimentale. Cambiando approccio e valorizzando i principi di privacy by design e by default, l’Amministrazione finanziaria riuscirà, ci si augura, a superare le criticità esposte dal Garante, riuscendo contemporaneamente ad eliminare i dati personali ultronei dalla mole di informazioni a sua disposizione, così da rendere anche più efficiente e meno contestabile il proprio operato.

Capitolo a parte merita invece la questione dell’attività di “analisi del rischio”, una novità che non ha precedenti nel panorama italiano e che porta con sé gravose conseguenze e preoccupazioni, sarà importante seguire l’evoluzione di questa normativa, augurandoci che il legislatore e l’Agenzia scelgano la strada della trasparenza circa criteri e metodi impiegati per determinare la “propensione al rischio” di un soggetto (come del resto prescrive anche il GDPR all’art. 13 co. 2 lett. f), istituendo al contempo una rete di solide garanzie per i contribuenti, come prescrive l’art. 22 GDPR.

cash flow e liquidita docfinance

WHITEPAPER
GUIDA PRATICA contro il Phishing: scopri come tutelare la tua azienda!
CIO
Cybersecurity
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3